Bearzi

Trasloco nel Nuovo Ospedale delle Degenze e del Day Hospital dell’Oncologia.

nuovo ospedale udine
Nell’ambito del programma di progressiva attivazione del nuovo ospedale, si sta effettuando in queste ore il trasloco dell’Area Degenze integrate Oncologia-Radioterapia e Cure Palliative e dell’Area Day Hospital del Dipartimento di Oncologia nel 2° e 3° piano della struttura di nuova realizzazione.

Il trasferimento si completerà entro martedì 17 e consentirà di riprendere l’attività a pieno regime entro la fine della prossima settimana L’attività ambulatoriale, in attesa di una collocazione in prossimità della nuova sede, continuerà a svolgersi per il momento presso il padiglione numero 3 “Pennato”, inizialmente al secondo piano, come avvenuto sin qui, e successivamente al piano rialzato, negli spazi lasciati liberi dal Day Hospital: questo faciliterà l’accesso dei cittadini.

La nuova Area degenze integrate avrà a disposizione 22 letti, tutti in stanze singole o doppie con bagno, che saranno dedicati a pazienti in fase diagnostica o in trattamento medico oncologico e/o radioterapico. E’ stato possibile trasferire nella nuova sede anche l’allestimento di un area attualmente dedicata alle Cure Palliative, frutto di una generosa donazione fatta alcuni anni fa, che aveva visto accendersi una gara di solidarietà tra aziende e cittadini friulani, grazie ad una iniziativa della Lega Tumori Friuli sostenuta dalla stampa locale.

Nell’Area Day Hospital sono presenti 12 poltrone e 8 letti per la somministrazione dei trattamenti e 2 letti riservati alla gestione dell’ambulatorio per accessi non programmati indifferibili.

Infine al 4° piano troveranno collocazione l’Area direzionale, gli studi medici e gli spazi per i medici specializzandi della Scuola di Oncologia dell’Università di Udine. Nella nuova sede sono presenti spazi dedicati alle attività multidisciplinari, alle quali partecipano di routine molte Strutture Operative dell’Azienda Ospedaliero Universitaria; inoltre stati previsti alcuni spazi didattici che saranno gestiti assieme alla Clinica Ematologica, per le attività dei Corsi di laurea e delle Scuole di Specializzazione e per le attività formative rivolte al personale.

All’Oncologia udinese si rivolgono ogni anno in media 1500 nuovi pazienti; di questi circa 1000 vengono presi in carico per trattamenti. La Struttura è organizzata da molti anni in ambiti super specialistici per le diverse patologie oncologiche, collegati a gruppi multidisciplinari aziendali, e svolge un’intensa attività di sperimentazione clinica con una media di oltre 30 studi attivi ogni anno. Questo consente di offrire ai pazienti che presentano i requisiti clinici di accesso nuove opportunità di cura in una patologia tradizionalmente difficile, e si è tradotto in una attività scientifica di alto livello, ben documentata da numerose pubblicazioni nelle principali riviste oncologiche internazionali.

Nel Dipartimento operano oltre 100 persone, tra medici, infermieri, personale di assistenza, data manager ecc; il costo dei trattamento supera oramai i 7 milioni di euro all’anno, ai quali vanno aggiunti i

costi delle terapie sperimentali, che però non sono a carico del Servizio Sanitario Regionale. “Il trasferimento in una nuova sede è sempre un momento molto delicato, per le difficoltà che tutti possono immaginare, e allo stesso tempo molto stimolante per l’opportunità che offre di ripensare alle attività e cercare di cogliere le occasioni di miglioramento” dichiara il Direttore Gianpiero Fasola ” L’oncologia sta vivendo una fase di grande innovazione nei trattamenti e questo rappresenta contemporaneamente una fonte di speranza ed una sfida professionale ed etica. Oggi però mi sento di ringraziare di cuore tutte le persone che hanno lavorato con me nell’Oncologia di Udine: dalla prima sperimentazione di integrazione ospedale-università abbiamo vissuto anni entusiasmanti; altri ne verranno; la cosa più importante per il futuro sarà mantenere lo spirito di coesione e l’apertura alla innovazione che ci hanno guidati sin qui. Si tratta spesso di un lavoro difficile, ma credo che nel nuovo ospedale, insieme, potremo continuare nello sforzo quotidiano di cercare di rendere un buon servizio alla comunità regionale anche negli anni a venire”

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