Udine: l’Arcivescovo invita a” entrare nella stanza del proprio cuore”

vescovo 20Dopo l’ultimo giorno di carnevale comincia la Quaresima che secondo la tradizione cattolica precede la morte e la resurrezione di Gesù. Comincia quindi un periodo di riflessione e sacrificio che l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, invita, nella celebrazione della funzione delle Ceneri (in duomo alle 19), a rallentare rispetto alla frenesia della vita moderna e guardare dentro il proprio cuoreCon la benedizione e l’imposizione delle Ceneri, mercoledì 17 febbraio, le comunità cristiane danno inizio ai 40 giorni della Quaresima, tempo forte dell’anno liturgico in preparazione alla Pasqua.
L’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà la liturgia delle Ceneri in Cattedrale con inizio alle ore 19. E iniziando la sua prima Quaresima in diocesi consegna alla Chiesa udinese una Lettera intitolata “Laceratevi il cuore e non le vesti” (Gioele, 2,13). In questa Lettera, scrive mons. Mazzocato, «vi ricordo cinque inviti che ascoltiamo nella Parola di Dio del mercoledì delle ceneri e che la Chiesa raccomanda per il tempo della Quaresima” affinchè essa diventi un “tempo favorevole” per trasformare interiormente gli uomini e le donne friulani, aprendone i cuori a Dio e ai fratelli.

L’Arcivescovo parte dalla constatazione che «tutti abbiamo, ogni tanto, l’impressione che il tempo ci scivoli via tra le dita troppo velocemente. Questo dipende anche dal fatto che i giorni sembrano uguali l’uno all’altro senza interessanti novità».

Di qui la conseguente tentazione, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani, ad abbandonarsi anche «ad evasioni trasgressive pur di trovare un po’ di novità», oppure a cercare di evitare la monotonia all’esterno, «in un nuovo acquisto o un’avventura affettiva o un affare», o magari anche in interessi più significativi come «incontrare persone amiche, fare un viaggio interessante, partecipare a iniziative culturali».

L’invito dell’Arcivescovo è invece di non affogare questi 40 giorni della Quaresima in preparazione alla Pasqua dentro la solita routine come fossero giorni qualunque, ma di viverli come tempo favorevole in cui  cercare delle «novità interiori», cioè a rinnovare il proprio cuore.

Come? Innanzitutto aprendolo, «lacerandolo», «per mostrare a Dio e a noi stessi ciò che vi abbiamo accumulato dentro, con umile sincerità, senza nascondere nulla»,  nella consapevolezza che  «è sempre pronta la tentazione a riempirci di impegni o ad immergerci nelle distrazioni pur di non fermarci per entrare in noi stessi e guardare dentro il cuore».

Quaresima, dunque, come tempo in cui mostrare a Dio il male che si è accumulato dentro, invocando il perdono che rende uomini con un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

Ciò comporta sofferenza e la forza in questo caso va cercata, ed è il terzo invito, nel digiuno: quello del cibo, «importante non solo per disintossicare il corpo, ma anche lo spirito»; quello degli occhi – «che distacca da tante immagini inutili che portano all’evasione da noi stessi o ingombrano la mente, la fantasia, le emozioni, i desideri»; quello degli orecchi – indispensabile per entrare in noi stessi e a contatto con il nostro cuore –; infine il digiuno dagli istinti sessuali: «Oggi – scrive mons. Mazzocato – vengono offerte tante tentazioni che disorientano e distorcono questi istinti vitali. Di conseguenza, anche il cuore si appesantisce in desideri egoistici e poco rispettosi di noi stessi e dell’altra persona».

Naturalmente il digiuno va fatto «con serenità, quasi con gioia», consci che in questo modo l’uomo «ritrova il gusto per desideri belli ed elevati che rendono nuovo il cuore».

Il quarto invito, in questo cammino di purificazione, è quello ad entrare nella «stanza del proprio cuore, della propria coscienza personale» e «da lì iniziare la preghiera sentendosi sotto lo sguardo paterno di Dio, l’unico che vede dentro il nostro cuore». E’ una stanza interiore che «spesso facciamo fatica a frequentare».  Con la scusa, magari, di non avere tempo. Possono passare giornate senza che troviamo mezz’ora per stare con noi stessi nel silenzio e raccoglimento interiore. «Non è il tempo che manca, ma la volontà a rientrare in noi stessi, nella camera segreta del cuore per aprirlo verso Dio Padre con la preghiera. Specialmente se si è persa l’abitudine al raccoglimento interiore e alla preghiera è necessario uno sforzo. Bisogna proprio “lacerare” il cuore che è chiuso e aprirlo al dialogo confidenziale con Dio».

Infine il quinto invito: aprire il proprio cuore ai fratelli, tramite l’elemosina, superando la tendenza all’egoismo che alberga in ciascuno di noi, mai sconfitto, che ci porta a porre al centro i nostri interessi e bisogni lasciando fuori gli altri.

Ricordando che l’elemosina che Gesù chiede ai suoi discepoli è un gesto fatto con gioia e con generosità, senza calcoli e attese di contraccambio (“non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”), mons. Mazzocato indica una strada concretissima e urgente per l’oggi: “in questa Quaresima che trova molte persone e famiglie in difficoltà economica impegniamoci a donare un po’ del superfluo o, comunque, del non necessario in qualche iniziativa di carità e di solidarietà. Riceveremo in cambio un cuore nuovo e la gioia vera”.

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