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Udine: Borgo stazione, sgominata gang italo/afghano/pakistana dedita allo spaccio

Smantellato un importante canale di rifornimento dello spaccio di stupefacenti in zona Borgo Stazione, a Udine, organizzato da un gruppo di richiedenti asilo e da una friulana, in grado di procurare, in qualunque ora del giorno e della notte, quantitativi, anche ingenti, di stupefacenti di ogni tipo.
A dare il via alle indagini era stato l’arresto, lo scorso settembre, nell’area della stazione ferroviaria di Udine, di due giovani austriaci, trovati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Udine, in possesso di oltre mezzo chilo di marijuana, comprata, pur nella consapevolezza del rischio di controlli nel successivo rientro a casa, ad un prezzo molto più vantaggioso di quello normalmente applicato in Carinzia.
Lo sviluppo dei contatti dei due acquirenti, integrato da una accurata analisi del territorio e dei movimenti rilevati, in giorni e notti di pedinamenti ed osservazioni, nel triangolo di vie tra piazzale Cella, piazzale D’Annunzio e piazzale della Repubblica, ha permesso, alle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Udine, di individuare in un ristretto gruppo di richiedenti asilo, originari di Afghanistan e Pakistan, il centro direzionale dell’attività di spaccio, strutturato su rigide gerarchie e su comunicazioni accorte, stringate e, soprattutto, codificate.
È, così, nata l’operazione “ARACHOSIA”, dall’antico nome della regione di provenienza dei trafficanti, compresa fra Afghanistan sudorientale, Pakistan e India.
I Finanzieri di via del Pozzo, diretti dal Dott. Giorgio MILILLO, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il locale Ufficio di Procura, sono riusciti, grazie all’impiego di una vasta gamma di soluzioni investigative, a ricostruire la rete dei contatti degli indagati, a seguirne tutti gli spostamenti ed a comprenderne le articolate dinamiche.
Nel mese di novembre è stato, così, arrestato, anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale un primo soggetto, afgano di 25 anni, trovato in possesso di 195 grammi di hashish.
È, poi, seguito l’arresto in flagranza di altri due sodali del gruppo, trovati in possesso di 310 grammi di cocaina; infine, sono stati bloccati il “capo” del gruppo, un altro afgano di 26 anni e la sua compagna italiana, fermati a bordo della loro auto con mezzo chilo di hashish.
Ma il risultato più rilevante è stato l’avere trovato tutti i nascondigli della droga, occultata in diverse aree boschive fra i comuni di Udine e Magnano in Riviera, con lo scopo di limitare i danni laddove le Forze dell’ordine ne avessero individuato uno.
Grazie, infatti, alla puntuale ricostruzione, sempre osservata a distanza, dei percorsi fatti dagli indagati, alla lettura delle tracce lasciate nel bosco ed all’ausilio delle unità cinofile antidroga, i militari hanno rinvenuto, interrati e ben occultati tra la boscaglia, in due differenti siti, 9 chilogrammi di marijuana, 9 chilogrammi di hashish e 390 grammi di cocaina.
Sono, quindi, complessivamente oltre venti i chili di droga sequestrati dalle Fiamme Gialle, 9,8 chili di marijuana, 9,6 di hashish e 700 grammi di cocaina, per un valore stimato di 60.000, 90.000 e 70.000 euro.
L’impegno della Guardia di Finanza, a tutela della collettività ed a fianco delle consorelle Forze di polizia, segna un punto importantissimo nella lotta delle Istituzioni cittadine contro lo smercio di sostanze stupefacenti in città ed un passo importante nel ripristino della legalità in un’area urbana che del Capoluogo è il primo biglietto da visita.

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