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Udine: evadevano tasse per milioni di euro, arrestato commercialista udinese e una professionista. Un terzo complice è ricercato

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Palmanova hanno eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di tre persone. Due di queste, un noto commercialista udinese e una professionista, sono state tratte in arresto, mentre il terzo soggetto, fittiziamente, residente all’estero si è reso irreperibile. Oltre 12 milioni di euro la base imponibile recuperata a tassazione, tre milioni l’Iva dovuta e 6 milioni le fatture per operazioni inesistenti accertate.
Sono in corso i sequestri preventivi di somme di denaro, quote societarie e, in via residuale di beni immobili di proprietà o nella diretta disponibilità degli indagati per un valore di circa 1,7 milioni di euro.

I finanzieri, che hanno condotto la complessa operazione, sono stati attivati da una segnalazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine che ha effettuato un’analisi di rischio, sulle persone dichiaratamente residenti all’estero, nell’ambito di uno specifico progetto di contrasto all’evasione fiscale internazionale. Dall’attività è emersa l’anomala posizione di un individuo iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, in quanto dichiaratamente residente nella Repubblica Dominicana, ma che risultava amministratore di società con sede in Udine.

Va ricordato che la residenza all’estero, qualora non si producano altri redditi in Italia, sottrae il soggetto all’imposizione tributaria nazionale.

Nella prima fase dell’attività investigativa si sono ricercati quegli elementi che permettessero di individuare l’esistenza di legami tra lo stato italiano e il cittadino residente nell’isola caraibica, tali da accertare se la residenza nello stato estero fosse reale o fittizia. Sono state acquisite presso diversi enti (compagnie aeree, Poste, passaggi telepass sulle Autostrade, compagnie di spedizione, ecc.) informazioni che potessero dimostrare la stabile permanenza della persona sul territorio italiano. Attività che puntualmente ha confermato i sospetti dei finanzieri e ha permesso di circoscrivere la zona di dimora nella bassa Friulana.

Le indagini hanno fatto emergere che la persona che aveva dichiarato di risiedere nell’isola caraibica, si recava invece quotidianamente presso la sede di una società operante nella bassa friulana e riconducibile alla moglie, residente ad Arezzo. Inoltre, sulla base di dichiarazioni rese in atti dal personale della marina di Aquileia, ove aveva sede la società della moglie, gli investigatori hanno posto sotto osservazione, in una frazione di Cervignano del Friuli, una lussuosa villa ottocentesca, oggetto, come accertato presso il catasto provinciale, di anomale cessioni tra diverse società riconducibili, anche mediante “prestanome”, al residente nella Repubblica Dominicana. I finanzieri hanno continuato gli appostamenti per quasi un mese nei pressi della villa e hanno accertato la presenza costante dell’individuo e della moglie.

Avuta la certezza che la persona dimorasse stabilmente nella lussuosa residenza e quindi soggetta all’imposizione italiana, si è provveduto, seguendo quelli che sono i poteri di Polizia Tributaria attribuiti alla Guardia di Finanza, a richiedere alla Procura della Repubblica di Udine il decreto di accesso ai fini fiscali per intraprendere una serie di verifiche nei confronti del soggetto e delle due società ad esso riconducibili.
Il “rocambolesco” accesso, effettuato nel momento in cui i cancelli venivano aperti per consentire l’ingresso di una domestica, ha permesso di trovare in casa, oltre alla moglie e ad un parente, anche la persona in questione, inizialmente barricatasi in una delle stanze della sfarzosa dimora.

Oltre a due computer portatili è stata sequestrata ingente documentazione contabile che ha consentito il prosieguo delle indagini. La persona residente nella Repubblica Dominicana veniva denunciata per aver frapposto ostacoli all’accertamento fiscale.

Inoltre è stata scoperta l’esistenza di una imbarcazione battente bandiera inglese, del valore di 1,5 milioni di €, intestata ad una società con sede nel Guernsey (isola britannica a fiscalità agevolata), in realtà nella disponibilità della medesima persona. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un mandato di sequestro internazionale nei confronti del natante, nel frattempo spostato in Croazia.

L’attività operativa a questo punto è proseguita su più fronti mediante accertamenti bancari e rogatorie internazionali per verificare le disponibilità finanziarie nonché con indagini sul campo quali perquisizioni e sequestri anche nelle provincie di Arezzo, Firenze e Treviso.

Dal controllo dei documenti contabili ed extracontabili prelevati è emerso un sistema di frode articolato su più livelli: i tre soggetti destinatari di ordinanza di custodia cautelare controllavano di fatto quattro società (tre operanti nel settore immobiliare e una in quello delle consulenze aziendali) che per abbattere il proprio reddito emettevano tra di loro fatture per operazioni inesistenti per un valore di oltre 6 milioni di euro. Per mascherare ulteriormente la reale proprietà delle società erano state frapposte due fiduciarie di San Marino e di Firenze che risultavano detenere le quote delle società operative.

Dopo gli accertamenti di natura penale, tutte le società sono state sottoposte a verifica fiscale che ha portato alla scoperta di oltre 12 milioni di euro di base imponibile e tre milioni di Iva dovuta, nonché al disconoscimento dello “scudo fiscale” presentato da uno degli indagati per un importo di 900.000 euro.

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