Udine: Mercatone Business verso il concordato in bianco, dipendenti in agitazione

mercaonte 21 gen 2015 – Mercatone Business, azienda storica della distribuzione organizzata del mobile, complementi di arredo e casalinghi, che conta 79 punti vendita e 3.500 dipendenti in tutta Italia, ha presentato istanza di concordato preventivo “in bianco” e ne ha dato informazione ai sindacati attraverso un comunicato stampa diffuso a tutti gli organi di informazione.

Concordato in bianco: Questo istituto introdotto nel settembre 2012 consente all’azienda in crisi di presentare la domanda di concordato preventivo «con riserva» o «in bianco», bloccando così le azioni dei creditori, ma riservandosi di depositare piano di risanamento e ulteriore documentazione in un secondo momento, indicato dal giudice. Il Decreto del fare ha introdotto regole restrittive, aumentando oneri per i debitori e controlli del tribunale.

Nella nostra regione abbiamo tre punti vendita (Sacile, Udine e Monfalcone) con circa un centinaio di dipendenti. Purtroppo la notizia non ci ha sorpreso, poiché avevamo già compreso negli ultimi mesi che la situazione aziendale stava rapidamente degenerando. Negli ultimi tre anni abbiamo sottoscritto accordi sindacali per l’utilizzo dei contratti di solidarietà, che dovevano avere lo scopo di consentire un processo di riorganizzazione dei punti vendita, tale da rilanciare l’azienda, renderla competitiva e contenere, al contempo, il costo del lavoro per salvaguardare l’occupazione.

L’immobilismo e la mancanza di iniziativa, anche sul piano commerciale, hanno invece caratterizzato l’andamento degli ultimi tre anni, contribuendo ad aggravare gli inevitabili effetti della crisi economica. A nulla, quindi, sono serviti i sacrifici che lavoratrici e lavoratori (che in molti casi lavorano in Mercatone Business da 15-20 anni e oltre) hanno fatto negli ultimi anni.

Ora, a fronte dell’ultima grave notizia, non abbiamo avuto informazione alcuna circa le ricadute che l’istanza di concordato preventivo potrà avere sui dipendenti di Mercatone Business e non abbiamo alcuna informazione sul piano industriale che dovrà necessariamente essere presentato al tribunale di Bologna.

Vi sono inoltre da affrontare le immediate ricadute su lavoratrici e lavoratori, ad esempio il pagamento della solidarietà. È per questo che riteniamo necessaria l’apertura di un tavolo serio e trasparente con l’azienda, a cui chiederemo di farsi garante della salvaguardia di lavoratrici e lavoratori. I massimi vertici aziendali, le istituzioni, i commissari nominati dal tribunale non potranno prescindere dal diritto dei lavoratori ad essere rappresentati e tutelati. Perciò, a sostegno delle giuste istanze dei dipendenti del gruppo Mercatone Business, proclamiamo lo stato di agitazione, riservandoci di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione.

Segreteria Filcams Cgil Friuli Venezia Giulia

660