Udine: circoli ARCI chiusi per abusi di pubblico spettacolo vincono in tribunale

logo_arciResistere, resistere, resistere! Questo è stato il motto dei soci Arci di Udine che negli ultimi quattro anni hanno dovuto affrontare un processo basato su un errore di diritto. I Circoli ARCI di Udine, MissKappa e Casaupa, nelle persone degli allora presidenti e vice presidenti, avevano ricevuto alla fine del 2011 un decreto penale di condanna per il reato di apertura abusiva di luogo di pubblico spettacolo (art. 681 c.p.), pur essendo a tutti noto (comprese le istituzioni locali, la polizia municipale, la questura), e mai contestata, la natura associativa e privata dei circoli. I soci Arci hanno dovuto pertanto opporsi a quei decreti e procedere con l’istruttoria dibattimentale davanti al Tribunale Monocratico di Udine, non solo per difendere sé stessi, ma anche per tutelare le ragioni di tutto il libero associazionismo. Ci sono voluti quattro anni e numerose udienze – a causa di rinvii dovuti a trasferimenti o impedimenti del Tribunale (tre sono stati i Giudici che si sono succeduti per il medesimo procedimento) – per arrivare ad una sentenza. Una sentenza di assoluzione pronunciata ieri, 24 giugno.
Le persone imputate e tutti i soci che collettivamente hanno partecipato e seguito la vicenda processuale, hanno confidato fino in fondo nella verifica puntuale della magistratura giudicante. Ed infine il Tribunale di Udine, nella persona del dott. Paolo Lauteri, oggi ha reso giustizia agli anni di attesa e di sofferenza attraverso cui sono passati tutti e quattro gli imputati e ha fissato un punto importante non solo per questa vicenda ma anche per la corretta interpretazione delle norme che concernono l’apertura e le attività dei circoli privati, assolvendo gli imputati “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”. L’avvocata Patrizia Fiore, che ha assistito i soci Arci nel processo ha dichiarato: “Tra sessanta giorni potremo leggere le motivazioni della sentenza. Una sentenza utile e importante per tutto il mondo dell’associazionismo. Siamo soddisfatti perché hanno vinto le ragioni del diritto e della democrazia”

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