TERREMOTO: PROT. CIVILE FVG E VIGILI DEL FUOCO RINVIANO ESERCITAZIONI

Trieste, 29 agosto – A seguito dell’impegno dei soccorritori della Protezione civile regionale e dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia negli interventi di soccorso alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma dello scorso 24 agosto, le previste esercitazioni in programma nel prossimo mese di settembre vengono rinviate a data da destinarsi.

Fra queste anche le operazioni congiunte dal 12 al 18 settembre, compresa quella prevista nella frazione di Portis Vecchio nel comune di Venzone (UD): campo e polo di addestramento destinato alle attività formative delle unità speciali del Sistema di Trattamento delle Criticità Strutturali (STCS) per le prime risposte tecniche urgenti ai danni a immobili pubblici e privati causati da un evento tellurico. Va ricordato che il sito di Portis Vecchio è rimasto tale e quale dopo il terremoto del Friuli del 1976 e quindi presenta delle caratteristiche particolarmente idonee a questo tipo di esercitazione.

Proprio in occasione dell’evento previsto per il prossimo settembre avrebbe dovuto essere avviata l’attività della Seismic Emergency Response Management international training school (SERM Academy), istituita lo scorso 7 maggio e che vede protagonisti, oltre alla Protezione civile regionale e ai Vigili del Fuoco, anche il Comune di Venzone, l’Associazione dei Comuni terremotati e l’Università di Udine.

Nel frattempo però, in questi giorni, proprio all’Ateneo friulano, quello stesso team  di ricercatori e di Vigili del Fuoco che avrebbe dovuto operare nell’ambito della SERM Academy, è impiegato nell’analisi di tutti i dati forniti dagli operatori della Ricognizione Esperta per la caratterizzazione strategica delle Criticità Strutturali (RECS) e dalle immagini laserscan  acquisite nelle aree colpite dal sisma dalla Protezione civile regionale, al fine di elaborare una iniziale individuazione e selezione degli edifici lesionati.

Il sistema ha già consentito di realizzare una prima mappatura (Emermappe) con la classificazione dello stato degli immobili, circoscrivendo così le criticità che dovranno essere prese in considerazione per le future decisioni sull’attività di messa in sicurezza o di demolizione. Un tipo di operazione, questo, già effettuato dai Vigili del Fuoco nel 2015 in occasione del terremoto del Nepal, quando il territorio di Kathmandu venne classificato secondo un determinato ordine di priorità.

Intanto, le attività di soccorso dei Vigili del Fuoco e dei volontari della Protezione civile regionale, iniziate fin dalle prime ore successive al sisma e che hanno portato le unità cinofile dei Vigili del Fuoco di Gorizia a individuare la piccola Giorgia sotto le rovine di un edificio di Amatrice, stanno ora procedendo per assicurare il ripristino della viabilità principale movimentando macerie, gestendo un campo di accoglienza realizzato dalla stessa Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e intervenendo per la realizzazione di una viabilità alternativa conseguente all’inagibilità del ponte a Tre Occhi nello stesso comune di Amatrice.

Le iniziative correlate alle esercitazioni di settembre, e rinviate a causa del terremoto nel centro Italia, avevano l’obiettivo di testare il sistema integrato di Protezione civile per condividere le diverse metodologie operative e per mettere a punto un sistema di risposta unificata tra i vari soggetti, in una prospettiva di collaborazione interistituzionale e transfrontaliera.

L’iniziativa avrebbe visto la partecipazione anche del Dipartimento nazionale di Protezione civile, della Regione Veneto, delle Province autonome di Trento e di Bolzano, oltre che delle strutture di Protezione civile dei Paesi confinanti: Slovenia, le Regioni di Istria (Croazia) e Carinzia (Austria).

ARC/GG/EP

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