4. Stefano Calligaro: Una linea che fa una passeggiata

Il diario di Stefano Calligaro continua con il quarto capitolo sulle pagine di udine20

-Kandinskij cominciò con le nozioni base di punto e linea, che vedeva come attivi, passivi o neutri e di questa linea valorizzò la varietà emotiva. Famosa è la sua definizione: “una linea che fa una passeggiata”.-

Leggo qualche massima della storia dell’ arte aspettando l’ arrivo di Stefano alla stazione.

Anch’io, come la linea di Kandinskij mi preparo emotivamente a una “passeggiata” nella vita di Stefano, fra i suoi lavori artistici, le influenze esterne e le pusioni interiori che modellano fisicamente e motivano intelettualmente il suo lavoro.

“Rotterdam è una città in costruzione, non ha l’ aria incantata di

Amsterdam,- racconta Stefano mentre mangiamo qualcosa di oleosamente fritto- si sviluppa attorniata dal porto e dai cantieri navali, non è una città per le vacanze, ma è per lo piu un posto di lavoro.”

“Cosa ti affascina di più della città?”-domando-

“ Mi piacciono le grandi costruzioni a volte aggressive che si possono vedere passando per il centro, sedi di banche, uffici, negozi.- alza le mani e indica attorno a noi– Quando passeggi da queste parti non ti sembra di essere nell’ Olanda che conoscevi dalle guide o da quello che trovi

sulle riviste.- abbassa lo sguardo dai palazzi per scendere fra le facce colorate della gente e continua– Le persone che incontri non sono poi così olandesi, la

concentrazione di abitanti provenienti da altri Paesi è incredibile.”

La multiculturalità di questa città si respira ad ogni passo, non ti senti straniero, tuttal’più un po’ arrugginito con il tuo inglese da sei meno meno. Fortunatamente c’è chi mi fa da guida!

“Ma qui è tutto un cultural mix?”-domando-

“La parte sud della città, quella che raggiungi con il maastunnel o l’

erasmusbrug è quasi interamente abitata da persone che provengono dai

paesi arabi o che da generazioni sono qui ma mantengono integre le

loro origini, non trovi bar, ma centinaia di posti in cui prenderti

una turkische pizza.”

Fantastico, penso, l’ identità culturale che sopravvive non è nemmeno quella autoctona, ma si tratta di piccole bolle di culture aliene.

“Il centro è piccolo, lo puoi girare in 1 giorno toccando tutti i punti piu interessanti, berti una birra in una delle 100 birrerie che trovi su ogni strada e mangiarti quantità industriali

di cose fritte, dalle patate, che qui hanno 1 gusto fantastico alle

verdure- e questo l’ avevo capito! -. La lingua non è un ostacolo, qui per lo piu si parla inglese

e la comunicazione ne viene avvantaggiata, in questi giorni sto

preparando i lavori per 1 mostra a Groningen, si tratta di una

collettiva in uno spazio chiamato NP3, che trovo sia uno dei posti piu

interessanti di quell’ area.”
La cosa m’ incuriosisce, faccio qualche domanda e dalle risposte di Stefano ne viene furoi un quadro interessante in cui il sistema di promozione artistica, per quanto riguarda l’ artista,

funziona come in italia, curatori o critici si interessano al lavoro

perchè lo vedono o ne sentono parlare, se lo trovano “ok” per il

progetto a cui stanno lavorando invitano l’ artista ad esporre e cosi vale per le

gallerie.Ma la diversità sta tutta nell’ approccio al lavoro dell’ artista per parte di queste figure che dovrebbero costituire la struttura del “sistema dell’ Arte”. Con le parole di Stefano ecco cosa c’è di diverso :” Trovo diversa la curiosità che queste persone hanno per qualsiasi tipo di avvenimento, dalla piccola mostra alla piu grande. Sono del parere che il lavoro di un artista compreso il mio vada visto nell’ insieme e non si possa giudicare da 1 lavoro, quindi questa voglia di muoversi e vedere cose che noto qui, trovo che sia uno dei maggiori punti a favore del sistema artistico olandese. Tenendo conto anche che in 8 ore l’ Olanda te la giri tutta.”

Speriamo non pensi di farmela girare in bicicletta!

IL VIAGGIO CONTINUA CON…

  1. Intro Udine Rotterdam
  2. Il mestiere dell’ Artista
  3. Duende Project
  4. Una linea che fa una passeggiata
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