Udine: richiedenti asilo, Honsell “Emergenza europea, qui non possiamo riceverne altri”

afgani1“Ho personalmente spiegato a tutti i profughi che è impossibile provvedere al loro accoglimento in quanto tutte le strutture messe a disposizione del Governo in città sono già sature. Allo stesso tempo ho raccomandato di far sapere a tutti quelli che si muovono nella catena dell’immigrazione, che attraversa una ventina di Paesi europei, di non considerare Udine come possibile punto di arrivo. Domattina ci sarà comunque un incontro urgente in Prefettura per discutere della situazione. Nel frattempo l’ufficio stranieri del Comune, insieme con alcuni agenti della Polizia Locale, hanno provveduto a disperdere i profughi che si sono diretti verso la mensa dei Cappuccini per un pasto caldo”.

A confermare che nessuno dei circa 30 richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan verrà accolto nelle strutture del Comune è direttamente il sindaco di Udine, Furio Honsell, che insieme con l’assessore comunale ai Diritti e all’Inclusione sociale, Antonella Nonino, ha seguito l’evolversi della situazione relativa alla protesta di alcuni profughi che stamani, 17 settembre, hanno manifestato sotto la sede della Municipio.

“Si tratta di persone – continua il sindaco – con regolare certificato rilasciato dalla Questura di Udine che ha espletato le pratiche relative alla richiesta di asilo. Ottenuto quel foglio si sono prima dirette in stazione e, poi, qui in Comune per ottenere assistenza e ricovero. Purtroppo però – conclude il primo cittadino – le capacità ricettive messe a disposizione dal Governo sono già colme e non possono accogliere nessun altro. Vedremo ora, insieme con Prefettura e Questura, cosa possiamo fare”.

Della necessità di aprire un “confine nordest alla stessa stregua di Mare Nostrum” è l’assessore Antonella Nonino che si è anche personalmente interessata di attivare un presidio di natura sanitaria per intervenire anche sui minimi dubbi sullo stato di salute dei profughi, quattro dei quali il sindaco conferma siano stati portati al Pronto Soccorso dell’Ospedale per accertamenti. “Grazie alla Croce Rossa che è stata subito chiamata – spiega Nonino – e di concerto con la Prefettura abbiamo provveduto a far visitare i profughi per fugare ogni dubbio sul loro stato di salute. Risolta l’emergenza – denuncia l’assessore – resta però il problema. O apriamo un corridoio umanitario – conclude –, oppure la norma sull’asilo politico va profondamente rivista. Disincentiviamo questo fenomeno perché a Udine non abbiamo possibilità di ospitarli”.

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