Stardust, tributo a David Bowie, Sabato 23 aprile a Trieste

Sabato 23 aprile arriva al Teatro Bobbio di Trieste, in Via del Ghirlandaio 12, un concerto degli Stardusttributo a David Bowie che questa volta si cimentano con uno spettacolo in particolar modo incentrato sulla celebrazione del cinquantesimo anniversario di Ziggy Stardust, icona eterna che ha rivoluzionato la cultura contemporanea cantando il cambiamento, la libertà sessuale, influenzando il mondo della musica, della moda e dell’arte dal 1972 ad oggi.

In scaletta non mancano però, nella seconda parte, i classici del repertorio di tutta la carriera dell’indimenticabile artista nato a Londra. Luci, video rari, costumi di scena: tutto riporterà fedelmente alle atmosfere di David Bowie. Lo spettacolo è prodotto dalla Good Vibrations, che in questi anni sta portando nei teatri di tutta Italia (e non solo) progetti di successo come Canto Libero (omaggio a Mogol&Battisti), Acqua&Sale (tributo a Mina e Celentano), Blood Brothers (tributo a Springsteen), The Beatbox&Carlo Massarini, Forever Queen Experience.  

IL PROGETTO

Gli Stardust – tributo a David Bowie nascono a Trieste nel 2016 per volontà di Michele Maier, alle spalle altre esperienze nella musica rock e blues, da sempre appassionato del Duca Bianco «Ho la sensazione – afferma Maier – di aver sempre cantato Bowie, anche se prima ho fatto altro, mi sembra che tendenzialmente tutto puntasse lì». Per rendergli tributo, aveva solo bisogno di trovare i compagni d’avventura giusti. Dopo vari cambi di formazione, oggi Maier può vantare accanto a sé un gruppo di musicisti professionisti, prevalentemente provenienti dal Conservatorio Tartini di Trieste.

Dopo aver debuttato live nella città natale (memorabili gli show al castello di San Giusto davanti a un folto pubblico entusiasta), hanno suonato anche fuori dai confini nazionali, in Slovenia e Croazia.

«Bowie, fin da quando ero piccolo – prosegue Maier – mi ha risvegliato qualcosa; in fondo ci piacevano le stesse cose: la performance, il palco, indossare abiti per interpretare un personaggio diverso da te. Non sono uno enciclopedico, che va alla ricerca di vita, morte, miracoli, ma sono più emotivo, il mio è stato più un processo di immedesimazione, molto intimo, personale tra me e Bowie. Saranno stati dieci anni che mi girava questa idea in testa, la cosa si è concretizzata solo quando ho trovato dei musicisti disposti a seguirmi».

LO SPETTACOLO

Non una semplice esecuzione dei brani ma una narrazione di una storia, quella di Ziggy Stardust, attraverso la sua musica e attraverso anche dei video di repertorio, alcuni difficili da trovare. È lo stesso Maier, che ha lavorato a Cinecittà nell’ambito della regia, che è andato a caccia di video rari per poi montarli in modo da dare una suggestione che non sia solo musicale ma anche visiva ed emozionale allo spettacolo.

«Per un progetto del genere – afferma Maier – bisogna lavorare in maniera sistematica, costruttiva, è quasi un’azienda. Good Vibrations ci ha permesso un salto di qualità e maturazione perché lavoriamo con una realtà professionale importante».

La prima parte dello spettacolo è interamente dedicata a Ziggy Stradust e viene suonato integralmente “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”, l’album del 1972 di cui si celebrano i cinquant’anni.

Nella seconda parte, invece, lasciando da parte la narrazione per l’intrattenimento puro, vengono proposti i grandi successi di Bowie pescando dagli anni 70 fino agli anni 2000, non possono mancare in scaletta classici fondamentali amati dal pubblico come “Starman”, “Changes”, “Heroes”.

Molta attenzione è riservata ai costumi, con capi recuperati da negozietti vintage. L’aderenza è più sulla voce, le atmosfere, la suggestione, «ma mai qualcosa di identico perché Bowie è inimitabile. Bowie è effimero, ha avuto tanti personaggi, si cerca di creare sensazioni, senza scimmiottare».

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