Bearzi

Tullio Solenghi a Gemona

solenghi.jpg

Ultima data in regione per Tullio Solenghi. L’attore genovese sarà mercoledì 6 febbraio, alle 21, al Teatro Sociale di Gemona con “Le nozze di Figaro”, pièce prodotta dalla Compagnia Lavia–Procope Studio, per la regia di Matteo Tarasco. Gli altri interpreti della commedia sono Roberto Alighieri, Sandra Cavallini, Giancarlo Condè, Guglielmo Guidi, Salvatore Mancatore, Gianluca Musui, Silvia Salvatori e Alessandra Schiavoni. Andrea Viotti ha firmato scene e costumi, mentre la partitura musicale è di Riccardo Benassi e le luci di Pietro Sperduti.
Considerato il capolavoro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais “La folle journée ou le mariage de Figaro” (il titolo originale de “Le nozze di Figaro”) fu scritta nel 1778 come secondo capitolo della cosiddetta “trilogia di Figaro” che ha come primo atto “Il barbiere di Siviglia” e come epilogo “La madre colpevole”. Congegno teatrale perfettamente calibrato ed esempio massimo del vaudeville, “Le nozze di Figaro” è anche l’ultima grande commedia del teatro Settecentesco in cui già si intravedono i segni della Rivoluzione del 1789 (si dice addirittura che Napoleone abbia definito al commedia di Beaumarchais “La rivoluzione in azione”).
La trama della commedia, seguito appunto de “Il barbiere di Siviglia” è nota: Rosina è diventata la contessa di Almaviva, ma il conte, stanco della vita coniugale, fa la corte alla cameriera della moglie, la spiritosa e gaia Susanna, alla vigilia delle sue nozze con Figaro. Figaro è indignato. La contessa, trascurata ed innamorata, è triste ma anche turbata dalle attenzioni che le dedica il giovanissimo paggio Cherubino, suo figlioccio. Sfruttando la gelosia del conte per Cherubino, le due donne si beffano di lui: Susanna finge di dare al conte un appuntamento, al quale si reca invece Rosina nei panni della cameriera. Figaro viene a sapere dell’incontro e credendo di essere ingannato dalla fidanzata, si apposta per sorprendere il conte con Susanna ma… Attraverso una serie di esilaranti colpi di scena si arriva all’epilogo in cui ogni equivoco è dissipato e l’equilibrio ricostituito. La storia privata di una famiglia in crisi è, dunque, il tema centrale della commedia. Ma il genio di Beaumarchais fa del Teatro lo specchio della storia raccontando così anche un mondo sull’orlo di un abisso e il tramonto, che non tarderà ad arrivare, di un’epoca.

facebook

Lascia un commento

834