Bearzi

Terzo settore: Bolzonello, bene riforma ma va diffuso modello

Udine, 10 feb – “Va mantenuta alta l’attenzione nei confronti
dei decreti di attuazione della legge del Terzo settore, che
auspichiamo vengano tutti approvati dal Governo entro maggio, ma
questo è solo un primo passo: oltre alla necessaria disciplina
della materia, il tema del Terzo settore va affrontato nella sua
ampia portata perché attiene a un vero e proprio cambio di
paradigma di società”.

Lo ha sottolineato il vicepresidente della Regione, Sergio
Bolzonello, chiudendo il convegno “Riforma del Terzo settore.
Economia e solidarietà partecipata”, organizzato nella sede della
Camera di commercio di Udine dal Forum consumatori imprese Fvg,
con ospite il presidente della Commissione ministeriale per la
riforma del Terzo settore, l’economista Stefano Zamagni.

Bolzonello ha indicato come, dopo un doveroso passaggio che ha
disciplinato organicamente la materia, occorra fare un secondo
passo. “Penso si debba avere la forza di mettere al centro un
modello di società che tenga assieme l’economia con la
sostenibilità: la forbice che si sta divaricando – ha osservato
il vicepresidente – non è solo economica, ma riguarda un profondo
mutamento delle condizioni di benessere nelle comunità. Credo che
tutto l’insieme delle persone che lavorano all’interno del Terzo
settore possano proporre modelli che garantiscano la tenuta
sociale oltre che economica”, ha sottolineato Bolzonello.

Bolzonello ha ricordato come la direzione regionale Attività
produttive si occupi di un peculiare campo del vasto universo del
Terzo settore, quello della cooperazione sociale.

Attualmente le dimensioni del fenomeno registrano una presenza di
218 realtà iscritte all’albo delle cooperative sociali,
uniformemente distribuite su tutto il territorio regionale, di
cui 118 operanti nel settore socio assistenziale e educativo, 66
nel settore dell’inserimento lavorativo, 25 che svolgono in
maniera coordinata le due tipologie di attività e 9 consorzi di
cooperative.

La Regione, ha ricordato Bolzonello, si è riappropriata delle
funzioni di incentivazione che erano in capo alle Province, e
proprio nel corso del 2017 vi sarà la gestione diretta dei canali
contributivi a sostegno del settore con le nuove regole, definite
nell’ultima Finanziaria regionale, e secondo una rinnovata
disciplina regolamentare di prossima pubblicazione.

Ulteriore attenzione sarà inoltre dedicata al sistema delle
relazioni con gli enti locali, stimolando il ricorso ai
convenzionamenti con le cooperative, per favorire l’inserimento
lavorativo delle persone svantaggiate e proponendo ulteriori
indirizzi per un migliore utilizzo delle disposizioni di favore
già previste dal nuovo codice degli appalti.

Infine, la Regione sta attuando misure di coordinamento interno
tra le varie Direzioni centrali nel disegno delle diverse e
numerose politiche regionali che interessano il settore della
cooperazione sociale.

Zamagni nel corso della sua relazione ha approfondito i contenuti
della riforma e dei decreti legislativi cui è demandato, tra
l’altro, disporre la revisione della disciplina del codice civile
in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di
carattere privato senza scopo di lucro; il riordino della
disciplina speciale, compresa quella tributaria applicabile a
tali enti, mediante la redazione di un apposito “Codice del Terzo
settore”; la revisione della disciplina in materia di impresa
sociale e quella sul servizio civile nazionale.

All’incontro, aperto dal presidente del Forum, Edo Billa, sono
intervenuti il portavoce del Fourm, Franco Bagnarolo, il
presidente di Legacoop sociali, Gian Luigi Bettoli, il presidente
di Legambiente Fvg, Sandro Cargnelutti e Luca Grion, docente di
Filosofia morale all’Università di Udine.
ARC/EP

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