Il trasporto aereo sta affrontando una crisi senza precedenti

Il Trasporto Aereo è stato il settore più colpito, quello che si è fermato per
primo e che ripartirà per ultimo a causa del susseguirsi di lockdown e di varie altre limitazioni alla libertà di spostamento nei Paesi e tra di essi, dovuti alla pandemia. Attualmente oltre il 75% del personale di terra e del personale di volo sta usufruendo di ammortizzatori sociali.
Come è successo in tutto il mondo, Trieste Airport ha avuto nel 2020 un crollo vicino al 75 % dei traffici a causa degli effetti causati dalla pandemia, e dal conseguente blocco della mobilità fra regioni e stati. Le cose sono peggiorate nel 2021, con una riduzione oltre il 90 %.
Tra il 2010 e il 2019 i passeggeri trasportati in Italia sono aumentati del 37,3% e nel 2019 il numero totale di passeggeri transitati negli aeroporti si è attestato a più di 192 milioni con una media di circa 16 milioni di passeggeri al mese e di circa 526 mila al giorno. Nel 2020 ci sono stati invece 53
milioni di passeggeri contro i 190 medi degli anni precedenti. 7 su 10 non hanno volato.
E’ necessario che il Governo inserisca il trasporto aereo nel Piano di Ripresa Economica del Paese. Consapevoli che per raggiungere l’obiettivo è necessario il coinvolgimento e la partecipazione anche dei livelli istituzionali del territorio, oggi abbiamo consegnato al Prefetto di Trieste, al
Presidente della regione ed al sindaco di Ronchi dei Legionari, un manifesto dove sono indicate le maggiori criticità del sistema, ma anche un percorso di possibili soluzioni.
Pittelli: “ Occorre varare il piano nazionale di riordino degli aeroporti nazionali eliminando le attuali asimmetrie competitive fra aeroporti affinché si sviluppi una adeguata intermodalità. Si deve
capire che il trasporto aereo è la base fondamentale per la ripresa economica, turistica e sociale della nostra regione e del paese.”

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