Bearzi

2. Stefano Calligaro: Il mestiere dell’Artista

Continua il racconto del viaggio di Stefano Calligaro

Stefano Calligaro vive a Rotterdam.

Alcune curiosità sulla citta Olandese:

  • È il primo porto del mondo, Rotterdam, città-laboratorio, 600mila abitanti al 46% immigrati da altri continenti. Ogni mese, 400 nuovi immigrati. E nel 2012 gli immigrati saranno più degli olandesi «nativi ». È «la diga sul fiume Rotte», questo significa il nome, che ha fatto saltare molte altre dighe culturali e sociali. Sempre un passo avanti a tutti: quando ad Amsterdam i «coffeeshop» degli spinelli e le ragazze in vetrina erano una rarità, qui erano già una tradizione; e quando a L’Aja non si vedeva una ragazza velata, qui (nel 1962!) era già aperta una moschea. Il suo sindaco è un ex giornalista di origini marocchine, si chiama Ahmed Aboutaleb ed ha 47 anni ( e pare che sia uno in gamba!)
  • Per contrastare le compagnie di giovani e il loro chiasso vitale, fra le vie del centro di Rotterdam hanno installato un particolare dispositivo denominato “mosquito” che emette un fastidioso sibilo, udibile soltanto dagli under 25 ( assurdo eh? )
  • Capitale dell’ Integrazione;ma con regole ferree. Prima regola: la polizia è dappertutto. Secondo: ciò che non è proibito, è consentito; ma se fai qualcosa di proibito, sono guai.«Non colpiamo gli utenti, ma la criminalità », spiegano al comando della polizia.
  • Nei giardini, gli impiegati in pausa divorano cartocci di aringhe (piatto nazionale olandese) e bumbu-bumbu, spezie indonesiane; i ragazzi pattinano sull’onda dell’hindipop (versione asiatica dell’hip-hop).
  • In Olanda chi vuole la residenza permanente deve superare un corso di integrazione, lingua e cultura civica, che dura 3 anni. Se non vieni dalla Ue, devi pagare 270 euro
  • Non sempre la macedonia etnica ha funzionato bene. Quando, anni fa, l’immigrazione musulmana giunse al culmine, proprio da Rotterdam si levò la voce di Pim Fortuyn

Di Stefano e della sua esperienza mi ha parlato un’ amica.

Ho visto i suoi lavori su Internet e mi sono piaciuti (http://www.hardfolk.it/index.html ).

Gli ho scritto, inviandogli il progetto di Sticeboris, qualche mese fa, e così è iniziato il mio viaggio.

Alla stazione ho incrociato un’ amica e fra le chiacchiere ho scoperto che avremmo preso lo stesso treno, verso Nord.

Lei dipinge, ma lo fa “ part time”, mi confessa, perché ha anche un “ lavoroserio”. Un lavoro serio,-le domando- perché non è un lavoro serio fare l’ Artista?

Mi ritornano alla mente le parole della prima mail di Stefano, – perché te ne sei andato dall’ Italia?- domando-Perché volevo vivere in un paese dove fare l’ Artista venisse considerato un mestiere e non un passatempo.-
Nota dell’ autrice:l’ arte non riproduce il visibile, rende visibile, diceva Paul Klee nel 1920. Quello che ha perso concretezza nel 2009 è il Mestiere dell’ Artista, un mestiere con la barba, riconosciuto dal pubblico, ma dimenticato dalle istituzioni, che non ne favoriscono la pratica fra i giovani.

IL VIAGGIO CONTINUA CON…

  1. Intro Udine Rotterdam
  2. Il mestiere dell’ Artista
  3. Duende Project
  4. Una linea che fa una passeggiata
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