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Trieste Loves Jazz 2013

Giunto alla sua settima edizione, il festival proporrà un programma ricco di musicisti internazionali e artisti locali. Da Bill Evans ad Anthony Strong, passando per Sugar Blue e Franco Cerri, la rassegna si concluderà con un emozionante concerto all’alba di Glauco Venier sul molto Audace.

Un inizio di chiara matrice europea quello che inaugurerà la settima edizione di TriesteLovesJazz, la prima sotto il marchio Jazz Fvg, collettore delle migliori realtà jazz e musicali contemporanee del Friuli Venezia Giulia. Domenica 7 luglio, alle 21.00, presso il Passaggio Joyce/Ponte Curto sarà infatti l’European Saxophone Ensemble a dare il via al festival: diretti da Guillaume Orti, questi dodici sassofonisti provenienti da dodici differenti paesi della Comunità Europea proporranno il loro coinvolgente repertorio carico di energia positiva e in grado di trasmettere il vero senso comunitario della moderna Europa. Il progetto, sostenuto dall’Unione Europea, si volge in collaborazione con il 54° Jazz Festival di Lubiana, dove l’European Saxophone Ensemble si esibirà la sera precedente all’appuntamento triestino.

Martedì 9 luglio il festival si sposta in piazza Verdi (sede di tutti i successivi concerti) dove, a partire dalle 21.00, saliranno sul palco i protagonisti dell’annuale Premio Franco Russo. Il vincitore del riconoscimento, in ricordo del grande musicista triestino per giovani musicisti promettenti, si esibirà assieme ai premiati nelle edizioni precedenti (Emanuele Graffiti alla chitarra, Daniele Raimondi alla tromba, Enrico Zannisi al pianoforte, Giovanni Cigui e Gabriele Piribetti ai sax, Andrea Zullian al basso e Pietro Ricci alla batteria.

A seguire l’esibizione dell’Enrico Zannisi Trio, ensemble che comprende, oltre al pianista, Alessandro Paternesi alla batteria e Joe Rehmer al contrabbasso. “Life Variations”, il loro primo album, ha riscosso notevoli apprezzamenti da parte della critica specializzata e dal pubblico. Enrico Zannisi e Alessandro Paternesi sono risultati rispettivamente primo e terzo Miglior Nuovo Talento 2012 nella classifica annuale indetta dalla rivista Musica Jazz.

Chiuderà la serata il Max Sornig Jazz Combo, trio capitanato dal veterano del jazz triestino, Max Sornig, bassista e animatore per molti anni del mitico Jazz Club ‘’L’antro del Jazz’’ che ha ospitato a Trieste innumerevoli musicisti italiani e stranieri. Completano l’organico altri due brillanti musicisti locali, il pianista e compositore Riccardo Morpurgo e il batterista Lorenzo Fonda.

Venerdì 12 Iuglio, alle 21.00, sarà la volta del primo dei grandi artisti europei ospite a TriesteLovesJazz 2013, Anthony Strong, giovane (classe 1984) ma già apprezzato rappresentante della scena jazz inglese. Pianista e cantante tra i più noti delle ultime generazioni, Anthony Strong presenterà al pubblico triestino il suo ricco repertorio fatto di classici jazz e brani originali, ritmico swing e sofisticati arrangiamenti. Il suo primo Ep Delovely ha raggiunto il primo posto nelle classifiche jazz in UK e i suoi accattivanti videoclip si sono subito fatti strada in tutto il mondo. Stepping Out, il suo ultimo lavoro, oscilla con abilità e maestria tra pop, jazz e swing e la sua versione di Cheek to cheek è già diventato un classico. Michael Parkinson, della BBC Radio, ha dichiarato: «Ha tantissimo talento, ha le carte in regola per essere il prossimo fenomeno».

Il giorno successivo, sabato 13 luglio, alle 21.00, sarà invece la lucidità del suono di Riccardo Morpurgo ad accompagnare la serata dei suoi concittadini: il pianista e compositore, riconosciuto interprete a livello nazionale e giudicato tra i migliori nuovi talenti da Jazzit, si esibisce in un piano solo che dà enfasi alla lucidità del suo suono e all’originalità improvvisativa.

Seguirà il concerto di Matteo Sabattini – Rafa? Sarnecki New York Quintet, una delle realtà artistiche più in luce della nuova scena jazz newyorchese. L’ensemble, composto da Matteo Sabatini al saxofono, Rafa? Sarnecki alla chitarra, Alex Pryrodny al pianoforte, Devin Starks al basso e Jerad Lippi alla batteria, propone un repertorio in cui spiccano musiche originali e arrangiamenti di standard jazz rivisitati in una personalissima e moderna prospettiva: il sound si arricchisce delle cifre sonore caratteristiche dei paesi di provenienza, dal lirismo della letteratura musicale polacca alla sinuosità melodica italiana. Con influenze che vanno da Charlie Parker a Brad Mehldau e Joshua Redman, il New York Quartet riesce a dar vita ad esibizioni estremamente coinvolgenti nelle quali i temi, tutti originali, sono seguiti dalle improvvisazioni del solista di turno che interagisce, in forma concertante, con gli altri strumenti, cercando di costruire un dialogo musicale.

Appuntamento con uno dei più grandi musicisti jazz della storia lunedì 15 luglio alle 21.00: sul palco di TriesteLovesJazz salirà infatti Bill Evans con il suo “Soulgrass”. Sassofonista di fama universale, Bill Evans nel 1980, all’età di 22 anni è entrato nella band di Miles Davis con il quale ha collaborato per quattro anni realizzando sei dischi e numerosi tour mondiali. La sua carriera si è quindi arricchita con La Mahavishnu Orchestra di McLaughlin, con Herbie Hancock, Mick Jagger e altri artisti di livello internazionale. Dal 1990 ha una sua band con la quale si è esibito in tutto il mondo con oltre 100 concerti l’anno. Ha registrato 19 album come solista e ha ricevuto ben due nomitation ai Grammy: nel 2002 per “Soul Insider” e nel 2006 per “Soulgrass”, lo spettacolo in programma a Trieste, che rappresenta la quintessenza degli American Music Style grazie alla sua capacità di mescolare in un’armoniosa coesistenza jazz, funk e bluegrass. Oltre a Bill Evans, l’organico è composto da Josh Dion, batteria e voce; Mitch Stein, chitarra e voce; Ryan Cavanaugh, banjo elettrico, e lo special guest Etienne Mbappé, basso.

Martedì 16 luglio, a partire dalle 21.00, serata dedicata al blues-rock: i primi a riscaldare l’atmosfera saranno i componenti della Toro Blues Band featuring Manlio Milazzi: la nuova formazione del noto chitarrista e compositore Franco “Toro” Trisciuzzi porta nel festival un sound che attinge dal blues ritmico e selvaggio e dall’energia del rock’n’roll. Assieme a lui sul palco il batterista Giulio Roselli, il bassista Edi Forni e, ospite speciale, la voce e l’armonica di Manilo Milazzi.

A seguire un vero e proprio mito musicale: direttamente dal festival di Montreaux, arriverà infatti a Trieste Sugar Blue, uno dei più grandi virtuosi dell’armonica al mondo. Nato ad Harlem – New York, Sugar cresce immerso nella musica: le note di Billie Holiday e James Brown sono il pane quotidiano per il giovane Sugar Blue che riceve in regalo la sua prima armonica dallo zio. Grazie alla madre, ballerina e cantante presso il leggendario Apollo Theatre, frequenta gli artisti più importanti della scena musicale newyorkese e decide, sin da piccolo, che sarebbe diventato un musicista. Una consapevolezza che lo porta ad intraprendere una una carriera solistica folgorante sfociando in collaborazioni illustri con artisti quali Willie Dixon, Frank Zappa, Johnny Shines e Bob Dylan. È suo anche il riff della hit Miss You dei Rolling Stones, una collaborazione, quella con Jagger e Richards, che è parte della storia della musica grazie ad album come Some Girls, Emotional Rescue e Tattoo You. Le sue funamboliche esibizioni all’armonica saranno accompagnate da Harry Hmura alla chitarra, Ilaria Lantieri Blue al basso, Damiano Della Torre alle tastiere e Cj Tucker alla batteria.

Ritorno al grande jazz d’autore, invece, mercoledì 17 luglio (ore 21.00) Roberto Magris, pianista raffinato ed elegante pianista jazz famoso livello internazionale, porta nella sua città il progetto “Canzoni italiane in jazz”, un repertorio che riprende alcune tra le più belle ed intense canzoni d’autore italiane e le reinterpreta in chiave jazz. Alla classica formazione del trio pianoforte – contrabbasso (Mario Cogno) – batteria (Paolo Prizzon) si aggiungerà la voce di Maria del Rovere per uno spettacolo sorprendente e accattivante, in grado di coinvolgere e appassionare non solo il pubblico del jazz, ma anche soprattutto quello non specialistico, musicalmente aperto e curioso.

A seguire TriesteLoveJazz rende omaggio all’ingresso della Croazia nella Comunità Europea con “Welcome Croazia”: Darko Jurkovi? (chitarra) – Zvijezdan Ruži? (pianoforte) – Henry Radanovi? (basso) e Kruno Leva?i? (batteria) sono alcuni tra i migliori musicisti jazz della Croazia che, grazie alle loro qualità, si sono fatti notare anche sulla scena europea. Il pubblico triestino avrà così l’occasione di apprezzare proposte innovative e di qualità di questo quartetto croato in un concerto che riafferma il ruolo di Trieste come polo culturale europeo.

Sabato 20 luglio, alle 21.00, sarà invece la volta di del trio Markus Stochausen (tromba e flicorno) – Angelo Comisso (pianoforte) – Christian Thomè (batteria), un ensemble che unisce musicisti formidabili che suonano assieme dal 2003. Markus Stockhausen, definito da The Times “prodigio della tromba”, è figlio del grande Karlheinz, tra i compositori più importanti della musica del XX secolo, e fratello di Simon, anche lui affermato compositore contemporaneo. Trombettista solista e improvvisatore, è uno dei più versatili e poliedrici musicisti del nostro tempo: si è esibito sui più grandi palcoscenici, dalla Scala al Royal Opera House e il suo suono pieno e fluido è riconoscibile su oltre 50 dischi registrati per le più importanti etichette discografiche. Al suo fianco il pianoforte di Angelo Comisso, pianista istintivo, che affronta con naturalezza, oltre al jazz, repertori classici così come complesse partiture contemporanee e l’improvvisazione totale. Ha al suo attivo oltre dieci album. Completa il trio Christian Thomè, di scuola tedesca, dalla grande attenzione alla rifinitura del tocco: la sua fantasiosa e mai invadente propulsione ritmica gli hanno permesso di collaborare con con grandi nomi come Peter Kowald, Micheal Moore, Achim Kaufmann e di lavorare in vari progetti interdisciplinari, tra i quali l’ European Dance Development Center con la ballerina italiana Paola Bartoletti.

Domenica 21 luglio, alle 21.00, sarà invece la Trieste Early Jazz Orchestra ad aprire la serata: diretta da Livio Laurenti, l’orchestra è composta da dodici elementi e raccoglie alcuni tra i migliori musicisti triestini. In grado di ripescare direttamente le atmosfere degli anni ’20 e ’30 di Broadway e New Orleans, la Trieste Early Jazz Orchestra propone un repertorio che spazia da D.Ellington a J.R. Morton, da G. Gershwin a V. Youmans. Ad arricchire il tutto la voce di Paolo Venier che canterà sul background musicale creato da Sebastiano Frattini (violino), Giuliano Tull (sax), Marcello Sfetez (sax), Piero Purini (sax), Flavio Davanzo (tromba), Roberto Santagati (tromba), Maurizio Cepparo (trombone), Franco Feruglio (contrabbasso), Giulio Scaramella (piano), Fulvio Vardabasso (chitarra) e Tom Hmeljak (batteria).
A seguire un omaggio ad una vera e propria leggenda del jazz mondiale, l’altosassofonista americano Lee Konitz, genio dell’improvvisazione e della creatività. Con “String Lee” Giovanni Monteforte alla chitarra, Fulvio Vardabasso alla chitarra, Alberto Viganò al basso e Mimmo Tripoli alla batteria proporranno una selezione delle composizioni di Lee Konitz e di brani originali ispirati allo stile inconfondibile di uno dei padri del cool jazz. Di “String Lee” è attualmente è in fase di realizzazione il CD.

La musica come ponte tra centro Europa e Balcani protagonista martedì 23 luglio, alle 21.00, la Backyard Jazz Orchestra, in collaborazione con Veneto Jazz – Goethe Institute, proporrà la ricchezza e la varietà della musica balcanica in una forma vicina al jazz contemporaneo. I membri della band sono alcuni tra i musicisti più famosi provenienti dalla Germania e dai paesi balcanici assieme ai migliori esordienti dei diversi paesi. Alla direzione del gruppo saranno Stefan Schultze, pianista, compositore e vincitore del prestigioso WDR Jazz Prize, e Peter Ehwald, saxofonista e partner musicale di Schulze da molti anni.

Giovedì 25 luglio, alle 21.00, sarà invece la volta del Franco Cerri Trio. Chitarrista che ha segnato la storia della musica italiana, classe 1926, Franco Cerri è una firma d’eccezione del festival: nella sua lunga esperienza può vantare collaborazioni con artisti del calibro di Gorni Kramer, Barney Kessel, Billie Holiday, Chet Baker, Dizzy Gillespie, George Benson e Tony Scott, solo per citarne alcuni. Il suo tocco lucido ed esperto ha arricchito le esibizioni di quasi tutti i più grandi jazzisti italiani e nei quartetti e quintetti guidati dalla sua chitarra hanno suonato i talenti della scena italiana come Gianluigi Trovesi, Tullio De Piscopo e Dado Moroni. L’amore per il jazz di Cerri si è tradotto anche nella conduzione di numerosi programmi della Rai tra i quali “Fine serata da Franco Cerri”, “Jazz in Italia”, “Jazz in Europa”, “di Jazz in Jazz” e “Jazz primo amore”. Tra i fondatori, con Enrico Intra, dei Civici Corsi di Jazz di Milano, Franco Cerri arriverà al TriesteLovesJazz per un’esibizione imperdibile, accompagnato dall’hammond del giovane e affermatissimo milanese Alberto Gurrisi e dalla batteria del “nostro” Fabio Jegher.

La prima serata di Made in Trieste, martedì 30 luglio, alle 21.00 vedrà protagonista la Jimmy Joe Band, trio super collaudato di musicisti che ha portato il suo sound in tutti i festival blues, da Trieste ad Alcamo, passando per Pistoia. Guidati dal talento naturale di Jimmy Joe Destrandi, la band, che si completa con Paolo Amodio al basso e Marco Sterle alla batteria, proporrà cover di Eric Clapton, Steve Ray Vaughan, Bob Dylan e pezzi propri, in un esplosivo mix di blues e rock nel quale l’armonia della chitarra e della voce vengono sostenute dall’energico ritmo della batteria e del basso.

A seguire la S.I.P. Band con la sue inconfondibile miscela di funky, soul e rhytm’n’blues. Angelo Chiocca (sax), Fabio Rosso (voce, hammond), Stefania Camiolo (voce), Stefano Marchesini (chitarra), Francesco Cainero (basso), Jimmy Bolco (batteria), Giovanni Vianelli (pianoforte), Andrea Cheber (tromba) e Andrea Bortolato (trombone) sono nove musicisti attivi sulla scena live da diversi anni che uniscono le loro esperienze per dare vita a un sound ritmato e coinvolgente. Con una lunga serie di partecipazioni a festival nazionali, tra i quali anche il “Porretta Soul Festival”, e internazionali, la S.I.P. Band propone un repertorio che attinge direttamente alla tradizione della black music. Classici intramontabili come “Living in America” di James Brown, “Superstition” di Stevie Wonder e “Walking The Dog” di Rufus Thomas coinvolgeranno il pubblico per una serata di puro e sano rhythm’n’blues.

Made in Trieste prosegue mercoledì 31 luglio, alle 21.00, con un triplo concerto: il primo ad esibirsi sarà Gino D’Eliso, chitarra e voce: accompagnato da Massimo Troiani al pianoforte, Stefano Lesini al basso, Mauro Berardi alla batteria e Giulia Crocini alla voce, D’Eliso è sicuramente uno dei cantautori italiani più originali degli anni Settanta e Ottanta. Nei suoi dischi ha fuso la canzone d’autore italiana con le suggestioni prese dalla new-wave inglese di fine anni ’70 dando vita al Mitteleurorock. Il suo ultimo lavoro, Ridatemi i congiuntivi, mostra un D’Eliso in forma e in grande fase creativa: un insieme di canzoni, come ha detto lo stesso D’Eliso, “liberamente ispirate ai romanzi che maggiormente mi hanno fatto pensare, immaginare, sognare che si inquadrano in un più ampio progetto rivolto a comunicare tramite il veicolo più immediato per i ragazzi – cioè la musica – la voglia di leggere, di conoscere, di capire”.

A seguire Terrano wine meets Refošk di Mike Sponza Blues Convention, Italian – Slovenian Edition 2013. I suoni e i sapori transfrontalieri si uniscono in questo progetto capitanato dal blues man Mike Sponza che, dopo le collaborazioni internazionali, porta a Trieste una formazione in cui, oltre alla fedele sezione ritmica di Mauro Tolot al basso e Moreno Buttinar alla batteria, figureranno anche due giovani talenti della scena jazz slovena: Matej Kuzel al sax e Vid Jamnij al vibrafono. Chitarrista, cantante, compositore, bandleader, Mike Sponza ha formato il suo primo gruppo blues nel 1985. In questo nuovo progetto il blues contemporaneo si mischia al soul, il tutto affrontato con attitudine rock’n’roll.

La serata si concluderà con il blues-rock dei TexMex, blues combo nato nel 2009 dalle ceneri dei Blues Roots. Formata da esperti musicisti protagonisti della scena Alpe-Adria tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Austria, la band esordisce nel 2013 con l’album The best has yet to come, un disco in cui emergono chiaramente le influenze a stelle e strisce, soprattutto blues e southern rock, e l’amore del gruppo verso Bruce Springsteen, omaggiato da un’intensa e commovente No surrender. L’album è stato registrato e concepito in alcune live session presso presso il “Thunder Studio” e l’“Urban Recording Studio” di Trieste e ospita alcuni grandi nomi della musica come il sassofonista James Thompson (già con Zucchero, Joe Cocker e Paolo Conte tra gli altri). I TexMex sono Frank Get, basso e voce; Sandro Bencich, batteria; Marco Beccari, armonica, e Matteo Zecchini, chitarra.

Suoni completamente differenti quelli in programma per martedì 6 agosto dalle 21.00:
Eleonora Lana (voce), Max Jurcev (accordion, voce ), Alberto Guzzi (sax e voce), Matteo Zecchini (chitarra e voce), Fabio Bandera (basso) e Alessandro Perosa (batteria) sono i componenti della Maxmaber Orkestar, gruppo che fa della mescolanza di generi il suo punto di forza. Klezmer, musica rom e dei Balcani, vecchie canzoni italiane e un pizzico di jazz si uniscono e dialogano creando un sound allegro e malinconico allo stesso tempo. La Maxmaber Orkestar ha suonato in molti festival nazionali ed europei, in un viaggio attraverso l’Italia, dal Sudtirolo alla Sicilia, dalla Liguria al Salento, e in gran parte del vecchi continente, dalla Scandinavia alla Spagna alla Bosnia Erzegovina. Ospite di varie trasmissioni radiofoniche e televisive (tra cui Radio2, Radio3, Rai International), la Maxmaber Orkestar dà vita a un percorso che confluisce in maniera naturale in brani originali, spesso in dialetto triestino.

Il secondo concerto della serata sarà affidato ai Funambolique, cioè Luca Demicheli (basso), Ermes Ghirardini (batteria e percussioni), Paolo Corsini (pianoforte, Fender Rhodes e tastiere) e Sebastiano Crepaldi (flauto). L’idea di base del progetto Funambolique è quella di formare un ensemble adatto a creare, oltre al concerto live, altre situazioni sonore e musicali destinate a readings, spettacoli teatrali, film, video, mostre d’arte, sfruttando le qualità evocative della musica scritta e dell’improvvisazione per la narrazione di una storia. Grazie alla capacità dei suoi musicisti, i Funambolique hanno creato uno stile ibrido, un unione di generi diversi, dal jazz al latin, passando attraverso la musica etnica e quella classica. Situazioni e atmosfere diverse, tra scrittura e improvvisazione, che rendono i concerti dei Funambolique un vero e proprio happening musicali. Il loro ultimo lavoro, “Arzestula”, è un concept album ispirato a un racconto del collettivo di scrittori bolognese Wu Ming (dal libro “Anatra all’arancia meccanica”, Einaudi 2011) a cui ha partecipato Wu Ming 1 leggendo brani tratti dal racconto.

La rassegna prosegue mercoledì 7 agosto, alle 21.00, con un talentuoso artista triestino, il chitarrista Emanuele Grafitti e il suo ”Life colours”. Nonostante la giovane età, Grafitti può già vantare una grande esperienza che, dopo il diploma al Conservatorio di Musica “Tartini” di Trieste, l’ha portato a vincere il premio “Franco Russo”, nell’ambito di TriesteLovesJazz, come miglior talento emergente nel 2009. L’anno successivo è la volta del concorso “Porsche Live – Giovani e Jazz” che Graffiti si aggiudica come duo AlfaOmega, assieme a Daniele Raimondi, condividendo anche il palco con Lucio Dalla. Sempre con Raimondi pubblica l’album Travellin’ al quale segue Life colours, primo lavoro solita di Grafitti: un disco autoprodotto che, come spiega lo stesso chitarrista, “presenta una partitura interamente scritta e i brani sono il frutto della pura emozione istantanea che provavo in quel momento”. Composto e registrato nel giro di due mesi, Life colours rappresenta al meglio la tecnica di esecuzione e la fantasia compositiva di Grafitti, un lavoro totalmente suonato con la chitarra acustica, il tutto con un’espressività molto personale e particolare. Dal vivo il musicista di presenta solo, “ una chitarra acustica, due microfoni e si parte. Spazio alla musica e alle emozioni, che spero arrivino ad un pubblico sempre più vasto”.

A seguire un’incursione nel magico mondo del progressive con i Sinestesia. Il gruppo triestino, con due album al proprio attivo (l’omonimo del 2007 e The Day After Flower del 2009, per la Aereostella, etichetta diretta dal loro produttore Franz Di Cioccio della PFM), si presenta come una band in grado di fondere generi diversi, dall’hard rock al progressive, senza dimenticare assaggi di psichedelia, creando un prog-metal che esalta le capacità tecniche e compositive del gruppo. La molteplicità espressiva e la tecnica di Alberto Bravin (voce e tastiere), Roberto De Micheli (chitarra), Christian Zacchigna (basso) e Paolo Marchesich (batteria) permette al gruppo di spaziare in un ampio spettro di emozioni in una fusione di suoni trasversale e dal sicuro impatto grazie a un crossover tra melodicità compositiva ed esecuzione ricca di energia.

La chisura di TriesteLovesJazz 2013 è affidata all’incanto di un concerto unico e imperdibile: domenica 11 agosto, alle 4.50, sul Molo Audace, il mare e il sorgere del sole faranno da sfondo al “Concerto all’alba” di Glauco Venier. Diplomatosi al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, Venier frequenta alcuni importanti masterclass italiani di jazz e prosegue la sua formazione presso il prestigioso Berklee College of Music di Boston, con il pianista Ray Santisi. Nel 1990 esce il suo primo cd a cui seguono altri album registrati in trio con Salvatore Majore (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria). Considerato come una delle firme più autorevoli del jazz internazionale, Venier può vantare prestigiose collaborazioni con Kenny Wheeler, Norma Winstone, Klaus Gesing e “Distances”, album registrato con questi ultimi, è stato nominato alla 51ma edizione dei Grammy Awards come miglior album jazz vocale. Glauco Venier, oltre ai già citati, ha suonato con Steve Swallow, Marc Johnson, Enrico Rava, Paolo Fresu, Joey Baron, Nguyên Lê, Gabriele Mirabassi, Diana Torto, Massimo Urbani, Gianni Basso, Maria Pia De Vito, Valery Ponomarev, George Garzone, Hal Crook, Stefano Di Battista, Flavio Boltro e molti altri. Si è esibito in Italia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e Croazia, Russia, Belgio, Israele e Stati Uniti d’America.

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