Udine: carcere, pestaggio fra detenuti, la denuncia del sindacato

carcere_0Udine 3 dicembre 2014  – Forse il pretesto del furioso pestaggio tra detenuti albanesi avvenuto lunedì 1 dicembre  in una cella del primo piano del carcere di Udineè tra i più futili, ossi a l’incapacità  di convivere “ seppur tra le sbarre “ con persone diverse. O forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che lunedì sera nel carcere di Udine tre detenuti albanesi se le sono date di santa ragione. E se non fosse stato per il tempestivo interno dei poliziotti penitenziari le conseguenze della rissa potevano essere peggiori.  La denuncia arriva dal Sindacato più rappresentativo e con il maggior numero di poliziotti penitenziari iscritti, il SAPPE, che denuncia come resta sempre alta la tensione nelle carceri italiane. Spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, oggi in visita proprio nel carcere di udinese di via Spalato: La rissa tra detenuti a Udine è sintomatico di una emergenza penitenziaria che permane, nonostante tutto, sedata in tempo dai bravi poliziotti penitenziari in servizio che mi auguro vengano premiati per l’ottimo intervento operativo. Non so come si possa parlare di emergenza superata, visto che in Friuli Venezia Giulia si sono contati, dal 1 gennaio al 30 giugno 2014, 8 atti di autolesionismo, 2 tentati suicidi sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 17 colluttazioni e 5 ferimenti. Tolmezzo è la prigione con il maggior numero di episodi di autolesionismo (quando un detenuto si lesiona il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo): sono stati 4 in se mesi. Gli altri, sono avvenuti a Pordenone, Gorizia, Udine e Trieste. A Pordenone e Tolmezzo si sono verificati i 2 tentati suicidi sventati dai poliziotti ed anche le colluttazioni e i ferimenti: 2 ferimenti e 4 colluttazioni a Tolmezzo, 3 e 13 a Pordenone. La situazione nelle carceri resta dunque sempre allarmante, nonostante in un anno il numero dei detenuti sia calato, in Friuli Venezia Giulia, di oltre duecento unità: dagli 812 del 31 ottobre 2013 si è infatti passati agli attuali 600, mentre a livello nazionale sono oggi detenute 54.207 persone rispetto alle 64.323 dello scorso anno (10.116 in meno).
Capece sottolinea infine che “nel corso della mia vista nelle carceri friulane di Udine e Tolmezzo ho trovato dei poliziotti penitenziari molto determinati, che credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d’identità  e d’orgoglio. Agenti, Sovrintendenti, Ispettori, Funzionari che lavorano ogni giorno, nel silenzio e tra mille difficoltà ma con professionalità, umanità, competenza e passione nel dramma delle sezioni detentive italiane. A loro va il plauso mio personale e del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE”. 
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