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Udine: tanti progetti contro il bullismo

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Emarginazione, autostima pari a zero, chiusura nei confronti degli adulti, paura di denunciare, insonnia, incubi notturni, vomito al mattino, reiterate richieste di non voler andare a scuola. Attraversano una situazione di profondo dolore, insicurezza e inadeguatezza le vittime di bullismo, con atteggiamenti che devono rappresentare veri e propri campanelli d’allarme per mamme e papà da indurli a chiarire con i propri ragazzi (insieme ai docenti) cosa sta accadendo loro, perché solo parlando si può permettere agli adulti di aiutare chi sta soffrendo – le vittime – ma anche chi sta causando tale sofferenza, i bulli. In questa direzione si deve agire per contrastare e prevenire il bullismo nelle sue varie forme, come è stato ricordato oggi – mercoledì 4 maggio – al teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione dell’evento finale dell’edizione 2015/2016 del progetto “New Tribes” di sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Udine in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 4 “Friuli Centrale” (presente il direttore Francesco Piani) e l’Ufficio Scolastico regionale (presente il referente della Consulta provinciale degli studenti, Emanuele Bertoni). Iniziativa che ha coinvolto 700 ragazzi delle classi seconde di 7 scuole superiori che hanno prodotto una sessantina di lavori per dire no al bullismo: video, spot, poesie, racconti, canzoni, sculture, fumetti, animazioni, locandine, anche la rivisitazione del tradizionale gioco dell’oca con caselle e punteggi appropriati alla circostanza (“se hai rubato il profilo Facebook del tuo amico, torna indietro di 4 caselle”, “se hai difeso una vittima di bullismo, vai avanti”) e la scritta “Svita il bullo” riprodotta su un campo da calcio da ben 240 ragazzi. “Se taci subisci, se parli reagisci”; “il vero coraggio è chiedere aiuto”; “tutto quello che vuoi è dall’altra parte della paura”, “No al bullismo, sì all’amicizia”; “I bulli rovinano le storie più belle”, sono alcuni degli slogan creati dai ragazzi che, attraverso i loro originali lavori, hanno trasmesso le emozioni e gli stati d’animo delle vittime di bullismo. “I ragazzi colgono in queste iniziative e nelle riflessioni fatte in classe – ha affermato a margine dell’incontro il coordinatore Luca Pagliari – l’occasione per esternare il loro disagio e la loro sofferenza. Alcuni degli elaborati presentati, infatti, sono ispirati a episodi realmente accaduti a studenti o studentesse. La prova – ha aggiunto Pagliari – di come il fenomeno sia diffuso e siano indispensabili momenti di ascolto e confronto con i ragazzi per capire cosa stanno vivendo e come aiutarli”. Da qui, la volontà della Provincia di Udine di organizzare un incontro dedicato ai genitori per presentare loro gli elaborati e creare occasioni di approfondimento sul tema. “E’ insegnando a comunicare, a parlare anche agli adulti di queste problematiche – ha osservato anche la criminologa Angelica Giancola che si sta occupando di alcuni laboratori in alcune scuole primarie e secondarie di Udine – che si possono aiutare i ragazzi e quindi contrastare un fenomeno la cui comparsa si manifesta già nella fascia 7-14 anni, all’ingresso nella primaria”.

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