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Telefono Azzurro: in aumento la violenza sui bambini


La crisi economica non è solo tasche vuote. E’ frustrazione, disagio, depressione che rischia di sfociare in violenza. E a farne le spese sono “i più fragili, in particolare i bambini”. Il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, non ha dubbi: “In questo momento di crisi c’é in Italia il rischio che aumentino abusi, maltrattamenti e non cura nei confronti dei bambini. E anche i casi di minori morti per le percosse dei genitori stanno aumentando”. Alla vigilia della campagna “Fiori d’azzurro”, in programma per sabato e domenica in 2.300 piazze italiane con oltre 10mila volontari, Caffo lancia l’allarme violenza sui bambini. Un fenomeno che rimane comunque difficile da misurare: “Ogni giorno – dice all’ANSA – le linee di Telefono azzurro ricevono un migliaio di telefonate. In media il 20% sono denunce per maltrattamenti fisici. A questi dati si deve aggiungere il sommerso e tenere presente che il 5% dei minori che arrivano in pronto soccorso potrebbero essere vittime di violenza in casa”. “Da sempre la povertà – spiega Caffo – porta all’aumento di violenza, abbandono, abuso e trascuratezza dei minori. La famiglia non riesce a provvedere al bambino e ad accompagnarlo nella crescita. Ciò comporta l’aumento di atti di violenza o la non cura. Fino, talvolta, anche alla morte del minore, come è successo alla bambina morta ieri a Modena, dopo ricoverata per aver subito violenza probabilmente da parte della madre” ora indagata. Le famiglie più colpite, aggiunge, “sono quelle che non hanno una rete di compensazione come la famiglia di origine o i servizi di riferimento, e che devono essere sostenute”. In quest’ultimo periodo, osserva il presidente, le linee di Telefono azzurro “hanno registrato un aumento di richieste di sostegno alla famiglia, partite proprio dagli stessi bambini”. Da una ricerca di Telefono azzurro-Eurispes emerge infatti che un adolescente su quattro sente il peso della crisi che ha colpito la sua famiglia e nota nervosismo crescente dei suoi genitori. Quest’anno, ricorda infine Caffo, l’associazione compie 25 anni. “In questi anni molto è stato fatto ma molto di più è quello che occorre fare ancora. Bisogna soprattutto essere preparati alle nuove sfide, dare ai ragazzi gli strumenti per difendersi, ascoltarli e proteggerli senza arrendersi mai”.

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