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Slavine e incidenti in montagna: un morto e feriti

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Una donna è morta ed il suo compagno di cordata è rimasto ferito in un incidente avvenuto nel pomeriggio su una cascata di ghiaccio nel bellunese, vicino a Santo Stefano di Cadore. I due climber, italiani, stavano scalando una lingua di ghiaccio in località Ciudera sul Monte Col. E’ probabile che siano precipitati, anche se l’esatta natura dell’incidente non è ancora stata accertata. Altri incidenti si sono verificati in seguito a valanghe. In Trentino Alto Adige, così, una slavina ha travolto tre alpinisti, due rimasti illesi, uno ferito in modo non grave. L’episodio è avvenuto poco dopo le 11 in Val Canali, nel Trentino orientale, ai Torrioni dei Vani Alti. E in Alto Adige, in Val Martello, una comitiva di sei scialpinisti tedeschi è stata travolta da una valanga. L’ incidente si è verificato a quota 2.900 metri. Fortunatamente tutti i membri della comitiva erano muniti di Arva (l’apparecchio per la ricerca sotto valanga) e zaino-airbag. Solo uno scialpinista è rimasto totalmente coperto dal manto nevoso, ma è stato tempestivamente liberato dai suoi compagni. Con ferite di media entità è stato trasportato con l’elicottero del 118 all’ospedale di Bolzano. In Piemonte uno sciatore è stato travolto da una valanga in alta Val Formazza: è stato soccorso e portato in ospedale a Domodossola. Le sue condizioni non sarebbero gravi. L’incidente si è verificato questo pomeriggio al lago Toggia, 2190 metri di altitudine sulle Alpi Pennine in alta Ossola. Ad agevolare i soccorsi è stato l’allarme dato un compagno di escursione. Entrambi erano dotati di Arva. Ed è allarme valanghe anche sulle montagne bellunesi: diversi i distacchi segnalati dal Soccorso alpino, uno dei quali ha coinvolto una comitiva di scialpinisti. Sul monte Sief sopra Andraz, nel comune di Livinallongo del Col di Lana, un distacco ha investito il gruppo a circa 2.200 metri di quota, e uno sciatore è rimasto sommerso. Gli amici, con Arva e sonda, lo hanno individuato ed estratto illeso dalla massa di neve, avvertendo il 118 che non avevano bisogno di aiuto. L’intervento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi stato richiesto dal 118 del Friuli Venezia Giulia, assieme a quattro unità cinofile, per una valanga caduta da Forcella de la Val, non distante da Sella Nevea (Udine), dove si trovavano diversi gruppi di scialpinisti. Tre escursionisti coinvolti dalla valanga caduta a valle attorno alle 12, sepolti parzialmente dalla neve, sono riusciti a riemergere da soli prima dell’arrivo dei soccorritori e sono illesi. Anche sul Pelmo, una valanga staccatasi dalla Forca Rossa ha travolto uno scialpinista di 46 anni, di Cadoneghe (Padova), trascinandolo per 200 metri. L’uomo è uscito autonomamente dalla neve ed è rientrato al rifugio Città di Fiume, raggiunto da una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Uno scialpinista di Vittorio Veneto, di 52 anni, si è invece procurato un trauma alla caviglia mentre si trovava nei pressi di forcella Giau. Recuperato dall’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, è stato trasportato all’ospedale di Cortina. Nel primo pomeriggio l’eliambulanza, con tre unità cinofile e i soccorritori di Cortina, ha bonificato una valanga finita in pista a Staunies, per escludere la presenza di sciatori. E per aver “messo in pericolo la propria incolumità ma soprattutto quella di otto bambini a lui affidati dallo sci club” un maestro di sci di Torgnon, in Valle d’Aosta, è stato multato dai carabinieri. E’ accusato di aver portato gli allievi su una pista (la numero 5 del Collet) che era stata parzialmente chiusa per “pericolo valanghe”. Ad accorgersene sono stati i militari in servizio sulle piste. I fatti risalgono a domenica scorsa, quando il rischio valanghe nella zona era elevato.

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