Udine: incassavano mobilità e lavoravano in nero, 5 arresti

guardia-di-finanzaUdine 17 novembre 2011 – Cinque lavoratori in nero impiegati presso un’azienda manifatturiera della bassa friulana sono stati individuati dai Finanzieri della Tenenza di Palmanova, nell’ambito di un’operazione volta al contrasto del lavoro sommerso.
All’atto dell’intervento “mirato” i lavoratori, accortisi della presenza degli agenti della Guardia di Finanza, hanno cercato di sottrarsi al controllo, alcuni nascondendosi nel retro del capannone adibito ad unità produttiva ed altri cercando di dileguarsi nei campi della campagna circostante, ignari del fatto che l’azienda fosse stata completamente circondata.
Le successive indagini, hanno permesso di accertare che gli operai in questione, erano stati formalmente licenziati dall’azienda controllata ed avevano presentato presso l’I.N.P.S. competente domanda per l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione.
Di fatto, si ha avuto modo di rilevare che il rapporto lavorativo non è mai stato interrotto, pertanto i lavoratori in questione hanno percepito per diversi mesi oltre alla paga mensile, ovviamente corrisposta in nero dal datore di lavoro, anche le indennità previste per i lavoratori in stato di disoccupazione.
Oltre alle pesanti sanzioni previste per il datore di lavoro, anche tutti i dipendenti individuati e identificati sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria poiché tale condotta dolosa li ha resi responsabili della violazione di cui all’art. 483 del Codice Penale “Falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico” e per tale violazione rischiano ciascuno la reclusione fino a tre anni. Oltre all’aspetto penale, per aver indebitamente percepito erogazioni ai danni dello Stato, in violazione all’art. 316 ter del medesimo codice, rischiano altresì sanzioni  per circa ottomila euro, pari al triplo delle somme indebitamente percepite.
Questo genere di attività ispettive vengono condotte dalla Guardia di Finanza quasi sempre previa individuazione dei soggetti “a rischio” (con un “mix” tra banche dati e conoscenza del territorio) e rientrano nel più ampio contesto operativo di polizia economica-finanziaria, diretto alla ricerca ed alla repressione della cosiddetta “economia sommersa”.
Oltre cento le posizioni irregolari scoperte, dall’inizio dell’anno, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Udine che continuano, con costanza, la propria attività contro tutte le forme di sommerso che, soprattutto in questo momento di crisi dell’economia, inevitabilmente, mettono a rischio i livelli occupazionali per i lavoratori regolari ed incidono fortemente sul bilancio dello Stato visto il notevole ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende in difficoltà.

Cinque lavoratori in nero impiegati presso un’azienda manifatturiera della bassa friulana sono stati individuati dai Finanzieri della Tenenza di Palmanova, nell’ambito di un’operazione volta al contrasto del lavoro sommerso.

All’atto dell’intervento “mirato” i lavoratori, accortisi della presenza degli agenti della Guardia di Finanza, hanno cercato di sottrarsi al controllo, alcuni nascondendosi nel retro del capannone adibito ad unità produttiva ed altri cercando di dileguarsi nei campi della campagna circostante, ignari del fatto che l’azienda fosse stata completamente circondata.

Le successive indagini, hanno permesso di accertare che gli operai in questione, erano stati formalmente licenziati dall’azienda controllata ed avevano presentato presso l’I.N.P.S. competente domanda per l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione.

Di fatto, si ha avuto modo di rilevare che il rapporto lavorativo non è mai stato interrotto, pertanto i lavoratori in questione hanno percepito per diversi mesi oltre alla paga mensile, ovviamente corrisposta in nero dal datore di lavoro, anche le indennità previste per i lavoratori in stato di disoccupazione.

Oltre alle pesanti sanzioni previste per il datore di lavoro, anche tutti i dipendenti individuati e identificati sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria poiché tale condotta dolosa li ha resi responsabili della violazione di cui all’art. 483 del Codice Penale “Falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico” e per tale violazione rischiano ciascuno la reclusione fino a tre anni. Oltre all’aspetto penale, per aver indebitamente percepito erogazioni ai danni dello Stato, in violazione all’art. 316 ter del medesimo codice, rischiano altresì sanzioni per circa ottomila euro, pari al triplo delle somme indebitamente percepite.

Questo genere di attività ispettive vengono condotte dalla Guardia di Finanza quasi sempre previa individuazione dei soggetti “a rischio” (con un “mix” tra banche dati e conoscenza del territorio) e rientrano nel più ampio contesto operativo di polizia economica-finanziaria, diretto alla ricerca ed alla repressione della cosiddetta “economia sommersa”.

Oltre cento le posizioni irregolari scoperte, dall’inizio dell’anno, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Udine che continuano, con costanza, la propria attività contro tutte le forme di sommerso che, soprattutto in questo momento di crisi dell’economia, inevitabilmente, mettono a rischio i livelli occupazionali per i lavoratori regolari ed incidono fortemente sul bilancio dello Stato visto il notevole ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende in difficoltà.

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