Udine: Buttrio, “Vietato calpestare il prato” opera d’arte contro li femminicidio

Alberi di Natale in piena estate, con tanto di luci, palline e canti natalizi, in un’atmosfera di festa, solo all’apparenza. Man mano che ci si avvicina agli abeti illuminati, emerge la terribile verità: ognuna delle 110 sfere bianche in polistirolo porta il nome di una delle 110 donne uccise nell’ultimo anno.

Questa l’installazione dedicata al femminicidio, dal nome “Vietato calpestare il prato”, dell’artista udinese Giordano Floreancig. Le palline fino a qualche giorno fa erano 109, poi l’artista ne ha aggiunta una per lrma Hadai, la donna albanese uccisa a coltellate dal marito a San Giovanni al Natisone (Udine) il 18 giugno.

“Ho pensato agli abeti addobbati proprio per rappresentare l’ipocrisia natalizia – spiega l’artista – un periodo in cui tutti sono più buoni. Ma per me ogni giorno è Natale. Diversamente confineremmo l’esser buoni in un solo momento dell’anno. Ho come l’impressione che la gente si stia dimenticando del dramma del femminicidio. Sta diventando quasi un normale fatto di cronaca”. Sullo sfondo dell’installazione, cinque frasi ad effetto scritte per l’occasione dagli scrittori Pino Roveredo e Fabio Turchini, dal filosofo Ezio Vendrame, dal parroco “rivoluzionario” don Pierluigi Di Piazza e naturalmente anche dall’artista, che dice: “E anche di fronte a questo femminicidio la gente balla, balla, balla…”.

“Ho scelto il titolo Vietato calpestare il prato – continua Floreancig – per indicare il paradosso moderno: la gente è attenta a tanti piccoli gesti quotidiani e poi non si scandalizza più per un omicidio compiuto da un marito, un amante o un compagno. Assistiamo a uno sgretolamento dei valori, senza nessun punto di riferimento o modello da cui prendere esempio”.

L’installazione è stata presentata all’inaugurazione della mostra “Imprudenze”, curata da Elite events & design, a villa Di Toppo Florio a Buttrio (Udine). “Imprudenze” raccoglie il meglio delle ultime produzioni di Floreancig: una ventina di tele di grande formato, realizzate con acrilici e tecniche miste, all’insegna di “un astratto-informale”.

La mostra sarà aperta al pubblico il venerdì, sabato e domenica dalle 18.30 alle 21. Ingresso libero.

 

 

Biografia
Floreancig, classe 1954, è già famoso per le sue insolite performance, che sono diventate provocazioni e spunti di riflessione. Ha realizzato un Cristo sceso dalla Croce che riposa nel letto dei giusti; ha immortalato la rabbia di persone urlanti e ha creato un cumulo di tele coloratissime da ardere. A chiusura della 54° Biennale d’arte 2011 di Venezia il direttore del padiglione Italia Vittorio Sgarbi ha acceso il falò con le 150 opere di Giordano Floreancig, per un’installazione-distruzione dal titolo “Patatrak”. Anche la cenere si è trasformata in arte. Le ceneri dei suoi quadri sono state chiuse in 150 barattoli numerati, firmati e quindi collocati lungo i calli e i ponti di Venezia.

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