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Esatto? l’Udinese sotto la lente di Massimo Radina

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Corre verso la curva Marino, con la squadra, col suo gruppo, con quei giocatori che lui è stato capace di portare in Uefa e un anno fa fece uscire con una serie record di vittorie dagli incubi retrocessione. È tornato, ed ora l’Udinese sembra rinata.

MENTALITÀ, parola abusata per spiegare la crisi bianconera. Oggi questa spiega anche la sfida tutta cuore e grinta di ieri sera. Non si può capire altrimenti un cambio simile in soli quattro giorni. L’Udinese di sabato era rinunciataria, non aggrediva, veniva schiacciata nella propria metà campo. Senza gioco, senza idee, senza cuore. De Biasi ha fallito completamente, svuotando la squadra nel gioco, nelle motivazioni. La mentalità vincente e offensiva era propria di Marino che appena rimesso piede al Friuli ha ordinato intensità. “Questa squadra è nata per imporre il proprio gioco, non per farsi schiacciare a metà campo” ha detto.

CONTROPROVA. Ha dimostrato che aveva ragione lui. Se stiamo insieme ci sarà un perché, cantava Cocciante. Il perché di Marino e dell’Udinese è che sono nati insieme, gruppo creato per attaccare e divertire. Ieri sera ci siamo improvvisamente divertiti come non accadeva da tempo, come non sarebbe mai accaduto con De Biasi. Mister Marino però porta con sé anche i difetti di una preparazione fisica che spesso porta a dei cali preoccupanti, è accaduto ogni anno, per questo nel suo futuro di allenatore dovrà rivedere questo aspetto, per diventare grande. Forse ha ancora tempo per riconquistare Pozzo definitivamente, dovranno però esserci delle controprove a partire da domenica. Ormai abbiamo capito, i ragazzi sono con lui e i friulani da ieri si sentono più tranquilli. La classifica, ancora preoccupante, fa però meno paura, forse proprio grazie a Marino. Esatto?

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