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Udine, omicidio sull’ippovia: voleva rapire Silvia e chiedere il riscatto

Udine, 19 set. (Adnkronos) – Il sangue trovato su abiti e coltello che aveva Nicola Garbino, l’uomo di 36 anni fortemente indiziato di aver ucciso alla periferia di Udine Silvia Gobbato, sarebbe umano. Lo confermerebbero i primi test eseguiti, apprende l’Adnkronos. Sembra dunque avvalorarsi sempre più l’ipotesi che non ci si trovi di fronte ad un mitomane, bensì all’autore dell’omicidio. Silvia, 28 anni, aveva sulle mani ferite compatibili con un tentativo di difesa, ora si dovrà accertare se il corpo di Garbino presenti segni in tal senso. Sarà l’autopsia, che oggi è stata sospesa visti gli sviluppi dell’indagine, a confermare o meno se è stato quel coltello a uccidere.

Garbino – che risulta incensurato – sarebbe stato visto da un’automobile dei carabinieri a bordo di una bicicletta, che ha lasciato presso il centro commerciale ‘Città Fiera di Martignacco’ alle porte di Udine. Qualcosa ha insospettito i militari dell’Arma, che hanno seguito e bloccato l’uomo ad una fermata dell’autobus. Garbino aveva in mano una borsa di plastica con dentro il coltellaccio da cucina e gli abiti sporchi di sangue.

Il capo della Procura di Udine, Antonio Biancardi, al momento non intende parlare dello sviluppo delle indagini. ”In ordine al gravissimo crimine – scrive il procuratore – comunico che, per il momento, non intendo fornire alcuna notizia se non quella che le indagini proseguono alacremente su più fronti”.

 

Secondo quanto riporta il Messaggero Veneto l’aggressione ai danni di Silvia Gobbato non avrebbe un movente passionale bensì sarebbe un tentativo di sequestro finito male visto che la giovane si sarebbe difesa e l’uomo avrebbe così deciso di ucciderla

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