Teatro: “l’affaire” Mirabella. Botta e risposta

mirabUn comitato di cittadini si è lanciato in una raccolta di firme per sostenere il rinnovo del contratto al direttore artistico della prosa del teatro Giovanni da Udine. Il presidente Mizzau fa sapere che “l’affabulatore” Mirabella è in scadenza e la nomina del nuovo direttore è di pertinenza del solo consiglio d’amministrazione

comunicato dell’assessore comunale alla cultura Reitani

“Fino ad ora non è pervenuta alcuna indicazione esplicita da parte della Regione sul proprio candidato alla vicepresidenza del cda della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Se il posto è rimasto vacante da febbraio a oggi, ciò si deve proprio al fatto che il Comune ha prontamente dichiarato la sua disponibilità ad assegnare questa carica a uno dei due soci di minoranza, in uno spirito costruttivo di collaborazione. Quando però, in senso alla assemblea dei soci, si è trattato di discutere della vicepresidenza, il rappresentate della Regione non ha espresso alcuna candidatura”. Replica così l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, alle dichiarazioni del consigliere regionale del Pdl Massimo Blasoni in merito alla nomina della vicepresidenza della Fondazione che guida il teatro cittadino.
“Premesso che da parte nostra – prosegue Reitani – c’è sempre stata la massima apertura, mi sembra tuttavia chiaro che il vicepresidente debba essere un nome gradito a tutti e tre i soci, che goda della fiducia del presidente, e non possa essere, invece, chi abusa del proprio ruolo in cda per lanciare ripetuti attacchi politici all’Amministrazione Comunale. Chi cerca lo scontro e offende i colleghi non può poi pensare di ricoprire ruoli istituzionali e, di fatto, si esclude da sé”.
Reitani, inoltre, torna sulla scorsa riunione del cda del teatro, quando i tre consiglieri di minoranza si sono alzati facendo mancare il numero legale impedendo la prosecuzione dei lavori. “Ciò che è avvenuto  è gravissimo – precisa –, perché impedisce il funzionamento di un organismo partecipato. L’approvazione di un documento programmatico è un atto essenziale per ogni istituzione ed è fondamento della sua identità. Si può esprimere un’opinione diversa, anche in termini duri, e votare di conseguenza, ma non si può impedire alla Fondazione di lavorare. La discussione sul nome del direttore artistico – continua –  non ha senso se prima non c’è chiarezza sulle linee programmatiche che, ai sensi dello statuto, lo stesso direttore deve seguire”.
Ma l’assessore non digerisce nemmeno quella che definisce una “campagna strumentale e vergognosa che non ha nulla a che fare con il teatro e che, soprattutto, mira a colpire chi legittimamente governa questa città”. Ed è sempre da Reitani che arriva un invito a tutti i partiti “ad astenersi su qualsiasi discorso sulle nomine artistiche, che devono essere di stretta competenza del cda. Penso piuttosto – conclude – che sia giunto il momento di un confronto vero sulle finalità dell’investimento degli enti locali nel settore del Teatro e ricordo che per il solo Giovanni da Udine il Comune investe un milione e 370mila euro”.

Nella mattinata dell’8 settembre un comitato di cittadini ha promosso una raccolta di firme per sostenere il rinnovo del contratto a Michele Mirabella, che a loro dire ha ottimamente svolto il compito di direttore artistico. Rifiutano le presunte ingerenze politiche “apprese dalla stampa” tantopiù che “l’assessore Luigi Reitani non è nemmeno stato eletto ma è stato nominato e non rappresenta i cittadini” mentre il teatro “appartiene agli spettatori e ai cittadini di Udine”

lettera del presidente Mizzau diffusa l’8 settembre

Mi è stato chiesto da più parti di commentare la petizione, la raccolta di firme, il fatto insomma che in città c’è chi si muove per mantenere il dottor Michele Mirabella come direttore artistico prosa al Teatro Nuovo Giovanni da Udine oltre la fine di quest’anno. Non posso commentare la petizione perché non la conosco, e non è serio che il Presidente della Fondazione si pronunci sul sentito dire. Posso però esprimere le mie impressioni sul fatto che la scelta del direttore artistico prosa del Giovanni da Udine sia diventata oggetto di pubbliche iniziative, che fazioni pro e contro Mirabella si siano formate in città, che si sia pensato ad una sorta di apparente referendum. Una prospettiva romantica, passionale, a cui guardo con simpatia.

Sono tenuto però a chiamare in causa la realtà: è responsabilità e dovere del consiglio di amministrazione della Fondazione scegliere il direttore artistico prosa con metodo il più possibile razionale, basando la decisione su programmi di politica culturale e valutazioni distaccate, non su slanci emotivi.

Al dottor Michele Mirabella va riconosciuta grande bravura nel dipingere con colori sgargianti vicende normali, nel narrare come straordinario un fatto banale. Un incarico conferitogli per la durata di un anno è diventato nelle sue parole cacciata, bando, proscrizione. Il fatto che qualche consigliere della Fondazione condivida un’opinione di uno dei soci diventa appiattimento, sottomissione, plagio. Non continuo: le capacità affabulatorie di Mirabella sono note; e generalmente apprezzate.

Ancora una volta vanno ricordati i fatti veri: il contratto di consulenza che lega il direttore artistico al teatro è stato firmato dal sottoscritto, come Presidente del Giovanni da Udine, e dal dottor Mirabella; scade il 31.12.2009; non prevede per Mirabella privilegi oltre la data di scadenza, né limita il suo diritto di candidarsi per gli anni successivi.

Una strada ragionevole per scegliere il direttore artistico prosa per gli anni 2010 e 2011 è stata decisa dal consiglio di amministrazione della Fondazione, con voto unanime dei consiglieri presenti, nella riunione del 17.07.2009: prevede che sia innanzitutto approvato un documento con gli indirizzi di politica culturale del consiglio (il piano culturale prosa); successivamente i consiglieri potranno presentare uno o più candidati, che saranno ascoltati dal consiglio; sarà infine scelto il candidato che il consiglio riterrà più idoneo a realizzare il piano culturale prosa.

E la petizione, le firme? Considererò petizione e firme benvenute (se e quando arriveranno), come atto di affetto verso il Giovanni da Udine e verso il suo attuale direttore artistico prosa, in carica, non va dimenticato, per decisione del consiglio di amministrazione attuale. Eventuali commenti sul testo della petizione sono rinviati a quando lo conoscerò.

Tarcisio Mizzau
Presidente Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine

La riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, iniziata alle 15.00 del 4 settembre con la presenza di tutti i componenti, si è interrotta durante la trattazione del punto due all’ordine del giorno, “Discussione e approvazione del Piano Culturale Prosa 2010-2012”, poiché i Consiglieri Renato Stroili Gurisatti, Gianni Nistri e Claudia Giorgiutti hanno abbandonato la sala, rendendo impossibile il proseguimento dei lavori per mancanza del numero legale.
Le richieste tassative dei Consiglieri appena citati, poste quale condizione per il loro rientro, erano due: prima, che si rinunciasse alla approvazione del Piano Culturale Prosa da porre come base della scelta del Direttore Artistico Prosa per il prossimo biennio; seconda, che si mettesse sotto esame l’operato dell’attuale Direttore Artistico Prosa Michele Mirabella, lui presente, per escluderlo dall’incarico cui il Piano si riferisce qualora i risultati della sua azione fossero stati giudicati insufficienti o confermato qualora fossero stati trovati soddisfacenti. Si sarebbe così interrotto l’iter per la scelta del Direttore Artistico Prosa, approvato all’unanimità dei presenti nel precedente Consiglio di Amministrazione, che prevede l’invito di alcuni candidati e la scelta sulla base della loro maggiore idoneità a realizzare il Piano.
I Consiglieri dissidenti sostengono che il Consiglio non dovrebbe formulare alcun Piano Culturale, lasciando totale libertà al Direttore Artistico Prosa: la pretesa va però contro lo Statuto della Fondazione, che prevede che il Direttore sia responsabile per l’elaborazione e definizione dei programmi del settore di sua competenza «sulla base delle linee di politica culturale indicate dal Consiglio di Amministrazione» (art.14). Il Piano Culturale Prosa era stato posto all’esame del Consiglio proprio per conformare l’azione della Fondazione alle prescrizioni statutarie.
Il Presidente della Fondazione, dottor Tarcisio Mizzau, si dice molto dispiaciuto per l’accaduto. Ritiene «scorretta la posizione dei Consiglieri dissidenti, due dei quali hanno approvato a fine luglio la procedura  di scelta del Direttore Prosa e non solo hanno ritenuto oggi di contraddirsi, ma hanno cercato con una manovra scorretta di imporre il loro punto di vista a tutto il Consiglio. Il danno provocato al Teatro e alla città, impedendo il funzionamento di un organo democratico come il Consiglio di Amministrazione è grave e ricade su chi lo sta provocando».
«Infine – conclude  il Presidente Mizzau – devo dire forte: fuori la politica dal Consiglio di Amministrazione. Sbandierando inesistenti condizionamenti di parte, questi Consiglieri ritengono di poter sacrificare gli interessi del Teatro a scopi che niente hanno a che fare con la buona conduzione di un’istituzione culturale che deve operare libera da manovre di schieramento».
Qualora si dovesse constatare che il Consiglio, subito riconvocato per il prossimo 11 settembre, non è più in grado di funzionare, il Presidente sarebbe tenuto a provvedere all’ordinaria amministrazione, convocando l’Assemblea dei soci della Fondazione per la soluzione del problema.


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