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Udine: i manifesti contro l’omofobia. Che ne pensate?

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Civiltà prodotto tipico friulano. È questa la scritta che campeggia sui manifesti con le immagini di due ragazzi e di due ragazze che si baciano seduti a un tavolo imbandito con prodotti della tradizione enogastronomica locale. Si tratta di due coppie omosessuali che, nelle immagini realizzate dal fotografo pordenonese di fama internazionale Euro Rotelli, hanno prestato il loro volto per la campagna proposta dal Comitato provinciale Arcigay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e da Arcilesbica Udine in occasione del 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omofobia. I manifesti, in 200 copie, saranno affissi a partire da lunedì prossimo per dieci giorni nelle strade di Udine e Pordenone.

Manifesti con baci Gay

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“Il Friuli – spiega il vicepresidente di Nuovi Passi, Giacomo Deperu, grafico e ideatore della campagna nonché uno dei soggetti ritratti assieme al compagno Stefano – è una Regione da sempre simbolo di grandi valori di civiltà, tolleranza, laicità e generosità. Valori condivisi, nei quali anche gli omosessuali friulani si riconoscono. Per questo – continua – vogliamo dare il nostro contributo aiutando ad abbattere un ulteriore muro di incomprensione: l’omofobia, che non può trovare casa nella nostra bella regione”.

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancellava l’omosessualità dall’elenco delle malattie. Nello stesso anno a Udine nasceva Arcigay Nuovi Passi, uno dei primi circoli locali di Arcigay in Italia. Ed è proprio in questa occasione che l’Arcigay locale ha voluto realizzare questa campagna. “Un’iniziativa – spiegano i presidenti delle due associazioni locali, Daniele Brosolo e Laura Presta – che lancia un messaggio forte, attraverso un’immagine che da un lato rappresenta con un bacio la spontaneità dei nostri affetti e, dall’altro, riconosce alla terra friulana un indubbia capacità di vivere le differenze come una ricchezza”.

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La campagna coincide anche con la celebrazione dei vent’anni di attività di Arcigay a Udine, nata nell’ottobre del 1990 in difesa dei diritti della comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale locale. A raccontare la storia e i traguardi dell’associazione, nella conferenza “1990-2010: baci omosessuali Doc per i 20 anni di Arcigay Udine”, in programma oggi, 15 maggio, alle 18 nella sala conferenze della libreria Feltrinelli di Udine, saranno i presidenti delle associazioni locali, Brosolo e Presta, il presidente del collegio nazionale dei garanti di Arcigay, Alberto Baliello, il presidente del consiglio nazionale di Arcigay, Paolo Ferigo, l’assessore comunale alla Mobilità e tra i fondatori dell’Arcigay friulana, Enrico Pizza, e i quattro protagonisti dei manifesti, Giacomo e Stefano, Lisa e Yvette. A portare i saluti dell’amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa insieme con il Comune di Pordenone, anche il vicesindaco di Udine, Vincenzo Martines.


“Questi vent’anni di impegno sociale e di passione – commenta il vicepresidente di Arcigay Udine, Giacomo Deperu – hanno aiutato senz’altro a cambiare la società. Per anni abbiamo messo il cuore nelle nostre battaglie – continua –, oggi ci mettiamo la faccia sapendo che l’esempio di serenità e dolcezza che questi manifesti esprimono possono essere d’aiuto per tutte i giovani omosessuali, spaventati da una società che spesso li esclude e li minaccia. Vent’anni di lavoro – prosegue Deperu nel ricordare l’appassionato e silenzioso lavoro di decine di volontari di Arcigay Udine e Pordenone dal 1990 ad oggi – hanno preparato le condizioni culturali che ci permettono ora di mostrarci pubblicamente nel pieno della nostra dignità di persone. Uomini e donne che possono manifestare, con dolcezza, i propri affetti alla luce del sole, certi che il primo dei prodotti tipici friulani, la civiltà delle sue genti, saprà accogliere con dignità e comprensione questo gesto d’amore”.

Un gesto che ha suscitato, prima ancora della pubblicazione dei manifesti, molte polemiche nel mondo politico regionale. Sul banco degli imputati le amministrazioni comunali di Udine e Pordenone per aver patrocinato la campagna, a differenza di quanto accaduto a Bergamo, dove il sindaco ha bloccato una mostra fotografica con immagini che ritraevano innocenti baci omosessuali.

“Fortunatamente però la società civile, quella fatta da persone comuni – commenta il presidente di Arcigay Brosolo –, spesso anticipa il legislatore. Ci sono sempre più uomini e donne favorevoli al riconoscimento delle unioni di gay e lesbiche. La società è pronta, lo dicono i sondaggi, e lo viviamo noi – prosegue – che abbiamo deciso di mettere la faccia per chi ancora non si sente di farlo o non può farlo. Mi chiedo, quindi – conclude –, che cosa aspetti la nostra politica a rispondere all’elementare esigenza di veder riconosciuti alcuni dei diritti fondamentali dei quattro milioni di cittadini italiani omosessuali”. Ma Brosolo traccia anche un bilancio di questi primi vent’anni di attività dell’Arcigay friulana, dalla sua nascita nell’ottobre del 1990 come “progetto Fenice” fino all’affiliazione, tra le prime in Italia, all’Arcigay nazionale e al passaggio da circolo a comitato provinciale con competenza sulle province di Udine e Pordenone. In rassegna anche le numerose attività svolte nei campi della cultura, della prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, “quando ancora parlare di condom era un tabù”, nonché del counselling, con il primo servizio in regione di Telefono amico gay e lesbico, e dell’aggregazione.

“In questi anni – sottolinea ancora Brosolo – il circolo ha rafforzato il suo essere soggetto politico in senso ampio, e non partitico, ponendosi in dialogo con le istituzioni, con le altre associazioni di volontariato, con i partiti, con la chiesa e con tutti gli altri soggetti della vita civile e democratica, diventando un soggetto sempre più riconosciuto, autorevole, e portatore di valori, non solo a tutela della comunità omosessuale, ma di tutti”.

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