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Udine: Mons. Mazzocato visita pastorale tra i detenuti


Mercoledì 10 ottobre seconda tappa della visita pastorale di mons. Mazzocato nella casa circondariale del capoluogo friulano: dopo il personale amministrativo, di polizia penitenziaria e i volontari incontra i reclusi: “cerco di portare la presenza di Dio, nostro Padre. E’ lui, infatti, che può consolare i cuori, dare forza nei momenti difficili e tenere viva la speranza”.

Seconda tappa della visita pastorale dell’Arcivescovo di Udine nella Casa circondariale del capoluogo friulano. Dopo l’incontro del 26 settembre scorso con il personale amministrativo, di polizia penitenziaria e i volontari domani, mercoledì 10 ottobre mons.Andrea Bruno Mazzocato passerà il pomeriggio con i detenuti.
L’appuntamento è alle ore 14 nel cortile passeggi dell’Istituto. Si inizierà con un momento di dialogo e confronto dei reclusi con l’Arcivescovo. Ci sarà poi uno spazio di preghiera e lo scambio di doni. Quindi seguirà un momento di festa con la scuola di musica interna al carcere e un piccolo spettacolo autogestito dai detenuti.
«L’ho chiamata visita pastorale – ha spiegato mons. Mazzocato durante la prima tappa – perché vuole essere proprio il segno della vicinanza del Vescovo e del Pastore alla realtà del carcere che rischia di rimanere sempre un pò chiusa in se stessa, mentre da parte della Chiesa, anche su invito di Gesù che dice “Ero in carcere e mi avete visitato” è chiesta un’attenzione particolare. Allora ho pensato, d’accordo con la direzione che ringrazio, di dedicare due momenti straordinari in mezzo a tutti coloro che vivono qui».
La visita pastorale al carcere, dunque, intende porre un segno di ascolto, solidarietà, incoraggiamento da parte dell’Arcivescovo a questa particolare porzione del Popolo di Dio nella Chiesa Udinese, ma anche lanciare un invito alla città a farsi vicina a chi sta dietro le sbarre, per rieducarsi dopo il compimento di un reato, e a chi svolge il proprio lavoro o il servizio di volontariato mettendo al centro, sempre e comunque, il rispetto della dignità della persona.
Anche questa volta, come nei numerosi incontri precedenti, l’Arcivescovo sottolinea la sua predilezione a visitare le persone che si trovano in carcere “cercando di portare la presenza di Dio, nostro Padre. E’ lui, infatti, che può consolare i cuori, dare forza nei momenti difficili e tenere viva la speranza”

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