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Udine: consulta degli studenti interroga la giunta provinciale

consultaUdine 17 gennaio 2012 – Per un giorno le domande le hanno fatte loro, non per dare un giudizio ma perché hanno deciso che solo da un confronto serio si possono avere risposte puntuali. Sono i giovani della Consulta provinciale degli studenti (in seduta plenaria presieduta da Eugenia Rosso e Alessandra Marson, presente anche il docente referente Emanuele Bertoni) che oggi hanno “interrogato” su temi di scottante attualità il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini e gli assessori Franco Mattiussi, Adriano Ioan e Elena Lizzi. La strada scelta, hanno spiegato i ragazzi, è stata volutamente quella del confronto diretto e non, come in molte altre parti d’Italia, della protesta fine a se stessa. Quanto all’”interrogazione”, a rompere il ghiaccio il presidente Fontanini il quale è stato chiamato, tra le altre cose, a fare chiarezza su quale sarà la sorte delle Province a fronte della volontà dell’attuale Governo di abolirle o ridimensionarle e della proposta proprio di Fontanini di creare la grande Provincia del Friuli da un lato e la città metropolitana di Trieste dall’altro. «Il Governo Monti – ha detto Fontanini – ha deciso di superare l’attuale assetto istituzionale del nostro Paese ignorando l’importante funzione di coordinamento degli enti locali svolta. Va considerato altresì che nella nostra Regione i soldi delle tasse di chi vi risiede va a coprire le spese sostenute dalle nostre pubbliche amministrazioni. In secondo luogo poi – ha continuato – la nostra Regione, essendo “speciale” ed avendo in materia di enti locali potestà legislativa, ha l’opportunità di compiere un salto di qualità rispetto alle previsioni governative: con l’abolizione della Provincia di Udine – ha citato ad esempio Fontanini – il risparmio sarebbe di 800 mila euro l’anno stante che i dipendenti non possono essere licenziati ma debbono essere trasferiti. Con la creazione di una Provincia del Friuli capace di rappresentare le istanze del territorio del Friuli storico da un lato e della città metropolitana di Trieste dall’altra si concretizzerebbe un risparmio che non intaccherebbe minimamente il diritto dei cittadini ad avere servizi ottimali». In tema di parificazione del ciclo di studio alla media europea (dove si studia mediamente un anno in meno rispetto all’Italia, ndr.) la proposta del presidente «di indirizzare una vostra lettera ai parlamentari eletti in regione affinché si impegnino a modificare un sistema che rischia di penalizzare i nostri studenti che, nel caso in cui decidessero di continuare il proprio percorso formativo all’estero, si trovano costretti a intraprendere un difficile percorso “burocratico” già alla fine del 4° anno, periodo in cui sono in molti a non avere ancora ben chiaro il proprio futuro. Voi siete ai massimi livelli su scala nazionale per preparazione – ha concluso – avete diritto ad avere un sistema scolastico adeguato alla vostra eccellenza».
Riferiti agli assessorati di rispettiva competenza, i temi affrontanti con gli assessori chiamati al dialogo dalla Consulta. Mattiussi, in particolare, ha raccolto le diverse istanze in tema di Trasporto pubblico locale. Ai ragazzi che hanno segnalato casi di corse sovraffollate da e per il proprio istituto ha risposto «che la situazione è molto complessa stante la numerosità degli utenti (sono 12 mila gli studenti che ogni giorno si recano a Udine da diverse parti della provincia) e tenuto conto degli orari spesso molto diversi tra i diversi istituti. Pur nella complessità del caso, comunque, attiverò gli uffici affinché si confrontino ancora una volta con la società che gestisce il servizio (Saf), per trovare gli opportuni correttivi. Anticipo però – ha confermato Mattiussi – che si tratta di una questione sulla quale combattiamo da anni ma, stante anche il fatto che sono sempre in aumento i ragazzi che decidono di studiare a Udine, non è facile trovare una soluzione».
Si è aperta con dei corali “complimenti” per l’intervento effettuato in merito all’istallazione delle telecamere la serie di domande all’assessore all’edilizia scolastica Adriano Ioan. «Dopo mille polemiche – ha commentato Ioan – sono contento del fatto che i ragazzi abbiano capito la bontà dell’intervento che, nel totale rispetto della loro privacy, garantisce di poter smascherare eventuali responsabili dei possibili episodi “spiacevoli” che potrebbero interessare il vasto patrimonio scolastico della nostra provincia. E questo mi fa piacere anche perché – ha anticipato Ioan – su questo fronte continueremo a lavorare anche grazie ai nuovi finanziamenti in materia». Quanto agli interventi urgenti segnalati dagli studenti, Ioan ha annunciato come «tra interventi in fase di conclusione e di avvio, a breve dovrebbero trovare soluzione tutte le mancanze segnalate». Ioan ha annunciato anche un intervento che dovrebbe, in un sol colpo, affrontare due problemi: da un lato la riparazione dei tetti con qualche perdita e dall’altro l’utilizzo di energia rinnovabile. «A breve – ha anticipato Ioan – bandiremo un concorso per individuare una persona che elabori un progetto da proporre alle aziende: la proposta consiste nel permettere loro l’utilizzo dei tetti che decideranno di riparare per produrre energia sfruttando i pannelli fotovoltaici».
A chiudere la carrellata di interventi, quello dell’assessore all’istruzione Elena Lizzi che, in particolare, ha fatto il punto sul piano di dimensionamento scolastico. «La rimodulazione, non ancora conclusa – ha affermato Lizzi –, è stata conseguente sì alle riforme nazionali ma è stata frutto della concertazione con il territorio, le istituzioni scolastiche, gli enti locali, le associazioni di categoria, la Consulta provinciale degli studenti. A queste direttive si affianca poi tutta una serie di interventi e investimenti per migliorare le dotazioni e gli edifici scolastici. Giovedì – ha chiarito Lizzi – saremo all’incontro voluto dall’assessore regionale per fare il punto, assieme ai Comuni interessati, sulle criticità emerse, poi sarà compito della Regione attuare eventuali correttivi che si rendessero opportuni».

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