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Udine: Blasoni, Novelli e Santin propongono un nuovo PDL

foto Conservazione o InnovazioneA voler essere cattivi la si potrebbe solo definire una nuova corrente ma gli interessati non ci stanno e il primo comandamento di questa convention è ” non è una leopoldina” facendo riferimento all’iniziativa intrapresa dal sindaco di Firenze Renzi per rottamare le personalità più vecchie del Partito Democratico. A guidare questa convention un triumvirato di consiglieri regionali: Blasoni, Novelli e Santin. I primi due friulani il secondo pordenonese. Quali fossero in contenuti era noto e più sotto potrete trovare il manifesto di questo nuovo pdl che i tre consiglieri regionali intendono formare.

Un po’ tutti i vertici del partito, almeno friulano, sono intervenuti alla riunione che ha contato fra l’altro una abbondante presenza di cittadini interessati all’evoluzione del partito. Fra i big quello che se l’è vista più dura è stato l’intramontabile Ferruccio Saro al quale Blasoni, nel suo intervento finale si è rivolto prima con un affettuoso ” sei stato coraggioso a venire Ferruccio” per poi colpire impietosamente  con un “non siamo per le nomine delle liste coca-cola”. A parte che ci è sfuggita la metafora di Blasoni il riferimento era chiaramente per Saro, eletto senatore per nomina di Berlusconi in un collegio ligure.

La scena alla fine è stata tutta per il presidente della Regione Renzo Tondo, intervenuto in maglioncino davanti a tutti gli incravattati delle prime file. Tondo, a nostro avviso sempre più leader del partito, a dispetto della segreteria affidata a Gottardo ha giocato su due piani il suo intervento: da una parte ha voluto rimarcare il lavoro fatto in questi suoi tre anni di presidenza (su tutto la riduzione del debito che sarà il leit motiv della sua prossima campagna elettorale nel 2013) dall’altra si è lasciato andare a un bell’intervento sul partito. ha ringraziato Berlusconi per la fiducia accordatagli negli anni, ha polemizzato violentemente con Antonione “ha fatto di tutto per essere candidato a sindaco di Trieste e poi ha abbandonato la barca” facendo riferimento al “tradimento” alla camera che ha portato alle dimissioni di Berlusconi. Infine anche lui, vecchia scuola socialista, ha voluto richiamare all’ordine Ferruccio Saro, reo di prendere iniziative non nella linea del partito (riferimento sia alla lista messa in piedi nel 2003 contro Alessandra Guerra, sia al suo flirtare con Una nuova regione) o iniziative per le quali non è delegato. Insomma nel prossimo PDL  iniziative personalistiche non saranno accettate. Fra le righe però Tondo ha lasciato passare un messaggio che  il prossimo candidato alle regionali del PDL sarà lui (in un passaggio del suo intervento è stato dato per scontato) sconfessando in un certo senso uno dei capisaldo del documento proposto da Blasoni Novelli e Santin: ovvero il ricorso alle primarie

A condire il tutto è stata una nuova forma di comunicare che ha avuto quasi la meglio sui contenuti. Una comunicazione molto innovativa, sicuramente metà dei partecipanti non avevano mai visto animazioni computerizzate di quel genere. L’alba di una nuova forma di proporsi agli elettori che si è evidenziata soprattutto nella scelta del luogo. Il cinema Visionario. Da sempre feudo, per le frequentazioni,  di un certo tipo di pensiero radical chic di sinistra e che ieri ha ospitato una convention del PDL. Un partito che si vorrà proporre anche in una nuova forma nei confronti die cittadini e degli avversari, ” che non son nemici” è stato specificato anche se poi nel finale Blasoni ha esacerbato i toni nel suo intevento. E i tre minuti dati a tutti coloro che volevano intervenire. L’apertura alla società civile. Il merito di questa nuova forma di comunicazione  è stato Simone Bressan, giovane astro nascente del PDL. Ma questa sarà un’altra storia.

DOCUMENTO PDL

Fermi i valori di riferimento che informano il Pdl: libertà, sussidiarietà, liberismo, centralità dell’individuo e della famiglia, società prima dello stato. Ferma la convinzione che la coesione del Pdl è un valore fondante per i firmatari del documento. Ferma la distinzione tra l’auspicabile rinnovamento e la “rottamazione” da non condividersi. Ferma la censura di chiunque eletto nel Pdl lo abbandoni ovvero proponga liste alternative in competizioni ad ogni livello. Fermo il primato della politica, intesa come l’espressione del voto dei cittadini, sulla tecnocrazia. Con il presente documento si vogliono proporre all’interno del Pdl le tesi che seguono:
1. Merito. E’ il merito in ogni aspetto della vita consociata e ancor più in quella politica, per il Pdl , l’elemento informatore. Non le relazioni di corrente, i rapporti personali, il tempo della militanza. Il merito in politica è espresso democraticamente dal voto in elezioni e congressi e dalle idee.
2. Primarie. Lo strumento delle primarie, ampiamente utilizzato anche in solide democrazie come quella statunitense, può rappresentare una modalità di più ampia consultazione per la scelta dei candidati apicali nei comuni e negli altri enti. Il Pdl rappresenta gli aspetti più innovativi della società e dunque deve perseguire nella ricerca dei candidati un ampio confronto che possa consentire il vaglio del più largo spettro di candidature possibili.
3. Legge Elettorale. L’attuale legge elettorale nazionale con liste bloccate si è dimostrata non pienamente efficace nel dare rappresentanza ai territori. E’ dunque necessario sviluppare modelli diversi che consentano un più stretto rapporto tra eletti ed elettori e nel contempo mettere in moto strumenti virtuosi di competizione.
4. Congressi. La celebrazione dei congressi ad ogni livello è uno strumento di democrazia volta a fare emergere le energie e le idee migliori. Il movimento, pur non dovendo riproporre liturgie ed ipertrofie del passato, deve incrementare la sua capacità di radicamento nel territorio caratterizzata non solo dal numero dei coordinamenti ma dalla capacità effettiva degli iscritti di incidere attraverso i coordinamenti sulle scelte. Questo a livello comunale, provinciale e regionale. Non necessariamente la celebrazione unitaria dei congressi è la rappresentazione della migliore condizione possibile, essendo talvolta anche il confronto delle idee, più che i pesi congressuali, un elemento di ricchezza.
5. Allargamento del Pdl. Il Pdl dev’essere sempre più un partito aperto al contributo più ampio di associazioni, movimenti ed espressioni della società civile alla ricerca di una rappresentanza quanto più vasta di coloro che si riconoscono nei valori di libertà,liberismo e centralità della persona. Il Pdl dev’essere un partito aperto, non rappresentando la semplice adesione al partito l’unico strumento di partecipazione e nel contempo prefiggendosi la più ampia e facile adesione.

6. Limite dei mandati. Va posto un limite di mandati per le cariche elettive. Occorre equilibrare il principio secondo il quale sono gli elettori a scegliere con l’altrettanto rilevante necessità di dare ricambio nella rappresentanza consentendo una più ampia partecipazione di cittadini, di giovani, di donne. La professionalità della politica non necessariamente si deve tradurre in un professionismo che protratto negli anni rischia di allontanare dai problemi dal comune sentire e della gente. La freschezza della proposta del Pdl trae linfa dall’ampia partecipazione frequentemente rinnovata.
7. Costi della politica. Pur senza cedere a facili demagogie è necessario senza retropensieri di sorta procedere nel contenimento dei costi della politica e nella contrazione del numero degli enti e dei rappresentanti nelle assemblee e nei consigli di amministrazione. Va salvata la rappresentanza e le ragioni di una democrazia ampia, senza per questo accettare l’attuale sovrabbondanza di un ceto politico che rischia di essere avvertito come un peso per la società. Occorre traguardarsi alle medie europee per stabilire più efficaci rapporti tra numero di rappresentanti e cittadini rappresentati e altresì con riferimento alle indennità.
8. Superamento delle provenienze. Nel Pdl la compresenza di esponenti e iscritti provenienti da Forza Italia e An e ancor prima da formazioni politiche precedenti, nonché di giovani mai iscritti in precedenza a partiti è un elemento di ricchezza. Ciò detto vanno superate, in nome della condivisione dei comuni ideali, queste provenienze.
9. Coraggio delle riforme: Il Pdl deve essere il partito delle riforme. E’ necessario avere il coraggio di proporre e sostenere riforme di sistema anche quando queste sono considerate impopolari o di difficile attuazione.
Nel Pdl convivono, prescindendo dalle provenienze, posizioni genericamente più conservative e altre più innovative e di riforma. Questo documento si pone nella seconda posizione.

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