Bearzi

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Una posto guida altamente realistico, dotato di sedile, volante e comandi per testare le proprie capacità di guida come se si fosse su strada. Lo scenario, però, è completamente virtuale e ad alta immersione visiva: il tipo di veicolo, la strada, le condizioni meteo e di traffico sono “simulate” da un sistema virtuale in grado di riprodurre con grande accuratezza la realtà.
Il “Driving Simulator” a piattaforma mobile – prototipo unico al mondo per ora ma destinato a essere prodotto in serie – è stato messo a punto dalla VI-grade srl, società italo-tedesca con sede a Tavagnacco, grazie anche a un cofinanziamento regionale ottenuto con il supporto di Friuli Innovazione. Lo sviluppo del progetto è durato due anni e ha coinvolto numerose aziende hi-tech del territorio e non.
Pensato per applicazioni nel campo dell’ingegneria del veicolo e dell’automobilismo sportivo, il sistema è destinato a rivoluzionare anche il settore della sicurezza stradale. “In questo senso un primo obiettivo sarebbe quello di renderlo strumento complementare a ciò che viene insegnato nelle autoscuole” spiega Diego Minen, ingegnere, direttore tecnico della VI-grade. Ma in cantiere c’è anche un’iniziativa senza precedenti in Italia, ovvero la creazione una scuola guida sicura e sportiva virtuale per “addestrare” chiunque a stare al volante anche nelle situazioni più critiche. “Utilizzando il simulatore si può guidare in condizioni di scarsa visibilità, bassa aderenza, o trovarsi di fronte a ostacoli improvvisi: lo scenario è virtuale ma le percezioni visive, acustiche e di movimento sono assolutamente reali – spiega Minen – il veicolo reagisce ai comandi del guidatore come farebbe nella realtà, e questo distingue il sistema da un videogame. Ovviamente si possono provare e riprovare le manovre fino a quando non si è in grado di condurre correttamente il mezzo nelle condizioni di emergenza che vengono ricreate”.
La scuola guida sarà avviata nei primi mesi del 2011. Altri interessanti risultati potrebbero essere ottenuti, secondo Minen, simulando la guida in condizioni di alterazione sensoriale o semplice distrazione. “Il sistema è in grado di ritardare artificialmente gli impulsi dati ai comandi dal guidatore, per fargli capire cosa succederebbe qualora si mettesse alla guida dopo aver bevuto un bicchiere di troppo o aver fatto uso di sostanze stupefacenti. A parte questi estremi, anche semplicemente sperimentare ciò che succederebbe in condizioni di pericolo quando si utilizza il telefono cellulare mentre si è alla guida potrebbe far capire a chi lo fa perchè non dovrebbe. A questo proposito stiamo lavorando con alcuni psicologi e neurofisiologi per mettere a punto il sistema sulla base di misurazioni cliniche. Creare impressioni di pericolo molto realistiche potrebbe aiutare tutti a comportarsi in modo più consapevole, nella realtà troppo spesso si pensa che gli incidenti succedano solo agli altri”. Il “Driving Simulator” in questo ultimo caso diventerebbe strumento essenziale, dal momento che nella realtà tali situazioni non sono assolutamente sperimentabili.

Nei locali in via L’Aquila a Tavagnacco sono al momento in fase di collaudo alcuni simulatori di guida sia su piattaforma fissa che mobile. Nel medesimo sito sta prendendo forma anche un altro importante progetto al quale stanno lavorando VI-Grade e Friuli Innovazione: il Centro di Eccellenza sulla Simulazione, studiato per dar vita, qui in Regione, a un polo altamente specializzato nel settore delle tecnologie di prototipazione virtuale e testing, con possibili applicazioni in tutti i settori industriali. Il taglio del nastro è previsto nei primi mesi del 2011.

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