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Udine: minaccia di darsi fuoco per lungaggini della Giustizia. Desiste all’arrivo dei Carabinieri

auto carabinieriErano le undici del mattino. Sembrava la solita giornata davanti al tribunale in Largo Ospedale Vecchio, avvocati, portaborse, praticanti si affanavvano con le loro borse cariche di scartoffie, come si usa chiamarle, anche se sono, talvolta, documenti che possono essere decisivi per l’assoluzione o la condanna di un imputato.

Erano le undici del mattino anche presso la caserma dei Carabinieri di Viale Trieste dove il comandante uscente, il colonello Salomoni si apprestava a incontrare, di lì a mezzora la stampa per un bilancio dei sui 4 anni di reggenza del comando provinciale.

Erano le undici quando in caserma squilla il telefono. E’ una chiamata di allarme al 112. Davanti al tribunale in Largo Ospedale Vecchio un uomo si era appena cosparso di benzina e minacciava di darsi fuoco.

I carabinieri ovviamente sono partiti a spron battuto verso il tribunale per far desistere l’uomo dal folle gesto.

La scena davanti agli uomini dell’Arma dev’essere apparsa più o meno così: l’uomo, un caporal maggiore di 33 anni di servizio presso il 5° reggimento di cavalleria a Codroipo. All’origine del gesto dimostrativo le lungaggini della giustizia che non permettevano di venire a capo di una denuncia fatta dall’uomo nei confronti del suocero convivente. Il militare alla vista dei carabinieri ha desistito autonomamente dai propositi, non chiaro quanto concreti, di darsi fuoco.

L’uomo dovrà rispondere di procurato allarme

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