Tempi lunghi per il superamento delle Province per il complesso e contrastato avvio delle Uti. Audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.

Fontanini domani (13/01) a Roma per illustrare le problematiche delle riforme in Fvg: tempi lunghi per il superamento delle Province per il complesso e contrastato avvio delle Uti.
Audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.

“La soppressione delle Province in Friuli Venezia Giulia non può avvenire senza che prima ne sia stata decisa la decostituzionalizzazione: lo Statuto di autonomia non può disporre in difformità rispetto alla Costituzione vigente che prevede, tra gli enti locali con funzione amministrativa, le Province. Enti peraltro riconfermati anche se con procedimenti elettivi diversi e una nuova attribuzione di funzioni di area vasta, nella legge nazionale di riforma n. 56/2014 e disciplinati anche per le regioni a statuto speciale”. Questa la linea di difesa del ruolo e dell’importanza degli enti di area vasta che domani, mercoledì 13 gennaio, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, sosterrà nel corso dell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Un’ulteriore occasione, nel corso dei lavori parlamentari dedicati all’analisi della proposta di legge costituzionale “Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia” per ribadire come “non è accettabile che non venga assicurata la presenza degli indispensabili enti di area vasta solo nella Regione Fvg come invece prospettato dalla riforma costituzionale in corso di perfezionamento e dalla legge Delrio, cui anche le Regioni a statuto speciale si devono adeguare”. Ma cosa accadrà se questa proposta di modifica concluderà così il suo iter? “In Fvg, prima regione in Italia ma in difformità con la Costituzione e con la legge nazionale Delrio, – spiega Fontanini – scompariranno le Province per essere sostituite da 19 Unioni territoriali intercomunali il cui avvio è alquanto complesso e contrastato come dimostrato dai ricorsi presentati da una sessantina di amministratori locali. Le Uti, però, non costituiscono affatto enti di area vasta: le funzioni correlate a queste realtà sono diverse da quelle locali/comunali e quindi richiedono un ente terzo sovraordinato. Su tali basi, del resto, si è mossa la legge Delrio e la normativa prevalente negli stati d’Europa. Le modifiche statutarie e la legge regionale 26/2014 determineranno un accentuato centralismo da parte della Regione cui andranno diverse delle competenze ora gestite dalle Province. Da ente di legislazione e programmazione diverrà ente amministrativo e vedrà crescere il numero dei propri dipendenti fino a quasi 4 mila unità, ponendo questa regione speciale fra le più onerose sia in termini di spesa pubblica che di rapporto cittadini/dipendenti in Italia.

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