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Udine: elettrodotto, parere favorevole della giunta regionale

elettrodottoLa Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Sara Vito ha espresso il proprio “parere favorevole” – con alcune specifiche prescrizioni – alla Valutazione d’Impatto Ambientale (ViIA) di competenza statale relativa al progetto esecutivo dell’elettrodotto a 380 kV Udine Ovest-Redipuglia e opere connesse.

Lo scorso febbraio il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare aveva infatti avviato un nuovo procedimento di VIA statale su istanza del novembre 2015 della società Terna S.p.A., richiesta presentata a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n.3652/2015 che ha rimesso in discussione il progetto.

La Giunta regionale, quindi, è tornata a esprimere il parere di VIA nell’ambito della nuova procedura, che è interamente di competenza statale.

Il positivo parere oggi della Giunta regionale è stato preceduto dall’analisi degli impatti ambientali correlati alle variazioni progettuali e dalla valutazione delle diverse situazioni ambientali intercorse tra il progetto valutato (con decreto ministeriale di compatibilità n.411) nel 2011 e l’attuale progetto esecutivo, mantenendo comunque salve le valutazioni ambientali già effettuate sul progetto relativo alla precedente procedura di VIA, dando peraltro atto che non sono più in discussione altre alternative progettuali (quali l’interramento dell’elettrodotto) o di tracciato, come indicato dal Ministero.

Tre le prescrizioni introdotte oggi nel parere dalla Giunta regionale: vengono ribadite e confermate le demolizioni delle linee elettriche esistenti, nonché la necessità di “ulteriori compensazioni sulle componenti paesaggio e vegetazione”; l’esigenza di mettere in atto tutte le prescrizioni già contenute nel decreto ministeriale del 2011 nella parte di progetto (circa il 19 per cento) ancora da realizzare; l’introduzione, per i sei piloni ricadenti nelle aree fluviali tutelate del Torre e dell’Isonzo, della soluzione “senza colorazione” e di un sistema di segnalazione luci a media intensità alimentabile da impianto fotovoltaico, se compatibile con i requisiti di sicurezza richieste dall’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile, e dall’Aeronautica militare.

Dall’istruttoria svolta dalla Regione è emerso che il progetto attuale, rispetto a quanto analizzato e valutato in fase di VIA nel 2011, ha conseguito alcuni miglioramenti rispetto a diverse tematiche ambientali a suo tempo analizzate. Miglioramenti che riguardano interventi di mitigazione paesaggistica della stazione elettrica Udine Sud, l’interramento di alcune linee elettriche, la riduzione nel taglio della vegetazione, una riduzione del consumo di suolo legato all’utilizzo di piloni monostelo e la minor interferenza con le aree fluviali.

Nelle valutazioni della Regione, con gli uffici della direzione Ambiente, viene positivamente rilevato, è stato sottolineato oggi, l’impatto degli interventi di razionalizzazione della rete elettrica (demolizione di circa 100 km di vecchie linee). Nell’ambito di un procedimento di VIA non si può poi prescindere dalla valutazione di opere compensative. In un bilancio complessivo, l’impatto indotto dalla realizzazione dell’elettrodotto sulla “componente” paesaggio va infatti bilanciato con le ricadute positive determinate dalla demolizione di un consistente quantitativo di linee aeree interferenti, così come indicato dalla Regione ancora nelle fasi autorizzative del progetto successive al primo parere regionale del 2010.

I pareri collaborativi degli enti e delle strutture sono stati tutti sostanzialmente positivi. Alcuni Comuni attraversati dall’elettrodotto hanno formulato osservazioni e anche opposizioni, delle quali si è dato atto nell’odierno decreto della Giunta regionale.

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