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Udine: Montenars, bracconiere colto in flagrante

Possono arrivare fino alla reclusione, le sanzioni per i reati contestati a un bracconiere sorpreso dagli agenti della Polizia Provinciale nella cattura di ungulati con lacci nella riserva di caccia di Montenars. L’operazione risale al 15 ottobre scorso e ha visto impegnata, nell’appostamento e nel successivo controllo, una pattuglia della Polizia Provinciale di Udine, che ha agito su segnalazione e in collaborazione con i cacciatori della Riserva di Montenars. I lacci formati con cordino metallico di spessore consistente erano stati mimetizzati nella vegetazione e resi idonei alla cattura di cinghiali e caprioli. Per attirare gli animali, il luogo era stato preventivamente pasturato. Condotte le attività di indagine e accertamento, gli agenti della Polizia Provinciale hanno sequestrato i lacci, recuperato un capriolo catturato dal bracconiere e altra attrezzatura specifica. Accertate le gravi irregolarità, la Polizia Provinciale ha provveduto a inoltrare una notizia di reato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Udine a carico del bracconiere per i reati di esercizio di caccia con mezzo vietato, per aver trasportato fuori dalla propria abitazione strumenti da punta e da taglio senza giustificato motivo e per il maltrattamento di animali (le sofferenze inferte al capriolo ne hanno causato la morte).
L’attività di bracconaggio a danno degli ungulati è purtroppo ancora presente nel territorio della Provincia di Udine. “Grazie all’importante lavoro della Polizia Provinciale e alla collaborazione con i cacciatori – sottolinea l’assessore alla caccia e pesca Marco Quai – è possibile reprimere questi reati assicurando alla giustizia gli autori. L’operazione condotta a Montenars è l’esito di una proficua sinergia che mi auguro si consolidi e si replichi anche in altre aree del nostro territorio per contrastare con forza e fermezza le attività di bracconaggio”. L’uso dei lacci è una tipologia di bracconaggio particolarmente cruenta poiché causa sofferenze agli animali che, nel tentativo di liberarsi, si feriscono spesso mortalmente.
Pochi giorni prima, la Polizia Provinciale, nell’ambito dell’attività di pattugliamento del territorio, intensificata nel periodo di apertura della caccia tradizionale, aveva sorpreso in Carnia un cacciatore che esercitava l’attività venatoria con libretto personale di porto di fucile scaduto. Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per la violazione penale.

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