Spiagge 2020: plexiglass bocciato, arriva il legno friulano “recuperato dalla tempesta Vaia”

In vista della stagione balneare post-Coronavirus, Legnolandia ha progettato un innovativo posto ombrellone in grado di rispondere alla necessità di sicurezza e distanziamento sociale, senza rinunciare alla piacevolezza della vita da spiaggia, alla privacy ed alla facilità di accesso per le persone con disabilità.

“Vivere la spiaggia all’interno di un box in plexiglass è una proposta insostenibile sia per i turisti che per l’ambiente. La bellezza delle nostre coste risiede proprio nel contatto con la natura che può essere preservata solo attraverso un ritorno a prodotti ecosostenibili, rinnovabili e non impattanti”.

Ad affermarlo è Marino De Santa, presidente di Legnolandia, il marchio friulano che dal 1830 lavora il legno per la creazione di bio-costruzioni, parchi gioco, arredi pubblici e privati.
In vista della stagione balneare post-Coronavirus, l’azienda ha progettato un innovativo posto ombrellone in grado di rispondere alla necessità di sicurezza e distanziamento sociale, senza rinunciare alla piacevolezza della vita da spiaggia, alla privacy ed alla facilità di accesso per le persone con disabilità.

Si tratta di strutture modulari a basso impatto di 16 metri quadrati, realizzate con due soli materiali: il legno solidale proveniente dalle foreste friulane abbattute dalla tempesta “Vaia” del 2018 e un tessuto traspirante utilizzato anche per la produzione delle comuni mascherine chirurgiche.

Le dimensioni delle pareti protettive, larghe 4 e alte 1.8 metri, consentono al sole di illuminare lo spazio interno dalle 9.30 del mattino fino alle 18. L’utilizzo del TNT – anche personalizzabile con scritte e colori – rappresenta invece la soluzione ideale per la circolazione dell’aria con il dovuto filtraggio protettivo.

Funzionali ma anche confortevoli: questi spazi possono essere dotati di ombrelloni, lettini, tavolini e portarifiuti, tutti rigorosamente in legno solidale. L’allestimento è stato pensato anche per consentire il consumo di pasti e merende rimanendo comodamente nel proprio spazio evitando così gli assembramenti ai chioschi spiaggia.

Anche l’accesso non è lasciato al caso: passatoie a doppio senso di percorrenza consentono di raggiungere in sicurezza il proprio ombrellone, mentre passerelle mobili aggiuntive facilitano l’igresso alle persone con disabilità.

“Il nostro obiettivo è riportare i lidi balneari all’utilizzo di materiali naturali, riducendo al minimo l’impiego della plastica – conclude Marino De Santa – si tratta di una scelta di responsabilità che consente di dare valore alle nostre spiagge ed anche alle nostre foreste certificate PEFC®, che da anni gestiamo nell’ambito dell’autentica sostenibilità, della silvicoltura naturalistica e dell’economia circolare”.

Si tratta di strutture modulari a basso impatto, superficie di 16 metri quadrati (4×4), realizzate con due soli materiali: il legno solidale proveniente dalle foreste friulane abbattute dalla tempesta “Vaia” del 2018 e un tessuto traspirante utilizzato anche per la  produzione delle comuni mascherine chirurgiche. Le dimensioni delle pareti protettive, larghe 4 e alte 1.8 metri, consentono al sole di illuminare lo spazio interno dalle 9.30 del mattino fino alle 18. L’utilizzo del tessuto TNT – anche personalizzabile con scritte e colori – rappresenta invece la soluzione ideale per la circolazione dell’aria con il dovuto filtraggio protettivo.

Funzionali ma anche confortevoli: questi spazi possono essere dotati di ombrelloni, lettini, tavolini e portarifiuti, tutti rigorosamente in legno solidale. L’allestimento è stato pensato anche per consentire il consumo di pasti e merende rimanendo comodamente nel proprio spazio evitando così gli assembramenti ai chioschi spiaggia.
Anche l’accesso non è lasciato al caso: passatoie a doppio senso di percorrenza consentono di raggiungere in sicurezza il proprio ombrellone, mentre passerelle mobili aggiuntive facilitano l’igresso alle persone con disabilità.

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