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Udine: “Grasie e mandi, vescul Fredo”. Celebrati i funerali dell’Arcivescovo Battisti

fuberale battsitiUdine 4 gennaio 2012 – Duomo di Udine gremito oggi per le esequie di mons. Alfredo Battisti, arcivescovo emerito di Udine morto il primo gennaio in seguito all’aggravarsi di un malore. La celebrazione eucaristica e’ stata presieduta da monsignor Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, e concelebrata dall’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzoccato, dall’emerito Pietro Brollo, e dai rappresentati di 20 diocesi del Nordest – tra vescovi, arcivescovi e loro delegati – e dagli arcivescovi di Lubiana (Slovenia) e di Gurk-Kalagenfurt (Austria).

ecco l’intervento dell’arcivescovo di Udine Monignor Mazzocato

A conclusione di questa S. Messa di esequie dell’amatissimo Mons. Battisti, a nome di Mons. Brollo, dei sacerdoti e dei fedeli dell’Arcidiocesi di Udine, ringrazio S. E. Mons. De Antoni che, in qualità di Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, ha presieduto la celebrazione. Ringrazio, ancora, i Confratelli Vescovi e i sacerdoti delle Chiese sorelle che sono venuti a condividere il nostro dolore e la nostra preghiera. Ringrazio i Vescovi e le tante persone che si sono fatte presenti per iscritto; ricordo tra gli altri il Card. Scola, il Card. Cè, il Card. Silvestrini, il Card. Bagnasco, Mons. Crociata, Mons. Zenti, Mons. Pellegrini, Mons. Capovilla, Mons. Nosiglia, Mons. Caporello.

Vi ringraziamo per aver partecipato a questo momento sofferto e intenso della vita della nostra famiglia diocesana. Uso questa espressione perché è più adatta a descrivere la comunione di cuori che la morte di Mons. Battisti ha risvegliato tra sacerdoti, diaconi, consacrati, sorelle e fratelli laici, vicini e lontani. Anche in questa S. Messa di esequie ci siamo sentiti una vera famiglia di figli spontaneamente uniti nel pianto e nell’affetto riconoscente verso il loro anziano Padre e Pastore che ci ha lasciati orfani del suo sorriso delicato e della sua parola saggia ed edificante.

Ognuno di noi conserverà il suo ricordo di Mons. Battisti, un aspetto del suo esempio e del suo insegnamento che più lo ha toccato e arricchito.

Ma l’ultimo grande dono questo santo Vescovo ce lo ha fatto con la sua morte. Attorno al suo corpo consumato nel dono di sé senza riserve, è riuscito ancora una volta ad unirci suscitando nei nostri cuori una sintonia di sentimenti belli e sinceri di commozione, di ammirazione, di riconoscenza. Questa sintonia di cuori si è espressa nell’armonia di voci che hanno innalzato, durante questa S. Messa, un’unanime preghiera a Dio per il nostro Padre e Vescovo Alfredo.

Possiamo dire che, al termine del suo pellegrinaggio terreno, egli ha raccolti i frutti del seme più prezioso che ha pazientemente sparso, lungo 38 anni, in terra friulana: il seme della comunione. Anche quando c’era da pagare un prezzo personale, ha sempre seminato comunione cercando il dialogo e non la rottura, accostando con animo delicato le persone, rincuorando con il suo sorriso umile, vibrando quasi istintivamente per i poveri e i sofferenti. Aveva forgiato il suo cuore al desiderio più alto e struggente di Gesù: “Che siano una cosa sola come tu, Padre, in me e io in te”. Abbiamo avuto tra noi un pastore secondo il Cuore del Signore Gesù e ha fatto palpitare questo Sacro Cuore tra i sacerdoti e i fedeli contribuendo, così, a tenere viva e consolidare in Friuli la Chiesa di Cristo che è Mistero di comunione.
Credo che questa sia la grazia più grande che Gesù, Buon Pastore, ci ha fatto con il lungo e generoso ministero di Mons. Battisti che si è donato fino al giorno della sua morte e nella quale ci ha raccolti attorno a lui come figli che hanno imparato dal padre a volersi bene. La sua è una morte pasquale illuminata di carità e di speranza.
Questa è l’eredità che Mons. Battisti ci lascia e sulla quale ci impegneremo a camminare per essere Chiesa fedele al nostro Signore. Mons. Battisti ci accompagnerà con la sua preghiera e lo sentiremo vicino perché il suo corpo riposerà qui in Cattedrale in attesa della risurrezione dei morti e della corona di gloria che Dio riserva ai servi fedeli.
Di cûr grasie e mandi, vescul e pari Fredo; vîf in pâs tal Signor cun ducj i vescui de nestre Glesie e ariviodisi in te patrie eterne.
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