Udine: la Nico Pepe invitata a Mosca per “Odissea Odissee”

Sempre tanta internazionalità alla Nico Pepe che da anni mette in pratica una serie di contatti ospitalità e trasferte, sempre stimolanti e fondamentali per la formazione dei giovani allievi attori e la risposta non si fa attendere, visto che le richieste per entrare alla Civica Accademia sono in crescita esponenziale. La Russia e Mosca sono però un appuntamento fiso alla Nico Pepe, sia perché il direttore Claudio de Maglio è chiamato a tenere seminario e master class, ma anche per lo scambio di allievi e docenti attivato da qualche anno.

Lo spettacolo della Nico Pepe “Odissea Odissee” dopo il debutto al Giovanni da Udine sarà rappresentato a Mosca il 29 novembre nell’ambito Festival Internazionale di Scuole di Teatro Podium 2019, importante evento internazionale promosso dal Boris Schukin Theatre Institute e dal Ministero della Cultura della Federazione Russa. La Nico Pepe è anche l’unica istituzione italiana ed europea a essere presente.

“Questo è per noi un prestigioso riconoscimento che conferma il crescente ruolo internazionale della Nico Pepe che dallo scorso anno è entrata in un esclusivo club di scuole di teatro, il Network dell’ITI UNESCO che raccoglie 48 istituzioni di tutto il mondo. “Siamo veri e propri ambasciatori della città della regione nel mondo ad un Festival che è una prestigiosa vetrina in un paese che adora il teatro e ha un affetto particolare per quello italiano ” afferma de Maglio “e per noi sarà una vera emozione calcare il palcoscenico dove ha recitato Vackhtangov, il padre del teatro moderno in Russia. Una terra dalla quale è partita la rivoluzione della scena contemporanea”.

A Mosca la Nico Pepe porterà lo spettacolo “Odissea Odissee” che ha riscosso un lusinghiero consenso da parte del pubblico presente al Giovanni da Udine “Saremo chiamati” spiega de Maglio “insieme agli allievi presentare il nostro lavoro di fronte ad un pubblico composto da docenti e allievi delle maggiori accademie di teatro russe e degli altri partecipanti. Sentiamo viva la responsabilità di rappresentare il teatro italiano nella terra di Stanislavskij, padre del primo importante metodo dedicato alla recitazione dell’attore, e soprattutto di mettere in scena il nostro lavoro nei luoghi dove hanno insegnato coloro che consideriamo i padri del teatro del XX secolo.”

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