foto trieste film festival
La quinta giornata del Trieste Film Festival si svolgerà nelle due locations del festival, al Teatro Miela e al Cinema Ariston.
Al TEATRO MIELA si apre con la RETROSPETTIVA SERGEI LOZNITSA alle 11:00, con BLOKADA (ASSEDIO), del 2005, film costruito unicamente con immagini d’archivio e arricchito con una sonorizzazione ricostruita meticolosamente, un documentario sull’assedio di Leningrado (1941-44) in cui le scene di vita quotidiana dell’epoca acquistano una veste inedita.
Dalle 14:00 due anteprime italiane dei DOCUMENTARI IN CONCORSO: BETONNI FARAONI (FARAONI DI CEMENTO) di Jordan Dodorov, che sarà presente in sala e KAPITALISM – RE?ETA NOASTR? SECRET? (CAPITALISMO – COME NE ABBIAMO MIGLIORATO LA FORMULA) di Alexandru Solomon. Il primo racconta il pittoresco mondo degli zingari Kalderash, una comunità chiusa che conta non più di un milione di persone in tutto il mondo, e ci accompagna in un viaggio nello stile di vita e nelle tradizioni di questa comunità; il secondo (diretto da Solomon) immagina il ritorno di Ceau?escu a 20 anni dalla sua esecuzione invitandolo a visitare nuovamente la Romania. Vengono intervistati gli uomini più ricchi del paese, a casa e nei loro uffici, vengono fatte conoscere le loro idee: il film ci dà così un ritratto agrodolce della nuova classe dirigente.
Alle 16:15 altre due proiezioni dedicate ai DOCUMENTARI IN CONCORSO.
NEGATÍV MAGYAR FILMTÖRTÉNET (STORIA NEGATIVA DEL CINEMA UNGHERESE) di Gyula Nemes, che descrive attraverso le testimonianze dei più grandi registi del cinema magiaro la storia dei film ungheresi mai realizzati.
HEARTH – QUAKE di Mark Olexa (che sarà presente in sala) racconta di Shpresa, kosovara, ha 26 anni e 5 figli, e per la prima volta ha lasciato il suo paese. Shpetim, il minore dei suoi figli, ha un grave problema di cuore, l’unica speranza è in un ospedale milanese. Mentre la madre sola, in un’Italia sconosciuta, aspetta l’intervento salvavita per suo figlio, il marito dal Kosovo la minaccia, obbligandola a ritornare a casa.
Alle 18:15 è la volta di MURI DEL SUONO con PESEM UPORA (CANZONI DELLA RESISTENZA) di Andraž Pöschl, le canzoni della Resistenza, create durante la Seconda Guerra Mondiale, risuonano ancora nelle città slovene e in quelle italiane. Sembra che la gente non voglia dimenticarle: come si spiega questo fatto? Chi canta ancora queste canzoni? E perchè?
Alle 19:15 un evento speciale SHARUNAS BARTAS. AN ARMY OF ONE di Guillaume Coudray, 2010: amicizia lunga 10 anni che si trasforma in un ritratto d’autore che mescola interviste fatte ai giorni nostri (in cui Bartas discute della sua arte, delle sue intenzioni, dello scopo che hanno le sue scelte stilistiche molto precise) con i ricordi di Coudray che rievocano momenti trascorsi insieme.
Alle 20:30 un altro EVENTO SPECIALE, INDIGÈNE D’EURASIE (NATIVO D’EURASIA), di Sharunas Bartas. Il regista sarà presente in sala per presentare il suo lavoro; da Est a Ovest, dalla Lituania alla Francia, in fuga dalla mafia russa: protagonisti lo stesso Sharunas Bartas e la top model Elisa Sednaoui. “L’idea di questo film era di mostrare la vita di un personaggio influenzata da situazioni estreme, in cui l’istinto è la forza trainante e le regole della società civilizzata non hanno più senso… questa storia di un uomo in fuga mi consente di mostrare il mondo di oggi, in bilico fra unità e frammentazione, che può trasformarsi da un momento all’altro in un campo di battaglia. Un mondo dominato dagli istinti animali primari, che non è più in grado di assicurare alcun rifugio, dove i problemi fondamentali come il terrorismo, la fame o la condivisione della ricchezza rimangono irrisolti.” (Sharunas Bartas)
Alle 22:30 LUNGOMETRAGGI IN CONCORSO: BESA è il film di un veterano della storia del cinema dell’ex-Yugoslavia, Sr?an Karanovi? (il suo SJAJ U OCIMA – SGUARDI D’AMORE fu presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2003), interpretato da Miki Manojlovi?, già nel film d’apertura di Tanovic Cirkus Columbia. Un maestro di scuola va al fronte (siamo agli albori della Prima Guerra Mondiale) e affida la giovane moglie slovena, che rimane sola nella piccola scuola di paese, al bidello/custode albanese e analfabeta che gli giura fedeltà (“besa” in albanese è un patto che si deve perseguire a costo della vita). Il film indaga la convivenza forzata tra i due -diversi per cultura ed estrazione sociale, ma entrambi europei- mentre in lontananza si intravede la guerra. Il regista sarà presente in sala.
Alle 14.30 al MIELA (sala video) la seconda delle prestigiose masterclass di Eastweek, con il celebre attore croato RADE SERBEDZJIA. Serbedzjia, prolifico attore (più di 150 film al suo attivo) è a Trieste come interprete principale del film del figlio Danilo (72 DAYS) e a presentare la propria autobiografia, FINO ALL’ULTIMO RESPIRO (martedì, 17.30, libreria Feltrinelli). Ha studiato all’Accademia d’Arte Drammatica di Zagabria, poi ha lavorato in teatro e al cinema: nel 1992 è costretto all’esilio forzato prima a Belgrado e poi a Lubiana. Decide in seguito di lasciare il suo paese e trasferirsi a Londra: nel ’94 è tra I protagonisti di PRIMA DELLA PIOGGIA, Leone d’Oro a Venezia, poi si trasferisce a Hollywood, dove lavora in film come IL GRANDE JOE, EYES WIDE SHUT di Kubrick, HARRY POTTER, SNATCH, BATMAN BEGINS, SPACE COWBOYS, MISSION IMPOSSIBLE e la serie tv 24. Ha lavorato molto anche per il cinema italiano (LA TREGUA di Francesco Rosi, IL DOLCE RUMORE DELLA VITA di Giuseppe Bertolucci e ILARIA ALPI-IL PIÙ CRUDELE DEI GIORNI dove era Miran Hrovatin). Nel 2007 vince il premio alla Festa di Roma come miglior attore per il film FUGITIVE PIECES.
Al CINEMA ARISTON le proiezioni iniziano alle ore 15:00 con ZONE DI CINEMA e due film in concorso, ELENA di Katja Lenart e Marko Bratuš, e SCONFINATO – STORIA DI EMILIO, di Ivan Bormann.
Nel primo si parla di Elena Pe?ari?, la prima portatrice di handicap a candidarsi alle elezioni presidenziali slovene. Il suo ingresso in politica è un’occasione per parlare di diritti umani e dei problemi che vivono le persone disabili in Slovenia.
SCONFINATO – STORIA DI EMILIO, è una vita di santità, follia e profezia. Emilio, italiano dell’Istria, viene a Trieste a studiare al seminario negli anni ‘50. Il confine si chiude alle sue spalle e diventa un esiliato. Diventa poi un prete, e più tardi un prete-operaio. Sceglie di lavorare in fabbrica e nell’edilizia per condividere la fatica del lavoro degli ultimi. Ma Emilio incontra altri confini… è strano, radicale, non disposto a compromessi. Deve essere curato: attraversa vari trattamenti psichiatrici coatti, elettroshock e umiliazioni. Emilio è un uomo semplice e diretto, con un approccio evangelico alla vita e al prossimo. Sconfinato è un documentario su come un essere umano attraversi la nostra storia e quella dei nostri territori con le sue fragilità, portandone i segni nel corpo e nella mente.
Alle 17.00 IL CINEMA “VERO” DI DUŠAN HANÁK, PAPIEROVÉ HLAVY (TESTE DI CARTA), 1995. Un film sull’evolversi del totalitarismo in Cecoslovacchia, che mescola interviste a persone comuni che hanno vissuto in prima persona il sistema politico post 1945 con filmati d’archivio della propaganda comunista. Luci e ombre del “paradiso dei lavoratori”.
Torna, quest’anno, il progetto “LO SCHERMO TRIESTINO” curato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste. La nuova puntata del progetto (articolato su un percorso quinquennale) ha come protagonista una delle firme più prestigiose della critica italiana, il triestino Callisto Cosulich, che ha scelto, per rappresentare il proprio senso del cinema, 4 film di culto. Una sorta di anticipazione di un omaggio che avrà una seconda tappa -a marzo- con la pubblicazione del libro su Cosulich curato da Elisa Grando. Il primo dei 4 film (alle 19:00 sempre al cinema Ariston) è LADY WINDERMERE’S FAN (IL VENTAGLIO DI LADY WINDERMERE) di Ernst Lubitsch, presentato nella versione integrale, recuperata dalla preziosa Cineteca del Friuli che l’ha di recente acquisita dal MoMa di New York, e sarà accompagnato al pianoforte dal maestro Carlo Moser.
A seguire alle 20:45 presentazione di DIETRO IL BUIO di Giorgio Pressburger (presente in sala), liberamente tratto dall’opera teatrale omonima di Claudio Magris.
Alle 21:30 per ZONE DI CINEMA, PIRAN PIRANO, di Goran Vojnovi?, che sarà presente in sala. A Pirano si incontrano dopo lunghi anni due anziani, uno italiano e uno bosniaco, le cui vite erano state unite dall’amore per la stessa ragazza e poi separate a causa della guerra e delle diversità ideologiche e culturali. Continuano a non capirsi, e non solo per motivi linguistici, in una casa che, forse, non appartiere a nessuno dei due.
INCONTRI CON GLI AUTORI
Lunedì 24, ore 11.00
11:00 Andrea Roberti, Pál Adrienn, sceneggiatore
11:20 Hilde Berger, Stella Hilb, Krankheit der Jugend, sceneggiatrice e attrice
11:40 Manfredi Lucibello, Storia di nessuno, regista
12:00 Imdat Serhat Karaaslan, Bisqilet, regista
12:20 Ol’ga Šul’gina, Aleksandr Moskalenko, Spasi i sochrani, regista e produttore
12:40 Sergei Loznitsa, regista / director

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