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Udine: al Visionario retrospettiva sul giapponese Ozu Yasujiro

EQUINOX FLOWERDopo lo straordinario successo estivo, culminato nei sold out a Milano (Cinema Apollo e Anteo) e Roma (Nuovo Sacher di Nanni Moretti), il nuovissimo progetto della Tucker Film ha toccato finalmente le sponde regionali: stiamo parlando di Ozu Yasujiro – I sei capolavori restaurati,  che la casa di distribuzione friulana ha messo a punto con la storica Shochiku di Tokyo e con FICE – Federazione italiana dei cinema d’essai.
La rassegna si è aperta a Cinemazero di Pordenone e prende il via oggi
(21 settembre) all’Ariston di Trieste con Fiori d’equinozio, poi, sempre
con Fiori d’equinozio, entreranno in scena il Kinemax di Gorizia (22
settembre) e il Visionario di Udine (23 settembre). Assieme allo stesso
Fiori d’equinozio, dunque, gli spettatori friulani potranno finalmente
ammirare in sala – a cadenza settimanale – Tardo autunno, Il gusto del
sake, Buon giorno, Viaggio a Tokyo, incoronato “miglior film della storia
del cinema” da 350 registi di tutto il mondo, ed entro la fine dell’anno
anche Tarda primavera, il cui restauro sarà presentato in anteprima
mondiale a New York il prossimo ottobre.
Evento culturale, prima ancora che evento cinematografico, questo omaggio
al mitico maestro giapponese riporta al cinema alcuni tra i titoli più amati
e preziosi del vasto catalogo di Ozu (restaurati e digitalizzati dalla stessa
Shochiku) e, qui in Friuli Venezia Giulia, unisce il percorso delle quattro
colonne regionali (Cinemazero, Kinemax, Cappella Underground,
Centro Espressioni Cinematografiche).
In occasione della rassegna, ricordiamo, è stato pubblicato il libro Ozu
Yasujiro – Autunno e primavera a cura di Giorgio Placereani, edito
dalla stessa Tucker Film (in collaborazione con il Far East Film Festival di
Udine) e appena presentato a pordenonelegge da Silvio Soldini e Dario
Tomasi: 158 pagine con saggi inediti, sezioni critiche, interviste, un piccolo
dizionario sui temi e sugli interpreti e, a corredo, le splendide illustrazioni di
Franco Matticchio e Guido Scarabottolo.
Il “cinema gentile di Ozu”, come lo ha sapientemente definito Kiarostami,
narra con delicatezza, ironia e uno stile puro, storie di vita familiare, rivelando
una profonda comprensione delle cose umane e un’inimitabile capacità di
rappresentarle con tratti essenziali. Essenziali e universali, nonostante sia
ritenuto, in patria, “il più giapponese dei registi giapponesi”…

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