Udine: Saro e Colautti contro Honsell su 25 aprile

tondo“Il clima di serenità con cui si sarebbe dovuto celebrare il 25 aprile secondo il richiamo del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è stato trasformato in un grave clima di odio, scontro e fratture nel discorso del sindaco”: prendono una posizione di totale distanza il senatore Ferruccio Saro e il consigliere regionale Alessandro Colautti che condannano il modo in cui a Udine il primo cittadino ha gestito oggi, in piazza Libertà, la commemorazione. “Siamo profondamente sconcertati per quanto è avvenuto a Udine  – premettono – anche perché ci saremmo aspettati il superamento delle contrapposizioni, alla ricerca di una memoria condivisa; purtroppo così non è stato a causa di un’analisi condotta dal sindaco che, in maniera del tutto unidirezionale e politicizzata – precisano – anziché tentare di riunificare la città e il Friuli, ha riacutizzato vecchie fratture e vecchi rancori”.

Saro e Colautti puntano il dito senza mezzi termini contro il ruolo svolto dal sindaco che “alla ricerca di facili applausi ha semplificato la lettura della Resistenza, qui, nella nostra terra dove abbiamo scoperto che i primi ad essere gettati nelle foibe non furono i fascisti, bensì i liberali, i socialisti, gli anticomunisti; dove quanti guardavano alla Jugoslavia titina come al sole dell’avvenire si trovarono internati nell’isola Goli Otok e in gran parte massacrati; dove gli scontri ideologici portarono a Porzus e alle feroci lotte fra partigiani osovani e garibaldini, tra chi lottava per mantenere il Friuli libero, nell’orbita dell’Occidente, e chi invece tramava per aggregarlo alla dittatura comunista di Tito che ci avrebbe tolto la libertà”, sostengono.

“Tutto questo articolato scenario è stato messo da parte dal sindaco che ha strumentalizzato a suo uso e consumo il 25 aprile, puntando su un antifascismo di maniera,  come pure sono stati archiviati i passi avanti compiuti nella revisione storica da ‘comunisti’ quali Violante e Pansa”, aggiungono Saro e Colautti che, pur ribadendo la loro distanza da qualsiasi tentativo di revisionismo, mettono in luce il vero scopo (politico) del sindaco: “E’ gravissimo che non siano stati nominati da Honsell gli Alleati il cui ruolo, nel processo di liberazione, fu fondamentale, accanto ai resistenti.  Ed è altrettanto grave che abbia utilizzato il 25 aprile per tenere un comizio sull’acqua, argomento che non era assolutamente pertinente”.

Di fatto il sindaco “ha riaperto le ferite del passato, riattualizzando – questa la denuncia congiunta dei due politici – gli odi e i rancori del passato. Partecipando all’evento odierno – commenta Colautti – mi sono ricordato una frase che mi disse a Trieste Simon Peres il cui significato, sostanzialmente, si basava sulla necessità di guardare avanti, perché se ci si volta indietro si vedono soltanto morti, sangue e vendetta. La Palestina è una terra segnata dal sangue, come il Friuli e la Resistenza. Ebbene, oggi Honsell ha fatto sgorgare di nuovo il sangue della Resistenza, peccando di populismo e ideologismo;  ha cancellato i 65 anni di sforzi tesi al superamento delle divisioni, negando di fatto il futuro stesso e consegnando a tutti il pericoloso lascito di uno scontro permanente che, di certo, è il male assoluto in un momento storico ed economico in cui il paese, la città e il Friuli Venezia Giulia hanno bisogno di condivisione e unione e non di nuovi scontri”.

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