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Slovenia: vietato far pagare l’ingresso in spiaggia

Gli alberghi e vari concessionari locali sulla costa slovena non potranno più far pagare ai bagnanti l’ingresso alle spiagge che hanno in concessione, tranne nei casi si tratti di zone balneari allestite o di piscine che hanno costruito da soli. Lo ha deciso ieri il ministero per l’Ambiente del governo di Lubiana. Dopo molte lamentele da parte dei turisti, il ministero sloveno ha trovato illegale la prassi di vari operatori turistici di far pagare l’accesso alla costa marittima dai due ai quattro euro al giorno. Le leggi slovene prevedono che tutte le aree fine ai 25 metri dalla costa sono “beni pubblici” alle quali non è permesso limitare l’accesso ai cittadini per attività ricreative, a prescindere se si tratti di proprietà private o in concessione. Dalla delibera sono escluse le piscine e le spiagge degli alberghi se allestite e costruite con investimenti privati. Le polemiche tra i turisti e gli alberghieri sul pagamento dell’ingresso agli stabilimenti balneari si ripetano in Slovenia ogni estate. Particolarmente insoddisfatti erano i villeggianti sloveni che al mare si recano di solito solo nel fine-settimana e oltre all’ingresso alle spiagge devono pagare anche il parcheggio a giornata che in alcune località costa intorno ai 10-12 euro

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