Esatto? l’Udinese sotto la lente di Massimo Radina

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È successo tutto in una notte, o forse Pozzo si era pentito dal primo momento? Caro De Biasi, era tutto scritto. Con l’Udinese una storia nata male, finita peggio all’ombra della lanterna. La Genova di De Andrè che salutava i settant’anni del suo cantore, condanna il tecnico di Treviso.

DUMENEGA. “Quandu ä dumenega fan u gíu cappellin neuvu neuvu u vestiu”, è l’incipit della “Domenica” di De Andrè, che nulla ha a che fare con gli idilli, ma è il racconto dissacrante di una processione di paese. In una domenica a Udine cambia tutto, o meglio, riparte tutto. Chi fa un giro allo stadio scopre che i bianconeri hanno cambiato ancora vestito, sorpresi alcuni, altri convinti da tempo che la scelta fosse inevitabile. Bentornato Marino, allora. In fondo il tecnico di Marsala non aveva lasciato mai Udine, in fondo restando in tema di destino, era inevitabile che tutto ripartisse dalla partita mai giocata contro il Cagliari. Mercoledì riprende il film interrotto in dicembre. Alla ricerca di una salvezza che ora pare improbabile per chi, ragionando con buona dose di pessimismo, vede nel richiamo di un tecnico altro presagio della fine. Mossa della disperazione? Forse si, oppure un ritorno sui suoi passi da parte di Pozzo, un’altra ammissione di colpevolezza in una stagione zeppa di errori.

BASTA ERRORI. Nel giorno in cui si fa la summa di errori e sbagli viene chiamato in causa anche il direttore generale Gasparin che mostra ai tifosi il volto del ko. Risponde alle critiche a fatica, forse consapevole che la bocciatura di De Biasi e di questa Udinese, equivale alla bocciatura di una gestione che porta il suo marchio. Se è vero che la retorica è nemica della verità, è anche vero che a volte aiuta a smussare una realtà difficile da accettare. Questa squadra è stata criticata, lo è stata anche la dirigenza, la società. Ora però bisogna giustamente guardare al valore assoluto, come afferma Gasparin, ovvero l’Udinese. Da mercoledì basta errori e aspettiamo con pazienza che Marino riporti l’Udinese sulla strada della salvezza. Siamo già andati oltre il “mezzo cammin”, ma c’è ancora il tempo per uscire, magari rigenerati e fortificati, da questa critica situazione. Esatto?

Massimo Radina
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