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Sigma Malta, Rossi non ha dubbi: le piccole imprese muoiono con il Decreto Dignità

Un successo senza precedenti, quello di Sigma Malta negli scorsi giorni, con una partecipazione che è andata ben oltre le 15.000 partecipanti alla fiera del gaming che ha affrontato tante tematiche, grazie anche a convegni e seminari organizzati e gestiti in maniera capillare. Tra le prospettive presenti e quelle future, con la fondamentale apertura verso il mercato asiatico su cui Sigma Malta andrà ad operare dal prossimo giugno, è stata una valida occasione, soprattutto per la componente italiana dei partecipanti.

A questo proposito al convegno è intervenuto Andrea Rossi, Commercial Director Southern Europe & LatAm, ha aperto una parentesi fondamentale sulla situazione particolare situazione italiana, dominata dal divieto di pubblicità sul gioco, che sta penalizzando grandi ma, soprattutto piccoli operatori. Quello dell’Italia è un unicum, trattandosi del primo ed unico paese in Europa in cui vige un blocco del genere. Il fatto è noto: la misura, cosiddetta, del Decreto Dignità, è stata fortemente voluta dal Movimento Cinque Stelle, nel Conte I, in comunione con la Lega. Da luglio 2019 il Decreto ha effetto totale, dopo che sono espiati gli accordi in essere nel momento della sua approvazione ad agosto 2018. Il blocco sulla pubblicità, laddove si parla di giochi comprendenti vincite in denaro, è totale, sia per le forme dirette, sia per le forme indirette di pubblicità, eccezion fatta per le riviste di settore. L’articolo 9, il più contestato, è stato capace di mettere in ginocchio una filiera che da sola ha finanziato, lo scorso anno, Quota100 e Reddito di Cittadinanza. Non si placano, comunque, le ire pentastellate sul gioco, mentre da febbraio 2020, terza volta in un anno, aumenterà il Prelievo Erariale Unico sugli apparecchi da intrattenimento a vincita in denaro.

Fatto questo doveroso preambolo, Rossi ha focalizzato l’attenzione sul mercato italiano, che a suo dire non avrebbe ancora mostrato significativi effetti di contrazione e non c’è stato quindi l’impatto negativo annunciato e che molti si aspettavano e che, con ogni probabilità, si vedrà nel prossimo quinquennio, il tempo che il nuovo regime all’insegna della “Dignità” andrà cementificandosi. Guardando i dati, Rossi ha parlato della raccolta del gaming, andatasi via via a ridursi a danno di grandi e soprattutto piccole imprese: “Un dato che va confermato e confutato – ha detto – in quanto legato ad altri fattori e potrebbe dipendere dal blocco sulla pubblicità, che senza dubbio è una penalizzazione per gli operatori più piccoli e i brand meno consolidati che si devono ancora affermare”.

Circa il cambio di strategia in corso, Rossi ha evidenziato come la tendenza dei grandi brand nel promuovere servizi in qualche modo o forma alternativi all’azzardo, dato il Divieto, ha portato giocoforza a puntare sui canali contigui al gaming come il settore dell’editoria o l’offerta di gioco for fun: “Un qualcosa che potrebbe consolidarsi come nuova forma di marketing se supererà il vaglio delle autorità” – ha concluso.

Fonte: Gaminginsider.it Guarda il video dell’evento

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