Teatro Contatto: si parte con Crozza

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Teatro Contatto ha presentato oggi al pubblico e alla stampa le novità della ventottesima stagione ideata dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Udine, in collaborazione con Università degli Studi di Udine e con Erdisu-Udine. Per la terza stagione il CSS interviene tramite la stagione di Teatro Contatto nel sistema teatrale cittadino come partner dell’Associazione ScenAperta per la realizzazione di una programmazione coordinata di eventi di teatro, danza e musica al Teatro Palamostre di Udine. Parte degli spettacoli della stagione verranno dunque realizzati nel teatro di piazzale Diacono, anche se vivissima sarà quest’anno anche l’attività al Teatro S. Giorgio di Udine, che da novembre riapre dopo un’operazione di restyling degli spazi interni, per presentarsi al pubblico sempre più come uno spazio destrutturato e flessibile negli utilizzi e nelle funzioni.

In un anno in cui la crisi economica e i tagli annunciati al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo hanno destato serissime preoccupazioni, ridimensionamenti e anche concreti e conseguenti tagli alle attività e alla produzione culturale, fino alla perdita di strutture e posti di lavoro, il CSS ha affrontato con responsabilità e consapevolezza il clima di instabilità in cui ci si è trovati a lavorare e ha messo a punto un piano di azione che applicando nuovi metodi e perseguendo nuove strade permettesse di proseguire a investire con forza sulla sua azione culturale. Nella convinzione che chi ne ha ancora la possibilità e i mezzi debba impegnarsi a continuare ad alimentare la produzione di cultura nel nostro Paese, a dare ossigeno ai lavoratori dello spettacolo e alle compagnie, a perseverare e dare una risposta alla richiesta forte di cultura dei cittadini, anche l’attività di Contatto è stata ripensata e ridefinita per affrontare questa congiuntura, con il risultato di una stagione che si presenta addirittura più articolata nell’offerta di serate, repliche e spettacolo dal vivo.

Per fare questo Contatto ha infatti progettato quest’anno un modello di forte interazione e integrazione fra l’attività di ospitalità e quella di produzione, attività quest’ultima che per buona parte, fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, sarà svolta in sede, a Udine, con spettacoli creati e realizzati per lunghe teniture nella nostra città. Questa intersezione delle due componenti  – di ospitalità e di produzione – concorrono insieme alla realizzazione di un programma che moltiplica, anziché ridurre, la proposta di spettacolo dal vivo di qualità e di innovazione.

Dal 23 ottobre al 17 aprile, Teatro Contatto raggiungerà la quota record  di 48 serate dal vivo: spettacoli di diversa durata, per spazi scelti per modulare più formati di messe in scena (variabili dai
10 minuti ai 240 minuti) e capienze differenziate di pubblico (dai 1200 posti del Teatro Nuovo, ai 500 del Palamostre, al pubblico variabile dai 20 ai 230 spettatori dei diversi spazi, anche non teatrali, del S. Giorgio). Questo risultatom è stato raggiunto in parte rivoluzionando quello che sarà la modalità di frequentazione della stagione da parte del pubblico per quanto riguarda in modo particolare due progetti che verranno ospitati al Teatro S. Giorgio.

Il primo – Living Things – Harold Pinter: formati classici e contemporanei per un maestro del teatro – è un progetto ideato e prodotto dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. Si tratta di un omaggio al drammaturgo e Premio Nobel britannico scomparso proprio un anno fa. Per tre settimane, dal 14 novembre all’8 dicembre, Contatto vuole ripercorrere il suo universo teatrale, poetico e anche filmico, ricostruirne il ritratto di intellettuale e uomo esposto in politica, ma soprattutto si impegna a far conoscere meglio, rivivere e rilanciare l’importante eredità delle sue opere. Con la consulenza scientifica di Roberto Canziani, critico teatrale e qualificato esperto pinteriano, Living Things si compone di 3 sezioni: Quintessential Pinter dedicata ai testi caposaldo della sua produzione drammaturgica – dal Calapranzi a Il custode, Ceneri alle ceneri, fino al suo testo più noto Tradimenti; Pinter’s Shorts che farà riscoprire il Pinter d’occasione, il Pinter poeta, quello degli sketch sarcastici e di carattere della fine degli anni ’50, fino ai corti teatrali dove si esprime il Pinter più indignato, dissidente e politico degli anni ’70 e ’80 (quello di un testo paradigmatico come Il bicchiere della staffa); e infine Pinter Post, una sezione che esplora gli orizzonti, il respiro di futuro lasciato dalla sua opera, il lascito, la tradizione che possono essere raccolti dagli artisti di oggi, anche attraverso il ricorso a forme di comunicazione, a media e linguaggi più contemporanei, alla riscrittura o rimodulazione del suo stile e delle costanti della sua opera in nuovi contesti.

I 15 spettacoli di diversi formati e durate (dai brevissimi sketch, alla mezz’ora dei corti fino alle durate lunghe dei classici dell’autore inglese) che compongono Living Things sono un palinsesto a disposizione del pubblico per una full immersion pinteriana che metterà ogni sera a disposizione almeno 3 diversi spettacoli, allestiti in diverse e parallele “stanze pinteriane” che occuperanno simultaneamente più spazi del S. Giorgio, dal palcoscenico allo spazio libero di platea, ai camerini, al sottopalco, sale prove, agli esterni del teatro e perfino per una corsa in taxi nel cuore notturno della città (in una messa in scena iperrealistica del testo Victoria Station).

Il secondo progetto modulare è dedicato alla compagnia romana dell’Accademia degli Artefatti che ad aprile avrà la possibilità di presentare a Contatto tutti gli 8 episodi finora messi in scena dal ciclo Spara/Trova il tesoro/Ripeti di Mark Ravenhill. Per quattro sere – dall’8 all’11 aprile 2010 – il S. Giorgio ospita le sale nere e bianche ideate dal regista Fabrizio Arcuri per restituire la tensione emotiva e politica delle otto riscritture contemporanee di noti classici della letteratura, del cinema e del teatro di tutti i tempi – da Le Troiane a Guerra e pace, al film capolavoro del muto Nascita di una nazione a Delitto e castigo, per citarne alcuni – tutte accomunate dal tema della guerra, per un’esplicita requisitoria sui conflitti che stanno sconvolgendo il Medioriente e in particolare l’Iraq.

A Pinter e a Ravenhill – due esponenti di diverse generazioni della migliore drammaturgia britannica dell’ultimo secolo – Contatto connette anche altri nomi del contesto anglosassone, sia in nuove riscritture sia in versione originale per un’importante ospitalità internazionale. E’ il caso, quest’ultimo, di Interiors, uno spettacolo ideato e diretto dal regista scozzese Matthew Lenton per la sua compagnia Vanishing Point, che sarà a Udine durante il suo tour europeo il 20 e 21 febbraio 2010. Ispirato a L’Intérieur del Premio Nobel Maurice Maeterlinck, questa creazione per attori italiani e inglesi è un racconto voyeuristico dal forte impatto visivo che instaura un gioco coinvolgente ed emozionante fra interno e esterno sulla varietà dei modi in cui si interpreta e si manipola la vita. La compagnia Babilonia Teatri torna invece a Contatto dopo il suo spettacolo rivelazione made in Italy con Pop star (6 febbraio), rinnovando la sua originale formula di comunicazione frontale e antirappresentativa per traslare una storia di Mark O’Rowe scritta nello slang dei sobborghi di Dublino direttamente in un quartiere del profondo Veneto, per tre storie ai bordi della vita e in un al di là ancora più estremo e senza riscatto.

E dall’Inghilterra al Sudafrica, ancora con un doppio incrocio fra ospitalità e produzione, Contatto presenta L’aggancio, piéce che Serena Sinigaglia ha adattato dal romanzo omonimo di un altro Premio Nobel, la scrittrice Nadine Gordimer. Una storia di immigrazione, diversità e distanze  culturali superate solo dall’energia dell’amore, in un Sudafrica ricostruito fra bidoni e cumuli di sabbia, in un officina di lavoro al nero dove si trovano faccia a faccia e corpo a corpo due bravissimi attori come Mariangela Granelli e Fausto Russo Alesi (che torna a Udine dopo Il Gabbiano di Nekrosius di cui era protagonista e il monologo Natura morta in un fosso di Fausto Paradivino, sempre diretto dalla Sinigaglia).
E il Sudafrica dell’apartheid che via via risale la china delle ghettizzazioni razziali per conquistare le riforme e la condizione di Paese libero di oggi viene raccontato anche da Pamela Gien nel suo The Syringa Tree/Il lillà, un formidabile monologo per un’attrice chiamata a dare voce a 24 diversi personaggi, prima visti attraverso gli occhi di una bambina di sei anni, poi narrati e interpretati attraverso i protagonisti e testimoni di quattro diverse generazioni. Lo spettacolo verrà allestito per la prima volta in edizione italiana per la produzione del CSS e nell’interpretazione di Rita Maffei, diretta dal regista americano Larry Moss, che riprenderà le fila della sua fortunatissima messa in scena per Broadway, dove è rimasta in cartellone due anni. Le prove dello spettacolo si svolgeranno a Los Angeles per poi debuttare in prima italiana a Udine dal 6 al 14 marzo.

La vocazione di Contatto a essere punto di osservazione e riflessione sul presente, ma anche di cura e trasmissione della memoria, di analisi dei temi costantemente al centro dell’esistenza, tutto questo si riflette anche in altri spettacoli del panorama di Contatto, in un succedersi di nomi e eventi di richiamo e nuove proposte della scena emergente.
L’Italia che non vedremo mai in televisione, il nostro Paese e le sue più bizzarre e emblematiche “fenomenologie” sono la materia prima dell’irresistibile satira politica e di costume di Maurizio Crozza, guest star di Contatto, a cui va il compito – il 23 e 24 ottobre – di inaugurare la stagione con Fenomeni, uno show che riporta Crozza davanti alle platee teatrali dopo cinque anni di assenza e un clamoroso successo catodico. Tratto dal romanzo di Pino Roveredo, lo scrittore triestino Premio Campiello 2005, Capriole in salita  – a Udine il 10 e 11 dicembre, nella messa in scena sensibile della compagnia de La Contrada – è una testimonianza cruda ma sincera, grottesca e impietosa, sul viaggio all’inferno e ritorno di un uomo – lo stesso scrittore – la cui anima galleggia “in un mare di alcool”.
La vita di coerenza, passione politica e coraggio di Ondina Peteani, anche nota come la “più giovane partigiana d’Italia” viene riscoperta e portata alla luce da Marta Cuscunà, una giovane attrice che in pochi mesi quest’anno è riuscita a segnalarsi all’attenzione nazionale con il suo E’ bello vivere liberi!, spettacolo vincitore del Premio scenario – Ustica per l’impegno civile.

Fra i più attesi ritorni, a quattro stagioni dall’ultima presenza a Contatto con un progetto speciale sulla Tragedia Endogonidia e la sua produzione recente, torna a Udine la Socìetas Raffaello Sanzio con lo sviluppo di una delle Crescite di quello stesso ciclo, The Cryonic Chants (16 gennaio). Un esperimento, ma anche un nuovo tassello di una raffinatissima ricerca sul suono e sul canto iniziata fianco a fianco da Chiara Guidi e dal compositore statunitense Scott Gibbons. Un concerto speciale per quattro voci femminili e musica elettroacustica che fa riferimento all’arte combinatoria rinascimentale  – il testo dei Canti sarebbe infatti scritto da un “capro” appoggiando le sue zampe su delle lettere alfabetiche – e che costituisce un nuovo atto dell’indagine, geniale e rigorosa, della Raffaello Sanzio sulla tragedia dell’uomo contemporaneo ormai nudo davanti all’orrore storico ed esistenziale. Sempre fra i protagonisti di grande richiamo della stagione, sarà ospite per la prima volta a Contatto Giuseppe Battiston, l’attore udinese che è ormai diventato fra gli interpreti più richiesti e versatili del panorama cinematografico italiano. Battiston interpreterà un formidabile monologo in omaggio a un mitico “collega” del grande schermo, il regista e attore americano Orson Welles.  Utilizzando uno schema retorico che certo sarebbe piaciuto a Welles, quello del “roast” (da cui il titolo, Orson Welles’ Roast, 29-30 gennaio), molto usato nel paesi anglosassoni per feroci quanto bene auguranti panegirici,  Battiston regala un’interpretazione già per molti magistrale, il ritratto di un genio, beffardo e corrosivo.

Con la primavera, torna per la sua seconda edizione anche Cortocircuiti, la sezione di Contatto che testimonia lo stato della sperimentazione sulla forma della performance e della creatività che sempre più spesso interseca la scena dello spettacolo con le arti visive contemporanee. Contatto invita dunque 3 protagonisti e compagnie che della performance hanno fatto una pratica e una modalità forte di poetica e comunicazione. Apre Cortocircuiti il 20 marzo Erna Omarsdottir, la danzatrice islandese che è stata fra le  “guerriere della bellezza di Jan Fabre, ma anche un’interprete della compagnia di Les Ballet C. de la B. di Platel e di Sibi Larbi Cherkaoui. Coreografa e performer Erna Omarsdottir porta a Udine e per la prima volta in Italia Diggin in the sand with only one hand, una performance ispirata alla sabbia e all’oceano, danzata con la forza trascinante del sogno, del magico e della ferinità, nella cifra stilistica originalissima di questa danzatrice venuta dal Nord. Il 27 marzo tocca alla compagnia udinese Cosmesi con il suo periodonero, creazione frutto di un lavoro realizzato in residenza creativa a Udine, negli spazi del Teatro capannone del CSS e appena presentato in prima assoluta al Festival Drodesera, con il CSS co-produttore dello spettacolo. Periodonero indica un nuovo sviluppo della ricerca di Cosmesi, che integra nello sviluppo scenico l’arte dell’animazione, in una forte dinamica di interazione fra performer dal vivo, video ed effetti sonori. Il 17 aprile, infine, Cortocircuiti chiude la stagione di Contatto con la performance Á elle vide di Dewey Dell, la compagnia creata dalle nuove generazioni della famiglia Castellucci, cresciuta nella fucina della Sociétas Raffaello Sanzio e che ora muove i suoi passi con indipendenza imponendosi fra le più brillanti formazioni emergenti italiane. Teodora, Demetrio e Agata Castellucci assieme a Eugenio Resta portano a nuovi risultati l’esperienza compiuta nella scuola di formazione e movimento ritmico della Stoa, diretta da Claudia Castellucci a Cesena e ne nasce un nuovo linguaggio, una nuova esplorazione del mistero, che connette performance, musica, luce e animazione.

Per informazioni e prevendite, da sabato 12 settembre sarà aperta al pubblico la Biglietteria di ScenAperta, al Teatro Palamostre di piazzale Paolo Diacono 21.
Dal 12 settembre, la biglietteria osserverà il seguente orario: dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 19.30. Informazioni telefoniche: 0432.506925, prevendite online sul circuito Vivaticket, mentre i dettagli sulla stagione sono on line al sito www.cssudine.it e per info via e-mail scrivere a: [email protected]

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