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Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal dr. Paolo Lauteri – G.I.P. presso il Tribunale di Udine, hanno posto i “sigilli” ad un noto centro di massaggi gestito da cittadini cinesi.

L’operazione di servizio del Nucleo di Polizia Tributaria di Udine trae origine nell’ambito di ordinari controlli in materia economico-finanziaria finalizzati ad aggredire eventuali posizioni debitorie con il Fisco dove, prendendo spunto da annunci pubblicitari apparsi su quotidiani e siti web, si è risaliti all’attività commerciale quale potenziale soggetto economico appartenente al cosiddetto “sommerso d’azienda”.
A seguito di appostamenti ed escussione in atti dei frequentatori del centro massaggi è emerso che le quattro ragazze dipendenti, tutte di origini cinesi, su precisa imposizione dei gestori del centro, sono state costrette nel tempo a prostituirsi, provocando i clienti affinché gli stessi non si accontentassero del solo massaggio, bensì fornire una vera e propria prestazione sessuale.
Nel corso di una recente perquisizione del locale, nonché dell’abitazione dove le donne (dai 44 ai 25 anni) alloggiavano, è stata sottoposta a sequestro copiosa documentazione.
Sono stati inoltre sequestrati circa 1.500 Euro in contanti nella borsetta in uso alla direttrice del centro.
Le tariffe applicate alla clientela, appartenente ad ogni fascia sociale, da quanto appreso dei finanzieri udinesi, ammontavano a 150 Euro per ogni singola prestazione.
Gli ordini della proprietà alle ragazze erano quelli di proporre servizi “extra” rispetto al semplice massaggio cercando di effettuare il maggior numero di prestazioni possibili.
Da un riscontro preliminare della documentazione extracontabile, i finanzieri hanno potuto ricostruire la mole di incassi mensili del centro massaggi, stimato in circa 40 mila Euro, peraltro in un contesto fiscale di “nero”.

A tre cittadini cinesi, gestori del centro massaggi, due donne ed un uomo, regolarmente residenti nel territorio nazionale, viene contestato dalla Procura della Repubblica di Udine il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Sono in corso ulteriori indagini finalizzate a configurare i reati di riciclaggio e violazioni penali tributarie.

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