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Studenti in piazza per il diritto allo studio e dimissioni del Premier

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Tappa della marcia di avvicinamento al 17 novembre, giornata internazionale per il diritto allo studio, gli studenti italiani sono oggi scesi in piazza in decine di città per il diritto allo studio, per reclamare interventi per l’edilizia scolastica, ma anche per sollecitare le dimissioni di Silvio Berlusconi. A promuovere le proteste diverse associazioni. La mobilitazione dei ragazzi che hanno risposto all’appello della Rete degli studenti e dell’Unione degli universitari ha avuto come teatro 43 città che hanno ospitato assemblee, flash mob, iniziative e manifestazioni. Davanti alle scuole sono andate in scena azioni dimostrative “per far vedere all’esterno quello che si vive ogni giorno: soffitti che crollano, palestre chiuse o inagibili, laboratori vecchi o inesistenti, edifici che non rispettano le norme di sicurezza, in cui non esistono impianti di riscaldamento”. Una situazione “che si protrae ormai da anni e per cui niente è stato fatto” hanno spiegato le due associazioni studentesche. Anche il tema del diritto allo studio è stato protagonista della protesta di oggi perché questo governo – hanno osservato Rete e Udu – ” non ha fatto altro tagliare all’istruzione pubblica sempre più fondi per far cassa, negando l’accesso al sapere a sempre più studenti che andranno a ingrossare le fila della disoccupazione giovanile”. Con le iniziative di oggi gli studenti hanno voluto chiedere pure le dimissioni definitive del governo Berlusconi “che nell’affondare porti con se il peggior ministro dell’istruzione della storia della nostra repubblica”. Migliaia di studenti hanno risposto anche, da nord a sud, alla mobilitazione indetta da Avanguardia Studentesca nel giorno dell’anniversario della caduta del muro di Berlino. L’associazione, che si propone come alternativa a indignados e black bloc, ha organizzato cortei e sit-in in venti provincie italiane, da Milano ad Agrigento, abbattendo simbolicamente, in molte città, muri di cartone con scritte che riportavano i problemi che affliggono la scuola italiana. Al centro della protesta “i pesanti tagli che da anni colpiscono la scuola e l’assenza di progetti di riforma realmente innovativi in grado di cambiare l’obsoleto sistema scolastico italiano”. E il Movimento studentesco nazionale ha celebrato davanti a scuole di tutta Italia l’anniversario della caduta del Muro di Berlino distribuendo un volantino “per onorare lo spirito che ha animato i giovani berlinesi dell’ ottantanove come esempio per questa scuola troppo spesso imborghesita”.

Fonte: ANSA
Foto archivio

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