Siria: venti di guerra, NBC: “USA pronti all’attacco da giovedì”

Londra, 27 ago. (Adnkronos/Ign) – Gli attacchi missilistici contro la Siria potrebbero iniziare “giovedì” e avere una durata di “tre giorni”. Lo riferisce l’emittente americana Nbc, citando alti funzionari dell’Amministrazione Usa. Gli attacchi avrebbero una portata limitata, con lo scopo di lanciare un messaggio al presidente siriano Bashar Al Assad, piuttosto che distruggere le capacità militari del regime.

Lo riferisce l’emittente americana, citando fonti ufficiali. Damasco: ”Se attaccati ci difenderemo con ogni mezzo”. Posticipato incontro Usa-Russia. Bonino: “L’Italia non agirà senza l’Onu”
Le forze armate britanniche stanno preparando dei piani di emergenza per un intervento militare in Siria, in risposta al presunto utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Bashar al-Assad. Lo ha riferito il governo britannico.
Mercoledì, a Londra, il primo ministro britannico, David Cameron, prenderà parte ad una sessione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, cui parteciperanno anche esponenti militari. E’ previsto che il governo britannico convochi il Parlamento in anticipo, prima della fine della pausa estiva.
Cameron ha convocato per giovedì una riunione del Parlamento per decidere la reazione di Londra al presunto uso di armi chimiche da parte del regime siriano.
Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, in un’intervista alla Bbc, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “pronti” a lanciare un attacco contro la Siria se il presidente Barack Obama darà l’ordine di farlo. Sono stati fatti tutti i preparativi, spiega Hagel, “per essere in grado di fare fronte a qualsiasi opzione il presidente intenda scegliere”. Per il capo del Pentagono, “è abbastanza chiaro che in Siria sono state usate armi chimiche contro la popolazione”.
Il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, ha annunciato che la Germania prenderebbe parte ad un’azione guidata dall’Onu contro la Siria se venisse confermata l’ipotesi dell’utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano. “Se l’attacco verrà confermato, allora la comunità mondiale deve agire”, ha dichiarato. “Al momento – ha aggiunto – il nostro punto di vista è vicino a quello dei nostri alleati, ma soprattutto con le Nazioni Unite”. La Danimarca si è detta invece pronta a sostenere “risposte alternative” se il Consiglio di Sicurezza dell’Onu non interverrà.
In merito al presunto attacco con armi chimiche avvenuto mercoledì nel sobborgo di Ghouta, a est di Damasco, il ministro degli Esteri siriano, Walid al-Muallim, ha dichiarato: “E’ nel nostro interesse nazionale scoprire ciò che è successo a Ghouta”.
Il governo siriano “non ha fatto uso di armi chimiche. Lo smentisco categoricamente”, ha dichiarato. “Nessun Paese al mondo utilizzerebbe armi di distruzione di massa contro il proprio popolo”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa. “Sfido chiunque – ha aggiunto – a dimostrare davanti all’opinione pubblica con una prova anche minima che l’esercito siriano abbia utilizzato armi chimiche” contro l’opposizione.
“Washington – ha continuato – non ha mai voluto una soluzione politica” alla crisi siriana. “La Siria – ha aggiunto il capo della diplomazia del regime – ha dubitato delle intenzioni degli Usa fin dall’inizio”.
La Siria è pronta a difendersi “con ogni mezzo” nel caso di attacco militare, ha dichiarato al-Muallim. “Nel caso di attacco noi abbiamo due opzioni: la resa o difenderci on ogni mezzo. Noi sceglieremo la seconda possibilità”, ha assicurato.
Un eventuale attacco contro la Siria, ha poi osservato, andrebbe a “vantaggio solamente di Israele e al-Qaeda”.
Il ministro siriano degli Esteri ha poi spiegato che il nuovo sopralluogo che gli ispettori Onu avrebbero dovuto svolgere nei sobborghi di Damasco colpiti da un attacco chimico è stato rinviato a causa di contrasti tra i ribelli e non per colpa del regime.
Lunedì gli ispettori ”ci hanno detto di voler visitare un secondo sito – ha riferito il ministro – Noi abbiamo chiesto se avevano contattato l’altra parte (i ribelli, ndr) e loro ci hanno risposto di sì. Siamo quindi rimasti sospesi quando oggi non sono partiti perché gli uomini armati non si sono messi d’accordo tra loro. Racconto questo per dimostrare che le forze siriane sono decise a mantenere i loro impegni e non stanno ostacolando gli ispettori”.
L’amministrazione del presidente Obama ha deciso intanto di posticipare l’imminente incontro con la Russia sulla crisi siriana. Mercoledì, riporta la stampa americana, una delegazione russa avrebbe dovuto incontrare a L’Aia Wendy R. Sherman, sottosegretario di stato per gli affari politici, e Robert S. Ford, ambasciatore americano in Siria, per discutere i piani per la conferenza di pace di Ginevra 2 sulla crisi siriana.
“Date le nostre consultazioni in corso su una risposta adeguata all’attacco di armi chimiche in Siria, il 21 agosto, abbiamo deciso di posticipare” l’incontro, ha detto un alto funzionario del dipartimento di stato americano a Cbs News. “Lavoreremo con la controparte russa – ha precisato la fonte – per riprogrammare l’incontro”. “Come abbiamo chiarito più volte, e come confermano gli eventi del 21 agosto, è imperativo raggiungere una soluzione politica durevole e completa alla crisi in Siria. Gli Stati Uniti restano completamente investiti in tale processo”.
La decisione di Washington invia un segnale sbagliato e rafforza i ribelli dell’opposizione nella loro riluttanza ad un compromesso, sottolinea il ministero degli Esteri russo, ribadendo però che un intervento militare senza mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu avrebbe conseguenze “catastrofiche” per tutta la regione del Medio Oriente e per il Nord Africa.
In considerazione della “drammatica situazione attuale” un incontro tra Russia e Stati Uniti, ha precisato un comunicato del ministero, è ancora più importante nella ricerca di una soluzione pacifica alla crisi. “La decisione dei nostri partner di cancellare il bilaterale Usa-Russia”, ha scritto su Twitter il viceministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov, “provoca rammarico”.
Jay Carney, portavoce della Casa Bianca, ha annunciato che Obama incontrerà Putin, nel quadro del vertice del G20 che si terrà a San Pietroburgo all’inizio di settembre.
Sul fronte della cronaca intanto gli oppositori della Coalizione nazionale siriana sostengono che le forze del regime di Bashar al-Assad avrebbero usato “bombe al fosforo e Napalm” in un nuovo attacco con armi “proibite”, condotto questa volta ad Aroum al-Kubra, nella provincia di Aleppo. In quest’ultima azione militare sarebbero almeno dieci i civili uccisi e diverse centinaia di feriti. In un comunicato, la Coalizione denuncia anche un raid contro la località di Ariha, nella provincia di Idlib, con un bilancio di “centinaia tra morti e feriti”. “La distruzione della Siria- si legge ancora – e l’uccisione di civili innocenti deve essere fermata immediatamente”.
Per la Lega Araba è il presidente Bashar al-Assad il responsabile dell’attacco chimico che ha colpito la scorsa settimana i sobborghi orientali di Damasco. Come sottolinea la tv satellitare al-Arabiya, nel corso della riunione dei delegati al Cairo è passata quindi la linea dell’Arabia Saudita e del Qatar.

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