The Housemaid, il melodramma firmato dal coreano Im Sang-soo

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Udine – Nel 2000, il Far East Film Festival, tenendolo a battesimo in Occidente, presenta il suo folgorante esordio cinematografico: Girls’Night Out, un divertente e sagace excursus sulle fantasie di tre ventinovenni impegnate a confidarsi senza inibizioni ogni recondito desiderio sessuale. Il suo nome è Im Sang-soo, classe 1962. Uomo affascinante e artista raffinato, Im è il regista e lo sceneggiatore che dalla Corea del Sud è stato capace in questi ultimi dieci anni di conquistare le platee dei Festival più importanti del mondo. Da allora, da quel ritratto tutto al femminile sulle confessioni erotiche di tre giovani donne, Im Sang-soo ne fa di strada: se nel 2000 continua a rappresentare la società coreana con Tears (2000), un film sulla deriva di un gruppo di adolescenti a Seul, il primo, assoluto, riconoscimento internazionale arriva con La moglie dell’avvocato, audace analisi dell’insoddisfazione esistenziale che serpeggia nella classe alto borghese della Seul contemporanea e chic. In Concorso nel 2003 alla Mostra del Cinema di Venezia, il film è una delle rare opere asiatiche visibili con successo anche nelle sale italiane.

Due anni più tardi, Im Sang-soo fa parlare di sé anche sulla Croisette grazie a The President’s Last Bang; scelto e mostrato nella selezione parallela a quella ufficiale, la “Quinzaine des Réalisateurs”, questo ritratto impietoso dei modi brutali della politica tratta un altro argomento tabù: l’assassinio del presidente coreano Park Chung-hee avvenuto nel 1979, durante uno dei periodi più bui della storia del Paese. Il suo straziante film successivo, The Old Garden comincia nel punto in cui finisce l’azione di The President’s Last Bang, e mette in scena l’amore impossibile durante la dittatura. Im Sang-soo si confronta qui con un nuovo genere, dando origine ad un dramma storico. Ancora una volta è capace di cogliere, e rappresentare con sicurezza, quei malesseri e quelle sfumature nascoste di una società che spesso sembra non essere più capace di stare insieme, che appare contraddittoria, che si mostra popolata da carnefici e sopravvissuti, dove, su tutto, sono vincenti la passione, il sesso e la violenza.

Nel 2010, non stupisce quindi che Im Sang-soo scelga di reinterpretare uno dei film più belli della storia del cinema coreano: The Housemaid diretto nel 1960 da Kim Ki-young. Il film è un melodramma sensuale e torbido. Descrivendo una famiglia tradizionale che abita in una casa a due piani – all’epoca chiaro simbolo di ricchezza – si ispira a un fatto di cronaca reale. L’equilibrio statico dell’agiata vita di coppia viene brutalmente messo in discussione dall’arrivo di una cameriera che si comporta in modo imprevedibile e bizzarro. Il suo obiettivo è la distruzione, dal basso della scala sociale, dell’ordine confuciano del ménage familiare. Ingiustamente caduto nell’ombra fino alla sua “riscoperta” alla fine degli anni Novanta e al recente restauro, The Housemaid (il Far East Film Festival lo mostrò nel 2003 all’interno di un percorso storico dedicato alla Golden Age del cinema coreano) è un’opera d’arte rara, spettacolare nello stile e spiazzante nel racconto. Dell’originale del Sessanta, Im Sang-soo mantiene tutta la tensione sensuale, insiste sui tratti erotici, più che sociali, suggeriti dalla storia e trasforma il marito da vittima – come era in passato – in predatore rendendo così il gioco ancora più provocante ed estremo. Grazie alla Fandango, il remake firmato da Im Sang-soo giunge domani nelle sale italiane a un anno esatto di distanza dalla partecipazione al Festival di Cannes (Selezione Ufficiale 2010).

Un nota curiosa: Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche del C.E.C. ricordano che Im sang-soo partecipò al Far East Film Festival nel 2008 prendendo parte come autore al Convegno Internazionale Ties That Bind. “Arrivò a Udine da Parigi con il preciso intento anche di realizzare dei sopralluoghi nella nostra Regione. E così fu! Im Sang-soo visitò varie location rimanendone positivamente colpito. Nessuno sapeva esattamente cosa stesse cercando; ma forse qualcosa di questa Terra servirà a suggerirgli qualche emozione e qualche suggestione per i suoi futuri lavori”.

NOVITÀ PRIMA VISIONE – ESCLUSIVA UDINE

THE HOUSEMAID

di Im Sang-soo

Corea del Sud 2010, 106’

con Jeon Do-yeon, Lee Jung-Jae

VISIONARIO

dal 27 maggio al 31 maggio

ore 18.00 – 20.00 – 22.00

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