La settimana musicale in Castello si tinge finalmente di rosa: dopo Chris Cornell, Claudio Cojaniz, Dhafer Youssef, Francesco Bearzatti e il “Faraone” Pharoah Sanders, il palco di Udin&Jazz sta infatti per ospitare la bravissima Nina Zilli! Il live, tappa udinese dell’Amore è femmina Tour, è atteso sabato 30 giugno alle 21.30: i biglietti ancora disponibili si possono acquistare, a partire dalle 19.00, direttamente alla cassa del Castello (sul terrapieno di Piazza Libertà).
È invece stato annullato, a causa di un’indisposizione, il concerto di Alessia Franco, in programma alle 18.30 nella Corte di Palazzo Morpurgo. All’artista vanno gli auguri di tutto lo staff del festival! Ricordiamo, inoltre, che la Casa della Contadinanza ospiterà l’ultimo Afterhour e che in Casa della Confraternita si chiuderà la mostra di fumetti dedicata ai progetti Jazz Loft e Carmen – Land of Dances (ultima apertura dalle 19.00 alle 23.00). Ingresso libero. Ma torniamo alla protagonista assoluta della serata…
Nel suo dna convivono felicemente il soul e il rock steady, la Giamaica e la Motown, Celentano e le Supremes, Mina e gli Ska-talites. Un sontuoso patrimonio vintage che lei, instancabile com’è, ha saputo trasformare in lingua del futuro! Lanciata dal singolo 50mila, e pluripremiata con L’uomo che amava le donne, Nina Zilli – come si legge nel suo sito ufficiale – « è un tornado, un vulcano, un’innamorata cotta di musica che ti inchioda con le sue passioni e fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di ascoltare una sola delle sue canzoni. Lei che viene da un piccolo paese della Val Trebbia lasciato presto per l’Irlanda, per gli Stati Uniti. Dovunque la spingessero i suoi sogni e le sue fantasie».
Ha studiato da soprano («Ma preferivo di gran lunga il rock»), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso («Non ne ho neanche una copia d’archivio, giuro che l’ho rotto!»). Nel 2001 ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla musica rocksteady. Da quell’esperienza è nata la collaborazione con i Franziska, con cui ha girato l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma questa è solo una parte del suo mondo: l’altra, quella che ha portato Nina a “diventare Nina”, la conosciamo bene. E stiamo per ammirarla dal vivo!

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