Udine

Tante le Bufale sui vaccini Covid dei no-vax

Vi sottoponiamo alcune delle più diffuse bufale riguardo al vaccino per il Covid. A spiegarle e smentirle è il dottor Eric Yager, professore associato di Microbiologia del Center for Biopharmaceutical Education & Training dell’Albany College of Pharmacy and Health Sciences, con alle spalle oltre 25 pubblicazioni su riviste peer-reviewed e più di 15 anni di esperienza nei settori della virologia, immunologia, terapie a base di anticorpi, antivirali e vaccini.

Bufala numero 1: i vaccini Covid contengano sostanze non sicure. In passato, la teoria si basava sul fatto che i vaccini contenessero mercurio, ma in questo 2020 l’attenzione si è concentrata sulla formaldeide, sostanza che può essere pericolosa ad alte concentrazioni ma che nel processo di produzione dei vaccini viene usata in quantità minima, lontanissima dai valori necessari per essere pericolosa.
Ogni vaccino che supera i test clinici viene testato e ritestato per la sicurezza, per assicurarsi che tutto ciò che contiene sia sicuro. “La maggior parte di questi composti – spiega Yager – sono in quantità così incredibilmente piccole o sono stati rimossi durante la produzione, da non danneggiarci”.

Bufala numero 2: utilizzo di tessuti fetali, si è sentito spesso dirlo da parte dei no-vax che puntano la questione su un piano etico-morale, con lo scopo di dividere la comunità scientifica sull’uso di feti umani abortiti per la produzione dei vaccini.
I test e lo sviluppo dei vaccini posso richiedere l’uso di linee cellulari, come nel caso del vaccino Covid di Oxford-AstraZeneca, ma queste linee cellulari sono state derivate da feti di quasi quarant’anni fa, le cui cellule vengono moltiplicate e distribuite nei laboratori. “Se poi si pensa che si tratti di un peccato, questa è una conversazione che andrebbe tenuta con il Papa e lo stesso Vaticano”. “I cattolici – dice il vescovo Richard Moth parlando a nome della Pontificia Accademia per la Vita – possono in buona coscienza e per un grave motivo ricevere questi vaccini. Nella pandemia Covid-19, riteniamo che questa grave ragione esista”.

Bufala numero 3 i vaccini a Rna messaggero (mRNA) possano riscrivere il codice genetico.
Il vaccino Covid di Pfizer-BioNTech così come quello di Moderna contengono entrambi mRNA, cioè un frammento del codice genetico del virus. Le nostre cellule utilizzano normalmente l’mRNA come stampo per produrre proteine e, allo stesso modo, l’mRNA contenuto nei vaccini viene utilizzato come stampo per produrre proteine virali innocue, che non causano dunque alcuna l’infezione ma che servono a indurre la risposta immunitaria. “Questo tipo di vaccino non può essere incorporato nel nostro genoma. È un processo unidirezionale. Nel nostro corpo abbiamo il DNA, il nostro genoma che crea l’mRna come modello per le proteine, e le proteine vengono quindi prodotte. Al contrario, il nostro corpo non contiene il meccanismo per passare dall’RNA al DNA”.

Bufala numero 4 Qualsiasi immunità che possa essere ottenuta contraendo alla malattia sarebbe preferibile e, in qualche modo, superiore all’immunità conferita dal vaccino.
Questa è una fake news “riscritta” sulla base di quanto in passato si diceva contro i vaccini per la varicella, il morbillo e l’influenza. “Queste malattie possono portare a conseguenze serie, durature e spesso fatali, quindi pensare di ottenere l’immunità ammalandosi non è una strategia promettente per la tua salute futura. D’altra parte, consentire al virus di diffondersi tra la popolazione è solo un modo certo per causare la morte di molti cittadini, comportando che molte altre persone avranno bisogno di cure a lungo termine per gestire le conseguenze della malattia”.

Bufala numero 5 : le vaccinazioni causano autismo, una storia messa in piedi dall’ex medico caduto in disgrazia Andrew Wakefield per screditare il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia e arricchirsi sviluppando il proprio vaccino sostitutivo insieme ad altri prodotti sanitari. “L’idea che i vaccini causino l’autismo non è solo falsa, è anche un insulto alle persone autistiche e neurodivergenti poiché stigmatizza ulteriormente questa comunità

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