Udine: recuperate le opere del museo

opere2Si apre una nuova fase per i musei udinesi. Dopo i furti verificatesi qualche mese fa, sta volgendo al termine l’attività di “controllo speciale” fatta scattare dal Comune di Udine. L’indagine interna ha chiuso i suoi lavori e l’inventario delle opere, messo a punto da una speciale “squadra” di esperti, già la lavoro da un paio di mesi, sarà concluso entro la fine di luglio. Intanto, i Carabinieri hanno restituito le 67 opere recuperate al sindaco che ha ringraziato l’Arma per il lavoro svolto e consegnato l’encomio ufficiale che era stato formalizzato dalla Giunta lo scorso 3 giugno. Le opere rubate saranno esposte al pubblico in una mostra che l’Amministrazione organizzerà in estate. “Sarà un’esposizione – ha sottolineato il sindaco Furio Honsell – che permetterà di far apprezzare ai visitatori il valore artistico delle opere e allo stesso tempo metterà in evidenza le dinamiche dei furti d’arte e la specificità del lavoro dei Carabinieri”.

Un’indagine ancora in corso e che è stata illustrata dal tenente Antonio Ruotolo, comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Udine. “Consegnare queste opere oggi fa un certo effetto a chi come noi le ha recuperate nei posti più impensati – ha detto–. Le monete, ad esempio, sono state trovate in un calzino, il Tiepolo e il Quaglio in un fienile durante una notte molto fredda e umida. Ogni opera quindi ha una sua storia personale che ne accresce il valore artistico. I furti probabilmente sono cominciati circa due anni fa, l’indagine è stata veloce solo apparentemente, in quanto molte opere sono state recuperate successivamente, nel corso di almeno un mese. È stata un’occasione importante – ha concluso Ruotolo – anche perché ha permesso di individuare un commercio a Udine che altrimenti non avremmo mai immaginato.”

Un fatto gravissimo per il Comune e per tutta la città di Udine. “Abbiamo trasformato un momento critico in una fase di svolta – ha spiegato il sindaco, ringraziando i Carabinieri e il personale del Comune per il lavoro di questi mesi –. I beni culturali sono una delle principali risorse italiane e tutti noi dobbiamo difenderla. Dal giorno della scoperta del furto abbiamo svolto tutti insieme un lavoro di inventariazione, recupero e analisi che da soli sarebbe stato più difficile portare avanti”. Ma non tutto il male viene per nuocere. “Questo schiaffo alla città – ha detto l’assessore alla Cultura, Luigi Reitani, nel ringraziare ed elogiare il lavoro dell’Arma e quello del personale comunale – è servito per accelerare l’opera di valorizzazione del patrimonio mussale, riorganizzarne la gestione, impostare su nuove basi il lavoro di sistemazione. Con grande spirito di servizio il personale si sta dedicando ad un lavoro di inventariazione generale. Sarà un lavoro lungo – ha concluso Reitani – visto che ci sono decine di migliaia di reperti da classificare con nuovi criteri di catalogazione”.

I risultati dell’attività di controllo del Comune. Sarà potenziata la sicurezza con l’installazione di 17 nuove telecamere, entro fine luglio sarà realizzato un accurato inventario delle collezioni e saranno messi a punto degli itinerari “obbligati” all’interno del museo per rendere più puntuale il servizio di sorveglianza. Questi i risultati principali dell’attività di “controllo speciale” che il Comune ha avviato dopo i furti ai Civici Musei, coordinata dal Direttore generale del Comune, Carmine Cipriano. Innanzitutto è partito il lavoro di inventario delle collezioni museali, sia per quanto riguarda il materiale esposto sia per quello collocato nei depositi, per verificarne lo stato di fatto e accertare così le effettive sottrazioni di beni intervenute a danno del patrimonio artistico del Comune. il gruppo di lavoro incarico dell’inventario è coordinato da Carlo Morandini, direttore del Museo di Storia Naturale e formato da nove esperti. E poi è stata realizzata un’indagine interna che ha prodotto diversi risultati, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei musei. “L’indagine ha evidenziato le criticità e suggerito gli interventi – ha detto Cipriano – in particolare per quanto riguarda il miglioramento e il potenziamento delle misure per la sicurezza”. Per raggiungere questo obiettivo sarà studiata una diversa esposizione del patrimonio museale per migliorare la sua valorizzazione, individuando spazi custoditi anche per conservare la parte dei materiali non esposti. Sarà implementata la sorveglianza attraverso telecamere ai piani e all’ingresso e installato un impianto di allarme volumetrico in tutti i piani: sarà esteso l’impianto di videosorveglianza e le telecamere esistenti avranno una diversa collocazione, in modo da coprire una superficie sempre più ampia e garantire un controllo più efficace. Sarà reso più rigoroso il sistema di controllo, con la creazione di due registri molto puntuali: uno per la custodia delle chiavi di accesso ai diversi uffici e uno per la procedura di registrazione dell’uscita dei beni, in cui saranno annotati gli orari di consegna e di restituzione delle chiavi, l’indicazione dei nominativi delle persone e la motivazione dell’uscita di eventuali beni. Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione del personale di custodia, sia per quanto riguarda la sorveglianza degli ambienti e delle collezioni sia per il controllo del comportamento dei visitatori. Infine, sarà individuata un’unica figura professionale per l’organizzazione dei musei, in modo da superare le attuali rigide articolazioni e favorire il coordinamento interno.

Le 67 opere ritrovate. Sono 67 le opere che i Carabinieri hanno ritrovato e restituito al sindaco. Le due opere più importanti sono un quadro di Giandomenico Tiepolo raffigurante “San Vincenzo Ferreri” e un disegno preparatorio di Giulio Quaglio con “La sacra famiglia in Gloria, con San Giovanni Battista e S. Elena”. Ma dei tesori ritrovati fanno parte anche un dipinto con la “Benedizione del Tricolore della Basilica di San Marco” (49 x 35 cm), quattro miniature in avorio, una miniatura con un ritratto del pittore Zuppelli (8,5 x 8,5 cm), sette miniature ovali (che raffigurano rispettvamente “Etruria con figlio”, una fanciulla entro una cornice filigranata, un frate, un volto di giovane con cappello e volto da icona, un uomo del settecento, una testa fiamminga, una donna), una miniatura rettangolare con un fanciulla in abito ottocentesco), un album di fotografie ottocentesche, un libro rilegato con stampine ritagliate relative alla vita di Napoleone, un bocchino di Ippolito Nievo. Sono stati poi ritrovati altri sette quadri che raffigurano rispettivamente la consegna di chiavi ad un ufficiale austro ungarico da parte del Papa con affissione sul retro “Marshall Radetzkj”, una scena da osteria, una vendita ambulante, una lezione di violino, una vestizione di donna, un busto di uomo “Arnaldo Fucinato” firmato 1848, un uomo di corte. Infine, fanno parte delle opere ritrovate uno stiletto con fodero ed impugnatura in osso e metallo e una pergamena (25 x 18 cm) raffigurante Forum Iulii. Inoltre, ci sono 33 monete, un calco-ritrattino di profilo e cinque medaglioni, di cui quattro che raffigurano l’effige di Napoleone e riportano al scritta “Bonaparte Premier consul” e uno con l’effige di un angelo alato e la dicitura “Exemile aux peuples”.

L’encomio ai Carabinieri. Il sindaco Honsell ha consegnato al tenente Ruotolo e ai suoi uomini l’encomio formalizzato dalla Giunta lo scorso 3 giugno “per l’eccezionale lavoro svolto con straordinaria professionalità e grande dedizione”. Il sindaco ha sottolineato come “la tempestiva azione dei carabinieri non ha soltanto permesso di recuperare immediatamente le opere d’arte di cui avevamo denunciato il furto (due quadri e numerose monete), ma anche di risalire tutta la filiera e di ritrovare quasi una ventina di opere, alcune anche molto preziose, in mano ai ricettatori”. Un lavoro svolto da parte dei carabinieri “con discrezione e competenza – ha evidenziato Honsell – che ha permessi ai musei civici di recuperare il suo patrimonio. Con la loro collaborazione, inoltre, siamo riusciti a mettere a fuoco le criticità dei nostri musei e a varare tutta una serie di misure per migliorare la sicurezza: dal potenziamento della videosorveglianza all’avvio di un’indagine interna, dalla realizzazione di percorsi protetti per visitare le collezioni fino al capillare inventario di tutte le opere che si trovano nei musei”.

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